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Il timore che le persone le quali hanno un tatuaggio sono associati con la yakuza (gangster giapponesi) persiste ancora in giappone. E non solo!,da un sondaggio giapponese alcune strutture hanno dichiarato per esperienza di associare i tali a persone che hanno  alla fine portato problemi al locale. Avere il corpo tatuato  può essere negativo per l’accesso a luoghi pubblici, in particolar modo onsen , piscine private, sento,  bagni comuni, parchi acquatici, capsule hotel, luoghi in cui si può trovare negata l’entrata  o come nella maggior parte dei casi verra chiesto di coprirli.E’ bene ricordarlo per chi fà un viaggio in giappone come è bene ricordare che l’applicazione delle norme in giappone dà poco spazio ad interpretazioni.

Alcune riviste aurorevoli statunitensi hanno fatto un test contattando 10 centri pubblici diversigiapponesi e chiedendo se era possibile l’accesso
alle strutture a persone con i tatuaggi solo 4 hanno permesso l’accesso a patto che si copra il tatuaggio.E bene sempre quindi chiedere e leggere i grossi cartelli che vengono messi all’entrata.Abbiamo avuto segnalazioni di italiani che hanno contestato o ignorato tale cartelli ed in fine discusso con i proprietari…..la storie sono finite in polizia, evitate tali situazioni.

8 Responses to “Guide giappone: i tatuaggi nei luoghi pubblici”

  1. mamoru says:

    “come è bene ricordare che l’applicazione delle norme in giappone dà poco spazio ad interpretazioni”

    Comincio da questo per dire che non sono d’accordo, se analiziamo ad ampio spettro i buchi nella legislazione giapponese questo mito cade subito… la discrezionalita’ regna sovrana, soprattutto nelle operazioni di polizia e della pubblica accusa.

    Su come una discussione sulle policy di accesso ad un esercizio commerciale (ad es. un onsen che vieti l’accesso a chi si adorna di irezumi) possa portare dritti in polizia (con quale accusa? e contro quali leggi?) non fa che rafforzare il mio convincimento la discrezionalita’ nell’applicazione delle norme, altro che certezza del diritto.
    Lo spauracchio della polizia che dovrebbe far desistere anche da una pacata discussione non lo capisco…..

    Potrei anche aggiungere che mia moglie (che ha un tatuaggio sul collo) è sempre entrata ovunque siamo andati senza problemi: ci siamo ritrovati a porci il problema tatuaggi piu’ noi che i nostri amici giapponesi…. a volte con la sensibilita’ culturale si esagera.
    Sono inoltre del parere che tra “irezumi” e “tatoo” ci sia una bella differenza, non solo per le tematiche trattate, ma sui motivi di tale pratica… inoltre se si associa il tatuaggio alla persona cattiva non si fa un’opera meritoria, ma puramente pregiudiziale: è il comportamento della persona, non l’aspetto a contare veramente.

    E’ opportuno inoltre far notare che sono una sparuta minoranza gli esercizi che impongono seriamente tale divieto, a molti non gliene frega nulla.

  2. @Sai ovviamente che siamo d’accordo su molte cose, ma hai avuto una svista evidemnte su almeno 3 cose:
    - l’inchiesta è sorta (vedi foto) dal magazine star & stripes a seguito di diverse lamentele di personale americano
    - il divieto c’e eccome sopratutto nella parte nord del giappone e dipende comunque singolarmente dall’esercizio, ci è capitato di vedere all’honsen persone con irezumi grossi come persone non entrare neanche con il cerotto sopra
    - l ‘indicazione agli italiani in merito alla polizia è legata non al tatuaggio ma all’arte italica di innescare una discussione a fine lamentela.

  3. Concordo con mamoru su ogni punto.
    Aggiungo anche che ho visto personalmente desistere degli americani perche il proprietario a minacciato di chiamare la polizia (avevano dei tatuagetti).
    Mentre qualche ora dopo ho visto un ospite chiaramente un chimpilla che entrava perche i proprietari coraggiosamente non avevano avuto il fegato di fare lo stesso discorso ad un avanzo di galera.
    io personalmente ho avuto qualche problema in passato con alcuni amici ma alla minaccia (una volta solo di chiamare la polizia) ho detto chiamatela pure, allorche ci hanno lasciato passare semplicemente perche non e` illegale ma solo discriminatorio.
    Infatti come dite voi il divieto si trova sopratutto al nord ma la ragione che ho sentito in passato (magari e` una leggenda ma sembra ragionevolmente vera) e` che sopratutto in Hokkaido fra gli ospiti di un onsen si potevano trovare dei marinari russi che spesso ubriachi, senza conoscenza delle usanze e magari un po attaccabrighe creavano problemi, furbamente fu usato il trucchetto del tatuaggio per vietare l` accesso ( io sempre visto gli yakuza nei bagni pubblici in Kansai quando abitavo a daikokucho) ma come in molte cose non si voleva fare la figura dei razzisti percio si e` addottato uno stereotipo nazionale. Ma ripeto questa e` una versione che ho sentito. Nel mio ultimo viaggio a gumma con mia cugina coperta ho confermato e per sicurezza avevo il contatto di un buon giornalista pronto a venire su con la troupe.

  4. Gatto rognoso says:

    Al di là che piaccia o meno , ho sempre considerato la dequalificazione dell’irezumi come una grandissima perdita a livello culturale. Con tutte le mode effimere che spuntano in Giappone mi piacerebbe vedere un bel “colpo di coda” che sdoganasse definitivamente questa pratica e le riconsegnasse il posto che merita.

  5. mamoru says:

    Comunque io parlavo riferendomi ad esperienze in Hokkaido (magari non e’ cosi’ a Wakannai…).
    Per dire che, al di la’ dello stereotipo “piu’ a nord e’ peggio”, oggi forse e’ solo una questione di pregiudizio individuale e non modo di pensare collettivamente sentito.

  6. mamoru says:

    lapsus: Wakkanai… =)

  7. Nicus says:

    Al di là dei distinguo sollevati dai commenti precedenti, vorrei capire se la “cattiva fama” del tatuaggio (o del corpo molto tatuato) vale allo stesso modo per le donne, oltre che per gli uomini.

  8. mg says:

    sono d’accordo con te gatto………….

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