
Mentre l’Italia dei furboni del quarto d’ora e dei miopi del turismo fa scivolare l’Italia al 28° posto delle mete turistiche internazionali dietro l’Estonia [fonte ufficiale - world economic forum], un tam-tam ridondante cavalca giornali e quotidiani giapponesi; i giapponesi in vacanza cominciano a rinunciare all’Italia.Sarebbe retorica elencare le tantissime cose da 4° mondo che avvengono ai danni dei turisti specie nelle grandi città italiane e soprattutto la sempre più diffusa consuetudine di pensare agli orientali in genere, come dei polli da spennare.
Il signor Hikeda arrivato all’ aeroporto internazionale della capitale in taxi pagando con 100 euro,riceve 2 biglietti da 20 euro perfettamente fotocopiati mischiati nel resto, la signora Suzuki ed il marito per evitare truffe dai taxi romani si fanno prepagare la corsa dalla propria agenzia turistica ma proprio per questo il taxi per sbrigarsi e caricare un altra corsa li lascia ai voli nazionali,Il sig.Nozaki e suo figlio hanno pagato per un bel hotel 4 stelle dove ci sono porte non funzionanti, aria condizionata rotta ed ogni reclamo il personale li fa attendere sbuffando, un bar al centro di Roma dove la signorina Maekawa e la sua amica (che studiano italiano) si accorgono che turisti ed italiani pagano un prezzo differente specie se seduti al tavolino, il professor Ono mentre fa shopping nella famosa catena di negozi si accorge che dopo aver pagato con carta di credito l’impiegato ha distrattamente trattenuto qualcosa che aveva pagato.
Molti di voi a questo punto intuiscono nelle righe precedenti il racconto di questo o di quell’amico/a con cui magari abbiamo un rapporto personale, nulla di tutto questo.
Stiamo parlando invece di una cosà più realistica e concreta delle guide che i giapponesi usano portare con loro in viaggio; la blue guide e arukikata che contengono all’interno una dettagliata serie di indicazioni di taxi, hotel, ristoranti con a fianco una legenda che ne descrive qualità o demeriti.Si perché spesso vengono riportati anche i commenti dei viaggiatori che sul forum aggiornano disavventure come quelle descritte prima.I giapponesi scrivono, censiscono tutto e non dimenticano .Queste guide puntualmente riportano una serie abbastanza lunga di episodi che alla lunga rompono la corda arrivata alla massima tensione.
Oggi come non mai l’ Italia è in un anacronistico declino turistico dovuto proprio alla bassissima qualità dei servizi e una disonestà dilagante nei confronti dei turisti.E pensare che il bel paese è il più grande museo all’ aperto del mondo con almeno 3 epoche storiche in cui è leader assoluto di opere d’arte, monumenti e pezzi da museo.L’Italia si stà impiccando con l’elastico..muorendo lentamente di bozzi in testa.
Il giappone dovrebbe essere un modello di esempio a questo punto per l’Italia visto che è considerata una meta che pur avendo basso materiale storico ha raddoppiato il numero dei turisti grazie ai suoi eccellenti servizi
Un portale turistico SERIO con dettagli e link
Numeri di riferimento urgenti per controversie turistiche
Chiarezza nella esposizione dei prezzi
Carte e sconti per accedere ai servizi turismo
Prezzi onesti e proporzionati ai servizi ricevuti
Servizi Igienici impeccabili e capillari
Personale di supporto ai turisti nei centri di urgenza
Ora dopo le dichiarazioni dei giornali giapponesi riguardo al crollo del turismo verso l’italia (preferendo altre mete in europa) ci dovremmo aspettare una seria preoccupazione ed un colpo di reni da parte del ministro del turismo italia, che scopriamo oggi è nella persona di Michela Vittoria Brambilla, ce la farà???
Se pensiamo che dopo la truffa del ristorante per conto da capogiro, nessuno ha mosso paglia ed il locale è stato chiuso solo per irregolarità Asl ed ancora i giapponesi attendono le scuse ufficiali del giornale.it per la definizione di musi gialli, a quando una presa seria di posizione da parte di enti di riferimento??
Ci mancava anche questa….notizia del crollo turismo nipponico…. speriamo non sia il colpo di grazia……… speriamo in un meglio …..matanè che in un malinconicoe triste ………sayonara !!!



fanno bene a non venire anzi troppo siamo stati fortunati che siano venuti fino ad ora. Se l’italia fosse solo 1/10 del giappone verso i turisti ci sarebbe il pienone. Ma siamo solo capaci a sprenere i turisti e sembra che a tutti vada bene cosi, le poche realta che cercano di emergere e proporre un turismo differente non sono considerate se non addirittura derise. Poi con questa classe politica in entrambi i fronti non andremo nai da nessuna parte. che tristezza!!! Purtroppo abbiamo ancora troop da impare dai giapponesi per primi!!
Spero che questa analisi ci spinga a rimboccarci le maniche e a cambiare drasticamente atteggiamento. Basta con le solite e noiose lamentele verso la classe politica e blabla: i tassisti, i negozianti, i commessi, i baristi, i receptionisti ecc. ecc. SIAMO NOI. Cominciamo a lavorare con serietà e responsabilità NOI per primi, vedrete come improvvisamente cambieranno le cose.
Per Luca qui sopra: la vera tristezza è che noi giovani ci scoraggiamo perché “non incoraggiati o derisi”. E quindi? La vera determinazione non si ferma per questi motivi, la volontà non conosce ostacoli. Ragazzi diamoci una mossa, tra poco sarà davvero troppo tardi
Ogni volta che leggo queste notizie mi vergogno…in particolare oggi…visto che ho un volo per Tokyo domani pomeriggio, e son sicuro che tutti i miei amici nipponici avranno già letto la notizia.
Non parliamo degli standard dei servizi turistici giapponesi, sorvoliamo che è meglio. Quello che è sconvolgente è ben altro: vivo in Cina, in specifico a Pechino, e i miei genitori sono venuti a trovarmi un paio di settimane fa. Li ho accompagnati in lungo e in largo e sorvolando sui costi, che ovviamente non sono comparabili con l’Italia in quanto il costo della vita è sensibilmente più basso, il livello del servizio a detta loro non era neanche comparabile.
Vivo in Cina oramai da 3 anni, vedo turisti italiani che vengono qua tutti intruppati come se dovessero fare un safari nella giungla ma non si rendono conto che la giungla vera è a casa nostra. Parlando via skype coi miei genitori appena tornati a casa son rimasto basito dall’odissea passata tra fiumicino e stazione tiburtina: sporcizia, bagagli che non arrivano mai, treni senza luci, ritardi…alla fine del racconto mi son sentito dire “Luca ci manca la Cina!”
Figuriamoci se li avessi accompagnati in Giappone…
Come al solito facciamo gli Italiani che guardano al proprio orticello perdendo di vista la situazione d’insieme, si fregano 50 euro al “muso giallo” di turno e il “muso giallo” torna a casa e dice ai suoi amici “non andate in Italia che vi fregano”…moltiplicare per quei centinaia di migliaia di turisti giapponesi che affollano le città d’arte italiane e il gioco è fatto…
Mi sa che da domani e per i prossimi venti giorni se mi chiedono la nazionalità rispondo “tedesco”…
“Una vacanza in Italia è un’esperienza che rimarrà per sempre nel solco della vostra memoria..”
queste le parole scritte dalla signora Brambilla e rivolte alle persone di nazionalità giapponese.Sono d’accordo,sicuramente un esperienza indimenticabile!!
Certo che la gente ne ha delle pretese..
Hanno anche la faccia tosta di fare queste richieste e di dare delle certezze quali,la tranquillità,la sicurezza,l’onestà..
prima trattiamo male le persone,poi quando si stancano e non portano più i loro soldi nelle nostre tasche “partiamo” con degli articoli come quello del nostro ministro del turismo.
Ci vogliono fatti signora Brambilla,,fatti,non solo parole!Un turista deve avere dei motivi per visitare l’Italia!ed ora come ora non è che ne stiamo dando poi molti.
Il problema stà nel cambiamento delle persone,a malincuore devo ammettere che c’è stato un cambiamento repentino nella mentalità degli italiani,e non in meglio purtroppo.
Ogni giorno è una gara continua a fregarsi l’un con l’altro,e penso che tutto questo non porterà a niente di buono,ma spero veramente di sbagliarmi!
Purtroppo questa notizia non mi meraviglia… piuttosto il contrario….è strano che siano venuti (i turisti in generale, e non solo giapponesi) fino ad ora…..
Francamente non vedo un miglioramento… anzi… cambiare mentalità è impossibile e se non si parte da questo.. allora siamo in grossi problemi.
P.S: Oggi mi sento ottimista
Ragazzi, che dire…niente purtroppo. Tutto quello che è stato già scritto è così vero da essere orami un clichè: turista orientale, e tra questi giapponesi in testa, = pollo da spennare. Mi viene in mente che chi dovrebbe effettuare i controlli e scoraggiare i furbi, spesso se ne frega alla grande. La mia testimonianza lampante è relativa al doppio prezzo italiano-turista nei bar. Ogni giorno prendo il caffè dietro Piazza Navona, listino prezzi 1 euro, ma io e tutti gli italiani, lavoratori del Senato, scorte, negozianti dei dintorni, paghiamo 0,80. Il bello è che spesso questo accade davanti ai 3-4 vigili della municipale che stanno lì a bere il loro caffè. Vi dirò di più: la prassi è così consolidata che anche un bar gestito da cinesi fa esattamente lo stesso, mica scemi eh?
Tempo fa postai della mia esperienza turistica in Giappone, luna di miele. Facciamo due paragoni: in Giappone come noto il tassista non prende la mancia, e qui a Roma, in Italia ovunque, sappiamo come i giapponesi vengono trattati. I ristoranti: a me non è mai capitato in 20 giorni, di ricevere come conto un foglietto a quadretti, da bloc notes, con scarabocchiato un numero. Questo capita anche a noi italiani, e a me anche in Francia recentemente. Comunque i ristoratori primo ti alzano magari il prezzo, secondo non pagano nulla di tasse su quel conto, e dulcis in fundo, avete sentito ieri, dichiarano redditi da metalmeccanico. E tassisti e ristoratori sono le principali categorie che interagiscono con i turisti purtroppo. Risultato addio giapponesi. Beh, la mia opinione è semplice: fanno bene. Ora la Brambilla ci parla di un bollino blu da riconoscere alle strutture turistiche. Bene speriamo aiuti un po’, anche se come spesso capita, si chiude il recinto quando la metà dei buoi sono
scappati.
Comunque visto che lamentarsi solamente è inutile, ho una proposta e una richiesta. La proposta è che visto che sto imparando il giapponese, se qualcuno ha amici-turisti che vengono a Roma, sarebbe un doppio piacere, aiutarli a districarsi tra fregature varie della capitale, ambulanti, tassisti, centurioni e compagnia, e dare loro suggerimenti di ogni tipo; per me sarebbe occasione di praticare quel poco che ho imparato. La richiesta è se conoscete siti o forum giapponesi, dove, in inglese, si possa intervenire allo stesso modo, per fare del nostro meglio per migliorare la nostra reputazione, insomma mettersi a disposizione.
Altro che bollini blu…
La lettera della Brambilla sembra il compitino di una ragazzina della prima media di poca fantasia, luoghi comuni, banalità prive di spessore. Lo sanno bene i Giapponesi che l’Italia è uno scrigno di arte, non c’è bisogno che glielo ricordi lei. Questa lettera cos’è,la pezza al culo della Ministra, per far vedere che la sua parte l’ha fatta?
Beh… come dimenticare il “pliiiiiiiiiiiiz visit itali” del baldo predecessore
Personalmente, vedendo il tutto fondato sul nulla e gestito dal nulla non credo in un futuro particolarmente roseo. In riferimento al noto fatto del ristorante, andando controcorrente, premesso che, si, è del tutto ovvio che sono in torto marcio e se ne sono approfittati alla grande, faccio notare come non ci sia nulla di male a presentare un conto simile: Offro un servizio e faccio pagare quello che ritengo dovuto secondo quello che non è altro che un contratto stipulato tramite accordo consensuale da ambo le parti – Che poi io sia fuori mercato pretendendo “solo” 700 euro è ovvio, come dovrebbe essere ovvio che lo stesso mercato dovrebbe essere messo in condizione di segarmi le gambe senza tanto caragnare a favore di telecamera da parte delle istituzioni: o mi adeguo o sono fuori. La fregatura naturalmente sta nella stipula di tale contratto senza una chiara definizione del prezzo. 700 euro, per assurdo, mi potrebbero stare anche bene: Sono il sultano del Brunei e mi potrei comprare il ristorante per regalarlo al mio maggiordomo… oppure è l’ultima porzione di cibo rimasta sul pianeta… chi se ne frega di quanto può costare se me la posso permettere… L’onestà del prezzo è perennemente variabile in rapporto alla necessità delle parti in causa… l’oscillante stabilità la mantiene il mercato. Sbagliano i ristoratori ma sbagliano anche quei clienti che non si informano, a sto punto…
La politcia che ci mette la pezza… pardon… il bollino…. altri soldi buttati per garantire il nulla…..
A parte che la gestione delle risorse locali deve essere locale, altro che ministri e minestre riscaldate, quando divento sindaco dell’universo facciamo così:
C’è un area a forte impatto turistico ? Turismo che rappresenta magari la maggior fonte di reddito per i residenti in quell’area ? Bene.
La risorsa va tutelata.
Chi la tutela ? Ovviamente chi ha interesse a ricavarne un utile non certo da terze parti interessate a “scremare” da quanto guadagnato da chi si spacca la schiena. Personalmente privatizzerei tutto ma facciamo finta che lo Stato sia tanto lungimirante nella salvaguardia del patrimonio artistico da rappresentare una di queste parti: Ci si riunisce, Stato, ristoratori, tassisti ecc. e si stipulano nero su bianco dei termini ai quali attenersi nella gestione della risorsa “turismo” per ottenerne il massimo, salvaguardarla e farla crescere: Esposizione dei prezzi, sincronismo degli orari, possibilità e modalità degli scioperi e via così…. In pratica è la stessa storia di quanto riportato sopra: I contraenti stipulano un contratto.
Chi non si attiene ai termini dello stesso – il ristoratore che non ti schiaffa sotto il naso i prezzi, ad esempio, oppure il tassista che ti raddoppia il tragitto – non danneggia solo il turista ma – peggio – danneggia il lavoro di tutti quelli a cui ha invece garantito la sua disponibilità nell’utilizzo onesto della risorsa in oggetto.
Non stai a patti ? Sei fuori dal giro. Ti faccio chiudere l’attività -per sempre- e ti apro una sfolgorante carriera nella ricerca della cicoria….
E invece no: Stracciamento di vesti davanti ai media, chiusure parziali basate su leggi “buone per tutte le stagioni” (della serie, siete nelle mie mani e vi faccio chiudere se e quando mi pare) e proclami da jihad turistica contro i furbi a suon di bollini.
Gestione oculata delle risorse, zero.
Naturale che poi la clientela si rivolga altrove. Perchè non dovrebbe essere così ??
@Tutti:la trovata del bollino è l’ennesima riprova del declino in cui si sta andando.Ma chi verificherà il bollino?? Un ulteriore gabello in più per i ristoratori?
Il problema di fondo è una totale incapacità per cittadini e turisti di denunciare qualsiasi sopruso, diciamolo francamente basterebbe un numero unico ed una task force che risponde alle lamentele dei vari casi,come avviene a Parigi e Londra. Ma siamo lontani anni luce qui non viene nessuno per un auto in doppia fila ..figuriamoci per altro.
@gattorognoso:condivisibile il tuo discorso, c’e però una imprecisione, lo scandalo del Pasetto non è stato il prezzo elevato del conto o dei piatti (menu era esposto)ma l’aver addebitato senza
nessuna autorizzazione dalla carta di credito 100 euro di mancia per il servizio..
Grazie per la precisazione. Non l’ho seguita a dovere e ieri, sul blog della Yuko san, mi pareva di aver capito che in terra nipponica lo scandalo riguardasse un pò tutta la faccenda nel suo complesso.
Si va comunque a rientrare nello stesso giro: Contratto stipulato in maniera truffaldina in quanto non vi è stato un comune accordo tra i contraenti riguardo alla voce “costi” per il servizio in oggetto.
Io una soluzione ce l’ho.
Smettiamola di piagnucolare smettiamola con il vittimismo e soprattutto smettiamola di credere in azioni concrete da parte del nostro governo non succedera mai.
Ma tutti possiamo fare una cosa che spesso il turista non ha coraggio , ho tempo o conoscenze linguistiche per farlo. Denunciamo i malfattori.
Io nei miei viaggi mediamente faccio 4 o 5 denuncie.
Tutti gli italiani che accompagnano un straniero con un po di furbizia posso farsi scambiare anche loro come stranieri e quindi finire nelle grinfie del furbetto di turno.
Fatto cio immediatamente chiamare i carabinieri sul posto e spezzare le gambe al bastardo.
Questo inverno ho fatto togliere 2 licenze a due tassisti, fatto pagare una multa enorme a un ristorante e fatto perdere la licenza a un gondoliere.
Perche non facciamo tutti cosi? non e’ difficile.
quando leggo queste cose mi vergogno di essere italiana! chissa’ nelle guide turistiche in lingua giapponese cosa scriveranno di noi… e con tutte le ragioni! Non abbiamo mai avuto una politica che si interessa al popolo italiano, e non lo avremo mai!
E non dimentichiamo che forse ha pesato anche il diniego dell’attuale pres. del cons italiano all’invito dell’imperatore del Giappone.
http://forum.spinoza.it/viewtopic.php?f=3&t=2486
ce n’è di belline, dai…
Se penso che a Roma quando il taxi arrivava a destinazione magari con il tassametro a 6,50 ci venivano richiesti 8 euro… E’ inutile quando si parla di Italiani, ce l’abbiamo nel sangue. Quindi che soccombano tutti gli operatori connessi al turismo Giapponese in Italia: la smetteranno perlomeno di evadere le tasse sulle mie spalle che pago anch eper loro (ogni anno più salate) obbligatoriamente in busta paga, e magari non dovrò vergognarmi di rispondere “Italiano” ad una domanda sulla mia nazionalità da parte di un Giapponese.
Come molti degli interventi precedenti hanno in diversi modi evidenziato, la questione riguarda più i singoli che le istituzioni. penso si tratti di un problema di mentalità ed educazione, in primo luogo, tutte cose che dipendono da noi. Da padre e madre disonesti è difficile che venga su un figlio onesto, detto molto banalmente. Il nostro impegno è nel cercare di cambiare per quanto possibile la nostra porzione di microcosmo, contribuire a rendere i nostri figli, i nostri amici, le nostre famiglie un pizzico migliori di quanto erano, e migliori di noi stessi, in modo da consegnare un futuro in grado di essere sempre migliore del passato.
Dalle istituizioni, è lecito attendersi poco o nulla, ma anche se avessimo una classe politica migliore di quella, poco potrebbe dinanzi al malcostume virale.
Un esempio, in questo senso, può essere proprio il Giappone, che con tutti i suoi difetti, ci dimostra come una nazione possa andare avanti – nel bene e nel male – NONOSTANTE una classe politica che non ha nulla da inviadiare alla nostra quanto a nepotismo, corruzione, ecc.
Noi non siamo in grado di fare questo: al grido di “e chi sono io, l’ultimo dei fessi?” siamo pronti ad imitare i peggiori esempi che vengono da chi ha una briciola di potere più di noi.
Iniziamo ad educare noi stessi, poi aiutiamo a crescere chi ci sta vicino. La strada è lunga, ma percorribile.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1622198875.html
Lezioncina di civiltà alla “generosa” ministra
Chapeau !!