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L’esposizione, che si inserisce nel quadro delle attività dedicate nel 2009 dal Comune di Milano al Giappone, illustra con opere di altissimo livello, fra cui alcuni Tesori Nazionali mai visti in Italia, la straordinaria trasformazione culturale, sociale ed economica del Giappone nel corso di tre secoli, che vanno dal periodo di Momoyama (1568-1615) al periodo di Edo (1615-1868). Paraventi, anche di imponenti dimensioni, rotoli verticali e orizzontali dipinti su carta e seta, ma anche preziose lacche e ceramiche, armature, tessuti e maschere racconteranno quell’affascinante capitolo della storia giapponese identificato con la nascita del mondo moderno, che si costruì intorno ai due fondamentali nuclei culturali e di potere: Edo (attuale Tokyo), capitale amministrativa, e Kyoto, capitale imperiale. La mostra affronta infatti proprio quel periodo cruciale in cui il Giappone moderno si formò attraverso l’intreccio e il confronto tra l’ambiente feudale e samuraico da un lato e la nuova borghesia finanziaria e imprenditoriale dall’altro, ma anche nella compresenza delle antiche tradizioni della corte imperiale. Il breve periodo di Momoyama prende il nome dalla zona di Kyoto, divenuta sede del sontuoso castello fattovi edificare da Nobunaga. Il periodo è caratterizzato da una produzione artistica straordinaria in campo pittorico, ma anche delle arti applicate. Nuove scuole pittoriche fioriscono e sorgono centri d’artigianato di altissima qualità nelle lacche come nelle ceramiche, nei tessuti come nelle armi. Il periodo di Edo è quello in cui la famiglia dei Tokugawa, conquistato definitivamente il paese, riuscì a esercitarvi un ferreo controllo congelandone il sistema feudale. Col titolo di shÿgun, la massima autorità politica, amministrativa e militare del Giappone, conferito a Ieyasu dall’imperatore nel 1603, questa famiglia governò il paese per due secoli e mezzo isolandolo pressoché totalmente anche dal resto del mondo. Questa pax Tokugawa determinò nel paese un impressionante sviluppo sia urbano sia della classe borghese, finendo per minare dall’interno il predominio dell’aristocrazia di spada dei daimyÿ, i feudatari, e dei samurai, loro vassalli.I palazzi e i loro signori gareggiavano in splendore e cultura, influenzando con le loro commissioni la formazione dei nuovi stili pittorici e artistici le cui opere giungevano poi nelle province d’origine. Questi “ricordi” da portare nel proprio castello in provincia divennero anche veicolo della diffusione dell’arte di genere, anticipando le raffigurazioni di scene di vita quotidiana tratte dalla realtà cittadina quali attività commerciali e artigianali, vita di piacere, festività, ma anche scene mitologiche, immagini della natura, scene di battaglie, così come vere armi e armature o oggetti della vita quotidiana nei palazzi. A questo genere si contrappongono le arti dedicate a raffigurare i piaceri della borghesia dove, per esempio, alla forma drammatica di impronta aristocratica del teatro nÿ, con i suoi costumi sontuosi e le sue maschere raffinate e suggestive, si contrappone quello popolare del kabuki, con le sue scene roboanti, scenografie spettacolari e macchine di scena per l’esaltazione di passioni un tempo evitate e represse. Un’analisi particolare riguarda i burrascosi rapporti con gli occidentali, chiamati “barbari meridionali” (nanban), la cui conoscenza si diffuse attraverso il filtro olandese della rangaku, o “scienza olandese” appunto, sinonimo per secoli di cultura occidentale. Accompagna la mostra un prezioso catalogo con importanti testi critici.

 

Milano Palazzo Reale, fino all’8 Marzo 2010.
link al sito della mostra:
http://www.mostragiapponemilano.it/

3 Responses to “Mostra a Milano: Giappone – Potere e Splendore 1568/1868”

  1. Marco says:

    C’è anche un’altra mostra in questi giorni (con anche due miei amici che si occupano dei giochi giapponesi, anche loro “misti”): http://www.mijapan.net/ e http://www.mijapan.net/ita/pag_program.html

  2. catia says:

    Ci andro’ a fine mese, sara’ bellissima come tutte le espozioni giapponesi!

  3. Elisabetta says:

    La mia classe di giapponese ha prenotato una visita per giovedì prossimo… non vedo l’ora…

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