
Non molti ne sono a conoscienza ma in giappone negli anni 80 ci fu un gemellaggio tra la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwiz) e la città giapponese di Kurose (Hiroshima).

“Ci fu” perché nel 2005 è stata incorporata in Kurose Higashi hiroshima e non esiste più come un comune autonomo.Dopo una serie di spostamenti vari per motivi organizzativi e di budget il museo cambiò diverse città e luoghi fino alla posizione attuale in Fukushima.
Il sito con tutti i dettagli del museo è visibile quà
[PER CHI NON LO HA LETTO VI SEGNALIAMO I NOSTRi POST SUL TEMA]
1) AUSCHWITZ ASIATICA
2)CAMPI DI CONCENTRAMENTO PER GIAPPONESI IN USA
Il nostro ricordo alla giornata della memoria và ad un film che amiamo :
Il pianista
A nostra avviso il film piu bello in assoluto della storia della shoah.Una storia vera riprodotta in pellicola da Roman Polanski.Un pianista geniale, un ebreo polacco, è testimone delle restrizioni naziste sugli ebrei nella capitale polacca, dall’accesso limitato alla costruzione del ghetto di Varsavia. Con la sua famiglia viene rastrellato per essere spedito ai campi di lavoro nazisti, riesce a fuggire la deportazione e sfugge la cattura sopravvivendo di stenti tra le rovine di Varsavia.Un commovente e clamoroso finale in cui anche il piu crudo e spietato ufficiale nazista realizza come la crudeltà della guerra ha intrappolato il genio del piano distruggendone il talento.
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” (Primo Levi)











Fate bene a parlare di queste cose scusatemi se mi permetto di fare questa osservazione ma ho notato nei giapponesi una maggiore propensione alla critica che all’autocritica il tutto detto con molto affetto. Bruno
@Bruno:è vero hai ragione….soffrono mediamente dello stesso “disturbo” che possiedono gli italiani…molta critica e poca autocritica….
Ragazzi miei mi dispiace non sono d’accordo Rai Storia ha trasmesso 2 bei programmi 1 su quello che hanno fatto gli italiani in Libia, dove impiccavano e dove facevano vivere i prigionieri ed 1 altro sulle bombe a gas sugli abissini durante la guerra in Etiopia. In Italia l’autocritica non manca, mancano altre belle cose..
Quello che più mi da fastidio è che le cose straniere vengono catalogate in tipologie estremiste tipo: gli inglesi sono quelli dalla puzza sotto il naso, i giapponesi sono strani e narcisisti i cinesi sono poveri e mangiano i cani ei gatti…. non so come sia negli altri paesi ma fatto stà che mi da troppo fastidia ‘sta cosa..