
…”Una provocazione non contro il sushi in sé, né tanto meno contro i giapponesi. Ma una presa di posizione verso le mode imposte spesso senza considerare le ragioni (di tradizione e salute) che da sempre prevedono nel nostro paese la cottura dei cibi.Modestamente, già da qualche anno ho fondato il Gras (Gruppo resistenza anti sushi). È una battaglia persa, ormai quei tristi ikebana fioriscono in tutti i supermercati e non c’è pizzeria che non proponga la tartare di tonno, ma in certi casi è giusto schierarsi. Non contro il sushi in sé, né contro i giapponesi, che hanno un sacco di spiegazioni filosofico-religiose sul perché e percome del gradimento, ma che c’entriamo noi? In Italia i fiori del mare si sono mangiati da sempre cotti, o almeno marinati, tranne che in una fascia adriatica, molto robusta tra Bari e Lecce. Lì è una tradizione, bene. In tutto il resto del Paese è una moda, partita non a caso da Milano, la capitale della moda e dei modaioli (stilisti, modelle o fruitori non ha importanza) che vedono un piatto di maccheroni o un ossobuco come il Male assoluto. Dovreste sentirli quando pigolano davanti a un trancio di tonno come tonna l’ha fatto (giusto l’aggiunta di un giaciglio di rucola, sparita dalla finestra dei gamberetti per rientrare dalla porta): «Come si sente il mare». Lo dicono anche per le ostriche.La prima della mia vita, e anche l’ultima, è stata a St. Malo nel ’6 7. Il mare che sentivo era alga marcia e olio di macchina, cose non piacevoli e complicate dal fatto di ingoiare viva quella bestiola molle. Non l’ho sputata per educazione, avevo la sensazione che mi camminasse su e giù per lo stomaco e che si sarebbe vendicata. Una volta in albergo, finalmente, due dita in gola e la natura fa il suo corso. Dettagli sgradevoli, ma è per chiarire. Non mangio né carne né pesce crudo, continuo a pensare che l’anonimo scopritore del fuoco sia un benefattore dell’u manità. Cuoco e fuoco suonano quasi uguali e cucinare ha la radice di cuocere. Poco, tanto, così così, un po’ meno, si può discutere. Ma è ben buffo che una tribù all’avanguardia (coi cellulari, le auto, gli orologi) preferisca l’acucina alla cucina. Acucina, neologismo che regalo ai crudisti, sta per non cucina. Si sfiletta il pesce e si depone nel piatto. Vorrei stare nel campo del gusto, senza fare del terrorismo. Però informatevi sull’anisakis, parassita pericoloso (mortale, in certi casi) per l’uomo che infesta molte varietà di pesce (tonno compreso) e riflettete sul fatto che i nostri mari non sono quelli degli atolli polinesiani (dove peraltro gli indigeni il pesce non lo mangiano crudo) ma hanno un tasso altissimo d’inquinamento. La cottura, con le temperature che comporta, è un salvagente. E il gusto del mare si sente benissimo anche con un merluzzetto bollito. Basta che il pesce non sia sovrastato da aglio, salse pesanti, queste cose le diceva già Archestrato di Gela nel IV secolo a.C. e restano valide. Ma ai tempi suoi non c’e rano i problemi di oggi: l’inquinamento dell’aria, delle acque, del suolo. Paradossalmente, non ci si fida più dell’acqua del rubinetto, sì invece delle doti taumaturgiche di un tonno crudo di ignota provenienza. Cose di un altro mondo, che definisco Crudistan. Dove si chiude il pasto con un carpaccio d’ananas (un nonsenso più che una porcata). Alla mia tavola, per convinzione, gusto e legittima difesa, è obbligatorio il mandato di cottura. Motto rivisitato: si vis piscem para focum. (dal Venerdì di Repubblica – di Gianni Mura)….
ps:solo per curiosità, i commenti li fate voi, la cucina giapponese ha un catalogazione di almeno 30 macrotipologie di piatti di cui 28 tutti COTTI eccetto 2; sushi e sashimi !! G&K










Non mi toccate il sushi! Credo che chi ha paura di “contaminare” le tradizioni di uno stato non abbia mai fatto un analisi attenta della cosa. In tutto il mondo abbiamo pizzerie e ristoranti italiani, e non mi sembra che nessuno che nessuno di questi si sia piegato o abbia cambiato abitudini alimentari…
Il sushi e tutta la cucina Giapponese sono spettacolari, e non c’è da temre non credo che mai in Italia abbandoneremo le fettuccine o la pizza.
Ho detto la mia sui vermi già in altri post!
Commento solo: “E il gusto del mare si sente benissimo anche con un merluzzetto bollito.”
E’ risaputo che il merluzzo bollito non sa di nulla!
Mah. Il tizio innanzitutto non ce l’ha con la cucina giapponese, ma con il sushi ed il sashimi. Non saprei cosa dire… se a lui il sushi non piace… ciccia! E’ il caso di dirlo. Non è mica un obbligo. Se è una moda, passerà, ma è anche vero che le mode portano ogni tanto qualcosa di buono. L’unica cosa che direi al tizio è che lo inviterei a sottoscrivere l’augurio di poter scegliere nel modo più vario possibile che cosa mangiare, senza preclusione alcuna. Se lui vuole andare avanti a merluzzi bolliti, sarò il primo a fare una battaglia che lo lasci libero di mangiare tutti i merluzzi bolliti che vuole.
No comment sul post.
Certamente chi scrive non ha in antipatia i maledetti ristoranti e pizzerie italiane che spopolano in giro per il mondo.
Di quello e’ orgoglioso stiamo esportando la nostra cucina nel mondo.
Ma se lo fanno gli altri verso di noi e una moda e basta.
P.s.
Gianluca scusa vedo spesso un annuncio sulle tue pubblicita’ uno degli sponsor e’ un che fa finaziamenti da strozzino? lo slogan recita “vuoi andare in Giappone ma non hai i soldi? ti aiutiamo noi a realizzare il tuo sogno” poi se clicchi vedi il volantino con tassi da usuraio. Scusa ma qualcuno potrebbe anche cascarci non so se uno si rende conto di che tasso stiamo parlando. Rimuovilo non ti si addice. Ciao
Più o meno in qualsiasi grande città (abito a Verona) esistono uno o più ristoranti giapponesi o sedicenti tali, dove propinano sushi (a volte a prezzi ridicoli) di scarsissima qualità per quei palati che sanno cosa sia o cosa si avvicini a del vero sushi. Ad esempio nella mia città, a parte un ristorante dai prezzi inaccessibili per le mie tasche e un piccolo positicino gestito da un vero maestro (luogo che frequento oramai regolarmente con gli amici), tutto il resto (e sono almeno 4 o 5 ristoranti) è fuffa, frequentata da un sacco di gente, che propina robaccia.
La cosa divertente è che la maggior parte delle persone se ne frega e si lascia abbindolare mangiando qualsiasi schifezza gli venga propinata, definendola migliore di una pizza o di una bella piadina.
Questo dimostra che per molte persone il sushi è solo una moda, quindi in un certo senso ritengo l’articolo non del tutto infondato e in parte condivisibile.
@Luca da Osaka:grazie per la cortesia di aver espresso in questo post un buon e diretto commento offtopic.Lo sponsor in questione a cui rigiriamo il tuo commento ci seguirà fino a fine mese, la persona è seria,registrata e lavora con i tassi prestito BNL che applicate ai viaggi addirittura risulta più basso di compass ed i prestiti di jtb rateizzati.
Forse stando in giappone hai perduto l’idea di come sia il mercato in italia, speriamo magari nell’etichetta si.
Si vabbè ma basta con ‘sto strazio dell’ “ah come si mangia da noi…” “ah, come si sta da noi…” e italiotismi vari!
Ma possibile che non possa piacermi il risotto E il cus cus E il sushi E il palak paneer E il pad thai? Sembra quasi che sceglierne uno debba escludere gli altri.
Alla tavola del signor Mura “è obbligatorio il mandato di cottura”. Ok, perfetto, e allora? E’ un motivo sufficiente per scatenare l’apocalisse su chi mangia le ostriche o il sushi? Ma ve lo immaginate se il resto del mondo avesse dovuto menarsela tanto sulla pizza?
Dai….è agosto…fa caldo… le notizie latitano ed ecco qua l’articoletto.
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