
Il Nakajima J9Y Kikka, (in giapponese 中島 橘花, “Fiore d’Arancio”) era un bimotore a getto da caccia ad ala dritta prodotto dall’azienda giapponese Nakajima Hikōki Kabushiki Kaisha negli anni quaranta Primo velivolo con motore jet giapponese, venne progettato durante la seconda guerra mondiale, ma la sua realizzazione si concretizzò solo nelle fasi finali del conflitto, troppo tardi per diventare operativo, venendo portato in volo per la prima volta solo dopo la conclusione dello stesso. Il Kikka è conosciuto anche con la denominazione Kōkoku Nigō Heiki (皇国二号兵器, “Arma Imperiale No.2).
A seguito dell’interesse espresso dall’addetto militare giapponese in Germania che, dopo aver assistito alle prove di volo del Messerschmitt Me 262 nel 1944, comunicò in patria le potenzialità di tale velivolo, la Marina imperiale giapponese emise una richiesta alla Nakajima per sviluppare un aereo simile da usare nel ruolo di bombardiere veloce/aereo da attacco al suolo. Tra le specifiche dell’aereo il progetto doveva avere i requisiti per essere assemblato soprattutto da personale non esperto e le ali dovevano essere ripiegabili. Quest’ultimo requisito era richiesto per poter nascondere gli aerei in caverne e tunnel attorno al Giappone, visto che la Marina cominciò a difendere le sue isole. Gli ingegneri della Nakajima Kazuo Ohno e Kenichi Matsumura progettarono un velivolo caratterizzato da forti somiglianze nell’aspetto con il Me 262 ma superficiali nella struttura.Il Kikka venne progettato nella sua forma preliminare per usare il Tsu-11, una forma grezza di motoreattore che era poco più di una ventola abbinata ad un postbruciatore. I successivi disegnati attorno al Ne-10 (TR-10) un turbogetto a flusso centrifugo, ed al Ne-12, che ha aggiunto un compressione assiale a quattro stadi nella parte anteriore dell’Ne-10. I test su questo impianto propulsivo rivelarono però ben presto che non sarebbe mai riuscito a produrre una spinta sufficiente per riuscire a far volare l’aereo, ed il progetto fu temporaneamente bloccato. Fu quindi deciso di produrre un nuovo turbogetto a flusso assiale basato sul tedesco BMW 003. La costruzione fu problematica, basata su poco più che delle fotografie e progetti abbozzati, ma un’adeguata unità, la Ishikawajima Ne-20, venne finalmente costruita. Nell’estate 1945, il progetto del Kikka si stava evolvendo positivamente quando, a causa della situazione bellica avversa ai giapponesi durante le fasi finali della seconda guerra mondiale, la Marina imperiale impose un cambio di ruolo dell’aereo in “attaccante speciale”, il termine usato per le armi kamikaze.Se comparato con lo Me 262, la cellula del Kikka è notevolmente più piccola e più convenzionale, con le ali diritte (anziché a freccia) così come i piani orizzontali dell’impennaggio di coda. la sezione triangolare della fusoliera, caratteristica dei progetti tedeschi, era meno pronunciata a causa dei serbatoi di carburante di minore capacità. Per velocizzare lo sviluppo del velivolo si ricorse all’utilizzo di parti già in produzione tra cui il carrello d’atterraggio proveniente dal Mitsubishi Zero e la ruota del carrello anteriore dalla coda del bombardiere Yokosuka P1Y.[fonte wiki]
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Mi ha subito ricordato il ME262: peccato che lo sviluppo delle turboventole fosse ancora allo stadio preistorico, e che anche i modelli tedeschi fossero afflitti da gravi problemi di affidabilità e da una vita operativa estremamente breve.
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