Roma 9 giugno 1987

alle 7:35 un auto bomba (contenente 5 chili di esplosivo) detona dall’altra parte della strada in corrispondenza alla  parete nord del compound dell’ ambasciata Americana di Roma. L’esplosione causò solo danni di lieve entità e una donna, che si trovava nella zona al momento dell’esplosione, venne ricoverata in stato di  shock.

Tre minuti dopo, alle 07:38, due colpi di mortaio sono stati sparati contro l’ambasciata americana da un quarto piano di una camera (numero 418) dell’ hotel Ambasciatori che si trova a via Veneto davanti la sede dell’ambasciata. Mentre uno dei dispositivi esplosi ha causato lievi danni all’ambasciata, il secondo lanciato si è guastato e non è esploso.

All’inizio di quello stesso giorno (07:02) due colpi di mortaio simili vennero sparati contro l’ambasciata britannica di Roma. Entrambi i colpi  atterrarono nella fontana di fronte all’Ambasciata Britannica, causando solo danni minori e nessuna lesioni.

Da una successiva indagine della polizia emerse che la camera 418 dell’ Hotel Ambasciatori fù affittato ad un maschio orientale di nome Edwin Yen il quale  utilizzò un Passaporto canadese risultato rubato dal suo proprietario a Madrid, Spagna nel 1986.La macchina utilizzata per l’autobomba fu affittata dallo stesso Edwin Yen, dando come suo indirizzo quello dell’ignaro  l’Hotel Ambasciatori. La patente internazionale, utilizzata da Yen per l’ affitto dell’ auto, risultò essere un falso.

Alle 15:15 la sede di Roma della stampa francese “Agence France-Presse” ricevette una chiamata anonima da un uomo che parlava in inglese e che ha dichiarato che  l’ Anti-Imperialist International Brigade (AIIB)  rivendicava l’attacco.L’anonimo  continua a dire che il suo gruppo è stato anche responsabile di altri attacchi a Jakarta e Beirut. L’attacco, secondo quest’ultimo, era una risposta diretta al terrorismo di stato a servizio  dell’imperialismo internazionale guidato dagli Stati Uniti. “Infine,  avvertì che la “volontà rivoluzionaria” è più forte delle misure di sicurezza dei giganti del G7. Nel numero di agosto 1987 De Knipselkrant, un giornale clandestino pubblicato in Olanda, Anti-Imperialist International Brigade (AIIB)  rilasciò il seguente volantino sull’attacco di Roma:

“Le Anti-Imperialist International Brigade (AIIB) rivendicano la piena responsabilità per la serie di attacchi contro le sedi di interesse imperialiste americane, inglesi e di altri a Roma. La risposta diretta al terrorismo di stato a servizio dell’imperialismo mondiale guidato dagli Stati Uniti dimostra che il rivoluzionario  è più forte delle alte misure di sicurezza adottate per la protezione delle cosiddette sette sorelle del mondo.L’AIIB incita l’opinione pubblica internazionale a intensificare gli attacchi  rivoluzionari contro i  paesi occidentali terroristi di stato e in particolare protettori delle basi NATO in Europa, che sono un grande minaccia della pace mondiale. Abbiamo già rivendicato la responsabilità degli attacchi a Jakarta, East Beirut, e in altre parti del mondo. Lunga vita alle forze antimperialiste del mondo. Abbasso il terrorismo di stato del mondo.”

AIIB per la prima volta rivendica le sue azione il 14 maggio 1986, quando si sostiene abbia attaccato con il mortaio l’ Ambasciate americane e giapponesi a Jakarta, Indonesia. Durante questo attacco, due colpi  di mortai sono stati sparati presso l’ambasciata americana alle 10:55 Anche se entrambi i dispositivi sono atterrati nel compound dell’ambasciata, nessuno dei due riuscì ad esplodere. Una mezz’ora più tardi (11:30)  due dispositivi simili sono stati sparati contro l’ambasciata giapponese. Uno ha colpito l’ambasciata, ma non è riuscito a esplodere, mentre il secondo ha superato  l’ambasciata giapponese ed è atterrato all’interno del compound dell’ambasciata sovietica (che è accanto). Inoltre, non è riuscito ad esplodere.A mezzogiorno lo stesso giorno, un’autobomba è esplosa all’esterno dell’edificio Wisma Metropolitan di Giacarta che ospita l’ambasciata canadese ma l’allora ufficio non era aperto.L’esplosione però ferì diverse persone in strada e danneggio sei auto. In un comunicato seguente, AIIB ha affermato che “questi gli attacchi sono una risposta al vertice G7 di Tokyo, in Giappone della settimana precedente “

Poco si sa circa l’AIIB/ Fronte Internazionale contro l’imperialismo,  si ritiene che il gruppo è composto di elementi delle brigate rosse giapponese (JRA/Armata Rossa Giapponese[1]), ed è possibile aver ricevuto supporto dal Fronte Popolare per la Liberazione di Palestina (FPLP).Sulla base di testimonianze oculari, un membro del JRA, Tsutomu Sheirozaki, era collegato al maggio 1986 con i colpi di mortaio a Jakarta. Sheirozaki è divenuto latitante da parte delle autorità giapponesi da ottobre 1977 quando i membri del JRA dirottarono un volo giapponese Airlines (JAL) a Bombay e costretti ad atterrare a Dhaka, Bangladesh.

Nonostante l’identikit di Yen Edwin  non si adattava a quella di Tsutomu Sheirozaki, le autorità italiane e la polizia internazionale trova tracce di collegamento sul territorio italiano insieme a quelle di un altro membro Junzo Okudaira attivo contro il summit economico di venezia, le tracce di entrambi vengono perdute.La corsa termina il 21 settembre 1996 quando verranno arrestati a Katmandu Nepal dalla polizia locale su mandato internazionale grazie alle intercettazioni telefoniche dell’FBI.

fonte: internet , ed estratto del “significant violance against us citizen ” (usa embassy)

[1]L’Armata Rossa Giapponese (ARG, 日本赤軍, Nihon Sekigun) era un gruppo terroristico fondato da Fusako Shigenobu nel febbraio 1971, dopo il distacco dalla Lega Comunista Giapponese - Fazione dell’Armata Rossa. Il gruppo ha avuto circa 400 membri, e ciò per alcuni ha rappresentato uno dei più conosciuti gruppi armati di sinistra nel mondo. l’ARG ha stretti legami con il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Dai primi anni ’80 l’ARG smise le attività in Giappone e dipese dal Fronte Nazionale per i finanziamenti, l’addestramento ed il rifornimento di armi. L’organizzazione venne sciolta il 14 aprile 2001.Gli obiettivi del GRA sono di rovesciare la monarchia giapponese ed iniziare una rivoluzione mondiale.Il gruppo è conosciuto anche come la Brigata Internazionale Anti Imperialista, Nippon Sekigun, Nihon Sekigun, la Brigata della Guerra Santa e il Fronte Democratico contro la Guerra.