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Se le persone provassero a ragionare (non è più di moda) mettendo da parte ogni discorso politico di parte scoprirebbero delle cose divertenti sul discorso da bar del mese:l’Italia torna al nucleare!
Che bello …ci si divide ancora come allo stadio curva contro curva, guelfi e ghibellini, rossi contro neri, papalini e laici..come la guerra del calcio…anche con le parole.I “contro” che evocano Cernobyl al solo accenno della parola atomo ed i fedelissimi che ti diranno che la Francia ha tantissime centrali se c’e un problema ci coinvolge anche a noi tantovale averle in casa.

Proviamo allora a ragionare a mente fredda guardando da fuori con il nostro percorso di universi paralleli
ed analizziamo un punto che nessuno dibatte (pro o contro si accaniscono sul problema tecnico) “il problema gestionale della manutenzione”.Oggi una centrale nucleare di 4° generazione ha livelli di sicurezza veramente all’avanguardia e con una giusta pianificazione delle scorie un paese moderno è in grado di gestirle… a patto pero che tutto venga organizzato e manotenuto perfettamente.

Il giappone ha da molti anni 55 centrali nucleari sparse lungo il suo territorio.Ma differentemente dall’ Italia per poter arrivare alla strada del nucleare ha programmato in anticipo TUTTI gli aspetti NECESSARI prima di iniziare:

1)Pianificazione dettagliata programmata
Il piano energetico nazionale giapponese è di 10 anni, i paesi scandinavi ce l’hanno di 8, Inghilterra 6, Francia e Germania 5, L’Italia non ha nessun piano energetico nazionale

2)Comitato unico di guida non politica
Il giappone ha l’organo commitee di gestione di tutte le energie del paese, l’Italia non c’e l’ha

3)Le scorie
I siti di stoccaggio delle scorie sono stati pianificati negli anni 50 con controlli invasivi e non, in cicli di 5 anni lungo il giappone e fuori.L’italia non ha NESSUNA sede di stoccaggio ne fisiche ne pianificate.
..”L’altro giorno sulla Cbs c’è stato un servizio dove si spiegava che le scorie nucleari italiane (pre-Chernobyl) erano state mandate in Utah per essere stoccate nel deserto, lo stesso che ospita le scorie nucleari americane. Il governatore di quello Stato, Jon Huntsman, ha rispedito le 20 mila tonnellate di scorie al mittente, dicendo che lo Utah non è la pattumiera nucleare dell’Italia. Che ne facciamo? Dove le mettiamo? Se non sappiamo che fare di quelle vecchie, che programma abbiamo per quelle nuove? In tutti gli articoli che ho letto (pochi a dire il vero) nessuno dei politici coinvolti ha speso una parola su che fine faranno le scorie. Non le pare che data la nostra peculiarità geografica (deserti non ce n’è), abbiamo più degli altri il dovere di ricercare e usare fonti alternative?..[ecco cosa diceva una ricercatrice italiana in america sul corriere sera Isabella Luciani]

4)La mancata responsabilità oggettiva
Alcune centrali giapponesi come quelle francesi posso essere visitate telefonando con tanto di guida, in Italia non si è mai avuta trasparenza sulle attività il prossimo decreto le farà diventare addirittura aree militari (Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16-4-2008) . Dpcm ( Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16-4-2008 che dal 1° maggio di quest’anno estende l’applicazione del “segreto di Stato” anche agli “impianti civili per la produzione di energia”.Ciò vuol dire che rientrano nel segreto di Stato tutte le centrali e dunque anche le nucleari, rigassificatori, termovalorizzatori, inceneritori, ecc. In pratica, ogni forma di controllo “civile” è estromessa dai siti in questione e dunque saranno blindatissimi per legge dello Stato. Il che impedirà tutte le forme di controllo o di divulgazione delle notizie e dei dati che saranno così riservati ai pochi addetti ai lavori e ai servizi segreti. Infatti, neanche ad ASL e a Vigili del fuoco sarà concesso per alcun motivo di entrare in contatto con questi impianti che saranno gestiti direttamente dallo Stato attraverso agenzie e funzionari preposti.

5)Responsabilità nella gestione della manutenzione:Il giappone ha creato una figura di riferimento per ogni sito che ogni 6 mesi riporta lo stato e la gestione dell’impianto ed ha responsabilità diretta come il suo staff PENALE.In Italia la gestione delle vecchie centrali è stata data a terzi e lo scarico della responsabilità è andato a pesare sulla mancata manutenzione.

a)I precedenti per mancanza di manutenzione (da giornali dell’epoca)

1964 Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe.

1969 Febbraio Latina (Italia). Arresto alla centrale di Latina per mancanza di alimentazione alla strumentazione (a marzo si avrà ancora un grosso guasto alla stessa centrale).

1972 Latina (Italia).Indagini della magistratura su possibili micro contaminazioni delle acque di
scarico di raffredamento che uccidono piante ed animali per una cattiva manutenzione.

1974 Maggio, Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro.

1978 Maggio, Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 maggio ’78) si sono avute fughe limitate nel reparto turbine. Ci sono valvole che non tengono, strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo, mal progettati con calcoli sbagliati.

6)Aspetto democratico; se mi chiedi un referendum per decidere una politica [abbandono del nucleare] lo devi rifare per sceglierne un’altra [ripristino del nucleare]

La pianificazione, la gestione il controllo delle centrali nucleari in Giappone ha avuto per 50 anni un successo dovuto unicamente alla focalizzazione delle responsabilità e della manutenzione di alta qualità riducendo al minimo la percentuale di incidenti purtroppo avvenuti.Andrebbe studiato e dibatutto proprio questo aspetto ma ovviamente assumersi responsabilità in tal senso non fa parte della tradizione del bel paese…e come mettere benzina ad un motoscafo, mettere in moto, girarsi di spalle mentre la spiaggia si allontana…ma come, dove, e perchè si và..è un particolare di cui ne parleremo poi…vuoi mettere l’emozione di essere partiti!!!

[la foto in alto da flicker a sinistra Napoli con il cartello divieto di scarico al centro, a destra la centrale nucleare a nord di Tokyo dove si pesca e le acque certificate sono parco naturale]

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9 Responses to “[UnPost dal passato]Universi paralleli: il nucleare in giappone ed in Italia”

  1. Mauro says:

    le centrali moderne hanno bisogno di grandi quantità d’acqua (oltre i 10 metri al secondo) il Po ad esempio ne ha 8 ed in periodi di magra molti meno.
    Va da se che sui fiumi non si possono costruire
    L’italia è un paese a grande rischio sismico,direte voi che il giappone lo è molto di più ma sappiamo come sono preparati loro .
    L’italia è un paese tagliato per longitudine e latitudine dalle montagne ,ed in montagna non si possono fare.
    Resta il mare ed in particolare Puglia e Sardegna le quali sono state categoricamente escluse dal signor berlusconi
    quindi oggettivamente non si possono fare

  2. Kazu says:

    Questa è INFORMAZIONE. Grandi! La cosa più assurda è che ci sgoliamo a chi la dice più grossa, divisi in fazioni, senza aver mai provato seriamente a ridurre gli sprechi del consumo energetico (e non solo).

  3. panapp says:

    Voglio essere ottimista e dire che se pure si facessero le centrali in Italia, cosa che io eviterei con tutto il cuore stendendomi per strada di fronte alle gru da costruzione pur di non far partire i lavori, credo che comunque saremmo in grado di mantenerle e non farle esplodere. Spero. Non è questo il problema, comunque: c’è stato un referendum che ha sancito un NO molto chiaro al nucleare, i referendum non hanno scadenza e quindi tutto ciò è incredibilmente, allucinantemente contro la sovranità popolare più ancora di quanto Berlusconi non sia abituato a fare (il che pare incredibile dato che lui si sente sempre sopra la sovranità). L’arrivo del nucleare è la definitiva, definitiva tappa d’ingresso nella repubblica delle banane in cui potremmo utilizzare le energie rinnovabili e non si fa, potremmo rispettare le leggi e non si fa e potremmo essere onesti e non si fa. Il problema non sono le centrali nucleari (anche, ovviamente), ma il fatto di perdere ogni dignità come nazione.

  4. gian claudio says:

    Bellissimo confronto…

  5. catia says:

    L’italia e’ sempre stata mal governata per questo ci sono sempre stati problemi fin dagli anni 70′, i nostri politici non mirano al bene del paese, o meglio lo fanno solo a parole prima delle elezioni, ma poi nel concreto…il disatro accaduto a L’aquila poteva e doveva essere evitato, se invece di guardare solo verso l’america, berlusconi e co, imparassero di piu’ dal Giappone, cose cosi’ gravi non accadrebbero…idem per il nucleare.

  6. Andrea says:

    Secondo i piani del corruttore di Mills l’italia non avrà centrali di quarta generazione. Inoltre ci vorranno molti anni per costruirle, e considerando i tempi in italia -oltre che al malaffare, alle tangenti etc..- queste fantomatiche centrali non le vedremo prima di vent’anni. Inoltre il prezzo dell’uranio è in costante aumento da anni, anche a causa dei paese emergenti come india e cina che di centrali nucleari ne stanno costruendo a decine. Questo significa che nell’immediato futuro ci sarà sempre meno uranio disponibile, ed a prezzi astronomici. Chi se lo aggiudicherà? l’italia, un paese in decadenza, oppure delle superpotenze emergenti piene di soldi, come la cina e l’india?
    L’unica nostra possibilità è buttare via tutte quelle storielle sul nucleare come deus ex machina e guardare ai paesi VERAMENTE INNOVATORI, come la germania, la danimarca etc… che stanno rapidamente sostituendo le loro centrali a combustibili fossili con energia pulita, e se la ridono della grossa quando Mister B. sparla di nucleare. Anche il Texas dovremmo seguire come esempio: quello che nell’immaginario collettivo è lo stato del petrolio -e quindi dell’energia inquinante- non ci pensano neanche a costruire centrali nucleari, ma si stanno concentrando sul solare, l’eolico le biomasse e tutte le forma di energia pulita, tanto che in pochi anni il Texas è diventato l’ stato al mondo (avete sentito bene, AL MONDO) con la più rapida crescita delle nuove tecnologie, in particolare dell’eolico che negli Stati Uniti da quindici anni ad oggi sta vivendo un boom eccezzionale.
    Intanto noi stiamo qui a sentire il nostro presidente del consiglio, che quando non è impegnato a farsi leggi per la sua impunità ci racconta storielle sul nucleare come panacea per tutti i mali….

  7. panapp says:

    Quoto interamente Andrea.

  8. stefano says:

    Io sinceramente quando sento parlare del nucleare in Italia ho paura.
    Non siamo capaci di saper gestire i termovalorizzatori, che sputano più diossina che cavolate i nostri governanti, figuratevi cosa può succedere con le centrali atomiche……..

  9. Andrea says:

    D’accordissimo con Mauro, Andrea e Stefano!
    in Italia è impossibile fare delle centrali nucleari!

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