Lost in Translation – L’amore tradotto è un film statunitense del 2003, diretto da Sofia Coppola, e considerato come il secondo capitolo della personale trilogia della giovane regista.Due americani, il maturo Bob e la giovane Charlotte, si incontrano e fanno amicizia in un lussuoso albergo di Tokyo. Star del cinema in declino, Bob (Bill Murray) è arrivato per girare uno spot pubblicitario di una marca di whisky: il lavoro non lo entusiasma ma il compenso di due milioni di dollari gli fa passare ogni dubbio. Charlotte (Scarlett Johansson) accompagna John, il marito, fotografo in ascesa che non rinuncia mai ad un incarico e per questo trascura un po’ la giovane moglie. Bob e Charlotte passano molto tempo in albergo e anche la notte, presi entrambi dall’insonnia, si rifugiano al bar sempre aperto. Quando John parte per un impegno fuori città, i due passano più tempo insieme. Si conoscono sempre meglio, affrontano argomenti come il lavoro, il matrimonio e la famiglia (Bob ha moglie e due figli), escono, frequentano altre persone, vanno in qualche locale. Ma la Tokyo allucinata delle luci e dei videogame non fa per loro….e allora la storia si evolve.
Il film è famoso ma é anche controverso allo stesso tempo per i puristi che vedono caricaturare il giappone da occhi americani. Questo video comunque è stato recentemente inserito con una raccolta lunga del trailer del film rimontato con la colonna sonora Sometimes by My Bloody Valentine.



Che bel film, è stato un inizio, per me. Sono stato in quell’hotel due volte, in onore del film. Una mia amica poetessa l’ha definito liquido. La sotria d’amore meno esplicita ma più intensa della storia del cinema, secondo me. Bill Murray è ciclopico, Scarlett bellissima, Tokyo da favola! Da vedere per forza!!
Hey bentornati!!!
Questo film ha fatto parlare molto anche i giapponesi che, generalmente, non si preoccupano troppo di come vengono visti (specialmente dagli americani). Però è piaciuto molto anche agli “indigeni”, e a me ha fatto riflettere molto. Bellissima la fotografia e la colonna sonora.
Un bacione!
Bentornati!
Questo, dopo “La fabbrica di cioccolato” con Johnny Deep, è in assoluto il film più brutto che abbia mai visto ^^
Forse sarò strano io, visto che in giro tutti ne parlano quasi come un capolavoro…a fine film sia io che Mizuho avevamo questa faccia -> (O_o)
hahaha!
@tutti:Ciao e bentrovati a voi !!
Il film per noi anche ha un ricordo particolare, il primo è il park hayatt hotel con il new york grill dove siamo andati al primo incontro in giappone e dove volevamo poi fare il matrimonio.Ogni volta che ci vogliamo stupire o vogliamo stupire chi visita il giappone per la prima volta andiamo li, è un luogo mistico sorseggiare nel bar con i finestroni sulle luci di tokyo non puo essere descritto come puo confermare chiunque ci vada, il secondo ricordo emotivo sono i primi minuti del film che trasmettono in modo eccellente la vera sensazione che si prova la prima volta che si arriva a tokyo da narita…..da mettere i brividi…un tatuaggio in testa.
La fotografia, la colonna sonora e gli attori sono da 10 e lode, la trama effettivamente è da snocciolare….molto ma molto soggettiva!
ps:mario , la fabbrica di cioccolato è un film tostissimo da vedere [dopo che ti regalano il biglietto] , credo che si possa vedere solo in un coffee shop ad amsterdam ^_^
il park hyatt mi manca…vorra` dire che quando tornerete sapro` da chi farmi accompagnare
@Beno: manca pure a noi…chissa magari in primavera ^_^
primavera? magari!
comunque a me “manca” nel senso che non ci sono mai andato! percio` sarebbe bello andarci insieme
Condivido in pieno il giudizio sul film di Gianluca e Kanako. Bravissimi gli attori, le scene… ma… questo è il Giappone visto da un’americana alto-borghese che come lei ha detto, ama il Giappone e ci va spesso. È una Tokyo sontuosa quindi, sopra la media, quella che Sofia Coppola vive quando soggiorna nella città nipponica; e nello stesso tempo deve essere una città fuori di testa, come vuole essere per gli americani che si sentono superiori di mentalità, generalizzazioni del tutto americanoidi. Da questo punto di vista non lo sopporto. E Sofia Coppola crede di conoscere un Giappone che esiste solo in piccola parte, patinato e viziatamente borghese come lei.
@Mario
Quando sento frasi del tipo “questo è il film più brutto che abbia mai visto” mi chiedo se chi la dice abbia visto nella sua vita solo 3 o 4 film o visto sempre e soltanto dei capolavori…
E’ normale che un film possa piacere o non piacere, ma dire che un film sia il più brutto mai visto davanti alla sterminata produzione cinematografica mondiale mi pare un tantinello eccessivo…
Ci sono stati film distrutti sia dalla critica che dal box office che meritano il rogo molto più del film della Coppola…
Se vuoi ti consiglio dei film oggettivamente orrendi così riequilibri i tuoi gusti…
Si Zaku, guarderò si e no 4 film all’anno e solo quelli che a prima vista incontrano il mio interesse. Non mi vado a vedere un film solo perchè è appena uscito o per essere il primo. Lo guardo solo se l’argomento che tratta mi interessa.
Se dico “è film sia il più brutto mai visto”, vuol dire che è il film più brutto che abbia mai visto IO, non in generale.
Se conoscessi “la sterminata produzione cinematografica mondiale”, probabilmente non lo direi, ma per ciò che ho visto finora è così (che poi non è vero, perchè ho scritto che al primo posto c’è “La fabbrica di cioccolato”).
E’ una colpa se guardo pochi film all’anno e preferisco fare altro?
E’ una colpa se un film non mi piace?
Se Lost in Translation per me è orrendo, rimane orrendo, indipendentemente da ciò che dicono critica e box office.
“Ci sono stati film distrutti sia dalla critica che dal box office che meritano il rogo molto più del film della Coppola…”
Questa è una TUA opinione, che rispetto, prova a rispettare anche tu quelle degli altri.
@Mario
Sfatiamo un po’ il mito del relativismo cinematografico.
Il concetto de “sui gusti non si discute” mi ha sempre dato un po’ fastidio per quanto riguarda il film.
Innanzitutto c’è un discorso meramente tecnico, che riguarda le inquadrature, il montaggio e tutto ciò che riguarda il vero e proprio “linguaggio” dei film. Se una inquadratura taglia male la scena, è fuori fuoco o esposta male, se un montaggio è confuso o con un ritmo dissonante, è esattamente come se un libro fosse scritto in maniera sgrammaticata, sbagliando i verbi, i tempi etc etc. Questi sono elementi oggettivi per giudicare un film che trascendono dai gusti personali.
C’è poi la bravura dell’attore, con quanta forza riesce a rendere il personaggio. Qui i gusti personali ovviamente incidono in maggior parte, ma se provo a dire che l’interpretazione di Meryl Streep nel “Il dubbio” sembrava quella di un bambino alla recita delle 3° elementare o che Tomba in “Alex l’ariete” è un grande attore compio come minimo un atto di disonestà mentale.
Ci sono poi tanti altri fattori, ma il succo è che ci sono dei film giudicati unanimamente dei capolavori sotto tutti i punti di vista. A un critico potrebbe anche non piacergli personalmente uno di questi film, ma non potrebbe certo negarne l’importanza. Se certi registi sono all’università argomenti di studio un motivo ci sarà. Non credo che uno studente che dicesse al professore: “Mah, guardi, che Hitchcock sia bravo è una sua opinione, secondo meglio è molto più bravo il regista di ‘CentoVetrine’” verrebbe preso molto sul serio.
Tornando all’oggetto del contendere, non stiamo parlando se mi piace di più la Coca o la Pepsi. Stiamo parlando di opere dell’ingegno e della creatività umana che spesso hanno innumerevoli livelli di lettura. Se dico che “Natale a Rio” per me è molto meglio di “2001″ o “8 e mezzo” non posso semplicemente trincerarmi dietro i gusti personali, come se fosse la suprema giustificazione per qualsiasi opinione o punto di vista. Personalmente penso che certe opinioni vadano argomentate, altrimenti qualsiasi scambio di idee sarebbe semplicemente una lista di “Mi piace/non mi piace” senza che nessuno degli interlocutori ne tragga giovamento o beneficio.
Cordialità!
Non mi sta bene lo stesso. Allora per lo stesso motivo se compro la macchina nuova devo assolutamente tener conto di Ferrari e Mercedes, anche se mi facessero schifo, perchè sono le migliori, se compro un vestito devo scegliere Armani “perché è un capolavoro”. Scusa ma il discorso non regge. L’opinione personale scavalca qualsiasi giudizio degli altri o della moda. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. Ho letto critiche anche negative su questo film perché non può piacere a tutti solo perché un po’ di persone han detto che è bello. Mi sembra come quelli che comprano la Mini solo perché è di moda…come i pecoroni senza personalità cha fanno ciò che la pubblicità gli dice di fare (-_-)’ Ribadisco: questo film mi fa pietà, nonostante siano presenti i paesaggi e le atmosfere del paese che amo, e nessun critico potrà mai convincermi del contrario.
Buona serata!
Non capisco bene perché parlando delle basi della critica cinematografica, si finisca di parlare di automobili…
Un paio di appunti:
– le automobili hanno prezzi diversi tra loro. I film hanno tutti lo stesso prezzo (il biglietto del cinema). Perciò la mia disponibilità economica può essere un fattore (che non incide sul fatto se mi piace un film piuttosto che l’altro)
- l’automobile, tranne poche eccezioni è un oggetto funzionale, mentre un film è un’opera di intrattenimento. Hanno scopi diversi. Se mi serve un’automobile con un bagagliaio grande e che consumi poco non comprerò una Ferrari, anche avendone disponiblità economica. Non si sceglie un film su basi utilitaristiche.
- obbiettivamente quasi nessuno quando parla di un’automobile usa la parola “capolavoro”, tranne che pochi esaltati. Le poche volte che si fa è per fare i complimenti al designer della carrozzeria. Un film invece è un capolavoro nella sua interezza.
Potrei andare avanti per un po’, ma il succo è che il paragone cinematografia-automobilismo non regge un granché, soprattutto se ne fai le basi di tutto il ragionamento della tua risposta… Una metafora si usa per chiarir meglio un ragionamento all’interlocutore, non per renderlo più confuso.
Sperando di aver chiuso l’argomento “automobili” (che comprendeva la maggior parte della tua risposta), forse, probabilmente per mia colpa, non sono riuscito a farti percepire il succo delle mie argomentazioni.
Non ti si vuole convincere a forza della bontà di un film. Se non ti piace amen, al massimo ti si potrà far apprezzare gli aspetti tecnici.
Quello che lascia perplessi è un giudizio del tipo: “il più brutto film che abbia mai visto”. Questa è una sentenza secca, che non lascia appelli. Non stiamo parlando di una commediaccia sexy anni ’70, stiamo parlando di un film che ha avuto la maggioranza di critiche favorevoli e ha vinto premi. Anche i critici che non l’hanno apprezzato non se ne sono usciti con frasi tipo “il peggior film della storia”.
Ripeto (perché temo che il concetto prima non fosse chiaro) nessuno dice che non hai diritto a una tua opinione. Ma non puoi pretendere che esprimendolo in questa forma in uno spazio pubblico non puoi suscitare almeno un minimo di curiosità sul perché della tua opinione anche nella più tollerante del giudizio altrui persona. Può anche darsi che le tue argomentazioni siano così efficaci da far vedere l’oggetto della discussione in maniera diversa all’interlocutore (è successo che anche io abbia cambiato idea davanti a degli argomenti ben portati). Dire semplicemente che i gusti son gusti e basta non arricchisce nessuno. Non c’è scambio di idee. I gusti vanno anche coltivati, non crescono “liberi e selvaggi” senza nessun substrato. Se ho sempre mangiato al McDonald, difficilmente apprezzerò l’alta cucina (perdonami la metafora…).
Nel post dedicato a questo film e nei commenti successivi sono più o meno ben argomentati i motivi che hanno portato ad apprezzare il film. La tua frase “E’ il più brutto film etc” buttato così sa quasi di provocazione. Vuol dire che gli altri hanno solo sprecato tempo a spiegare cosa pensano di questo film?
Ripeto, non ti voglio convincere della bontà di questo film e sono sinceramente curioso di sapere come hai potuto maturare un giudizio così secco. Tu stesso hai detto che vedi 4 film all’anno. Diciamo che hai 25 anni e che vedi film dall’età di 7 anni (l’età in cui gli psicologi concorrono nel dire che un bambino comincia a seguire in maniera compiuta un film). Quindi hai visto nella tua vita 72 film. Non dico che non esistano 72 film migliori di “Lost in Traslation”, anzi!. Ma possibile che statisticamente tu abbia visto sempre e soli tali capolavori da urlare immediatamente all’orrore per tale film?
Qui si vuole onestamente capire. Se il mio tono ti è parso accusatorio me ne dispiace, ma, come ho prima accennato, è normale che un giudizio come il tuo (che ripeto, non è stato del tipo “film pretenzioso” o “sopravvalutato” o “noioso” o un qualsiasi altro termine che parlasse delle qualità intrinsiche del film) susciti forti reazioni dell’interlocutore. La frase “Il film più brutto etc” non ci dice nulla sul film, sui suoi meriti/demeriti, su quello che ti ha suscitato. Ci dice solo dove lo piazzi sulla tua scala personale.
Sperando che nel tuo prossimo post non si debba parlare dei meriti e demeriti del MultiJet della Fiat (che ti annuncio subito trovo sia un ottimo motore
)
Cordialità
Siamo evidentemente su due posizioni diverse, non mi sembra il caso di andare avanti, tanto nessuno dei due darà mai ragione all’altro. Scusate G&K per aver intasato.
Ciao a tutti.