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A proposito di… Insolite parentele.
La cosa più errata, e da un certo punto di vista più pericolosa, che generalmente si commette nello studio delle diverse culture di questo pianeta è quello di immaginare che esse abbiano una sorta di singolare peculiarità al loro interno quasi un’esclusiva di certe manifestazioni artistiche. La realtà, a mio avviso, appare molto più eterogenea e complessa di quanto non si immagini. Le innegabili affinità tra due strumenti musicali di due civiltà alle estremità del nostro globo terrestre, peraltro entrambi rappresentativi delle rispettive culture, quasi simbolo di esse, non fa che comprovare quanto affermato.

Il Biwa (琵琶) e il nostro mandolino ad esempio sono entrambi discendenti di un comune antenato, lontani parenti di un progenitore comune.

Nel cuore dell’Asia, infatti, nella zona dell’antico Impero Persiano le popolazioni locali acquisirono lo strumento a corde romano noto come barbitum (a sua volta discendente dal barbitos greco), lo elaborarono, lo adattarono al proprio repertorio musicale e gli dettero il nome di barbat. Da lì poi questo strumento venne portato in Cina e riadattato ad un nuovo repertorio musicale e battezzato col nome pi pa per poi essere esportato in Giappone e diventare l’attuale biwa.

Il barbat persiano però, quando la Persia venne invasa dai califfi arabi venne acquisito e impiegato per il nuovo repertorio musicale degli invasori e rinominato el ud e poi condotto e diffuso in tutto il mediterraneo con il nome latineggiante di liuto, antenato appunto del nostro mandolino. Dunque il partenopeo mandolino vanto della nostra italianità e il biwa simbolo di una musicalità tipicamente nipponica sono manifestazione di una parentela innegabile e quantomeno insolita.
[Redatto per youkosoitalia da DANILO GIORGI]

 

Biwa (琵琶) è il termine con cui si indicano i liuti giapponesi a corpo bombato.Il manico, dotato di tasti, ed il corpo a forma di pera sono ricavati da un unico pezzo di legno; le corde di seta si accordano tramite dei piroli montati su una paletta quasi ortogonale al manico. Elemento caratteristico è il sawari, suono prodotto volutamente dal contatto delle corde con alcune zone dello strumento.Importati dalla Cina almeno dall’ottavo secolo, i biwa sono diventati parte integrante della tradizione locale: tipico fu il loro uso da parte di monaci itineranti ciechi (琵琶法師 biwa hōshi) per recitare brani di poemi epici, tra cui Heike monogatariTaira (平) e Minamoto (源). (平家物語), poema sulle guerre tra la famiglia

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3 Responses to “Universi paralleli: il biwa ed il mandolino”

  1. [...] Universi paralleli: il biwa ed il mandolino | Youkoso Italia – Il … Share and Enjoy: [...]

  2. beno says:

    bellissimo! non lo sapevo!

  3. Gatto rognoso says:

    lo conoscevo solo “di vista” ma non l’avevo mai ammirato in azione… Molto più “flessibile” del “secco” shamisen, devo dire.
    Naturalmente, ad occhi (e orecchi) occidentali, le composizioni classiche sono una discreta mazzata nelle… ehm… negli addobbi natalizi, :P ma certe prove più moderne viste su youtube “acchiappano”, dai.
    … Auguri per le Feste. :)

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