
La strage di Bologna è uno degli atti terroristici più gravi avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra, verificatosi sabato 2 agosto 1980.Alle 10.25, nella sala d’aspetto di 2° Classe della Stazione di Bologna Centrale, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplode uccidendo ottantacinque persone e ferendone oltre duecento.Per Bologna e per l’Italia è stata una drammatica presa di coscienza della recrudescenza del terrorismo.
Delle 85 persone rimaste vittime il nostro ricordo va in special modo a l’unica vittima giapponese della strage IWAO SEKIGUCHI di anni 20.Di seguito la sua storia:
Iwao studiava letteratura giapponese alla Waseda di Tokyo, una delle università migliori del Paese e alla quale pochi riescono ad accedere.Da anni desiderava visitare l’Italia. Era particolarmente interessato alle nostre origini, all’arte, e alla nostra religione. Aveva ottenuto una borsa di studio dal Centro Culturale Italiano a Tokio, che gli avrebbe permesso di rimanere un mese a Firenze per studiare la nostra lingua. Partito il 22 luglio da Tokio, aveva raggiunto Roma il 23, dove era rimasto una settimana, ospite di un amico. Quindi era partito per Firenze e da lì per Bologna. Doveva essere un breve viaggio per fare poi ritorno a Firenze. Iwao intendeva rimanere più di un mese in Italia. I soldi della borsa non gli sarebbero bastati, ma era riuscito a mettere insieme un gruzzoletto dando lezioni private per due anni. E poi aveva poche esigenze. Aveva assicurato ai suoi che se la sarebbe cavata comunque. Nelle ultime pagine del suo diario, sul quale riportava con precisione cosa faceva, si legge: “2 agosto: sono alla stazione di Bologna. Telefono a Teresa ma non c’è. Decido quindi di andare a Venezia. Prendo il treno che parte alle 11:11. Ho preso un cestino da viaggio che ho pagato cinquemila lire. Dentro c’è carne, uova, patate, pane e vino. Mentre scrivo sto mangiando.”La notizia della sua morte è giunta ai suoi genitori attraverso la televisione, e poi attraverso la conferma del Ministero degli esteri. Cit. Franco Basile



io ti piango Iwao, e piango per i martiri del18 agosto 1946 a Vergarolla
@prekana:se secondo la maggioranze delle religioni e dei credo, un anima non ha ne ceto, razza, livello, reddito e/luogo temporale e’ bene piangere e ricordare
chiunque.Se invece il ricordo vuole far entrare in ballo un evento storico e/o sociologico temporale, le due vicende sono completamente diverse…la prima unicamente legata ai civili, in suolo libero ed in tempo di pace….. la seconda in un periodo di transizione coloniale, quasi bellico, in un area ancora non bonificata….