
Gli eventi del 27 maggio 2005, rimarranno per sempre indelebili nella vita di Alberto Stucki, generando una delle piú dolorose cronache accadute ad un operoso imprenditore italiano in giappone.
La storia
“Era la notte prima che traslocassimo verso al casa di Chiba eravamo molto stanchi perché avevamo imballato tutto il giorno” racconta Stucki, 53 anni Svizzero-Italiano che ha vissuto in Giappone per 33 anni. “Ricordo che sono andato a letto verso le 23:30 e mia figlia è venuta poco dopo 10 minuti a dare la buona notte. Poi dopo, sonno profondo e mi sono risvegliato sentendo mia moglie gridare “Alberto il fuoco!! Era troppo tardi… L’unica cosa che potei fare nelle fiamme era di saltare giù dalla finestra. Ancora non so oggi se avrei potuto fare qualcosa, questo incubo mi chiama ogni notte. Ho gli incubi più strani anche durante il giorno”.L’incendio a casa di Stucki a Miyazaki ha cancellato le vite della sua moglie, Kimiko, di 46 e della sua giovane figlia Yurie di 12.
Il colpevole
Il fuoco peró non fu per nulla casuale è fu appiccato da un ladro piromane recidivo di 37 anni chiamato Yuji Takeyama, che, ricorda Stucki, era stato imputato otto volte precedentemente per gli stessi reati. Anche dopo il suo arresto, l’assassino-ladro non ha mostrato rimorso.Stucki racconta ancora “Era là, guardando tra la folla, godendosi lo spettacolo delle fiamme “.” Ho ricevuto una lettera da Takeyama in cui mi rivelò che aveva progettato un mese prima il tutto al fine di rubare dentro la mia casa. Non si è preoccupato se morissimo quando ha acceso il fuoco…affatto anzi era uno dei suoi progetti”.
La sentenza
Il piromane è stato condannato all’ergastolo nel giugno 2005.L’articolo 28 del codice penale giapponese peró esplica che i prigionieri i quali hanno ottenuto l’ergastolo (muki choeki) dopo 10 anni potrebbe trovarsi liberi a condizione che “si rivelino segni di riforma eccellente”. Secondo i dati del Ministero di Giustizia, le 74 condanne di ergastolo nel periodo 1997-2007 hanno di fatto scontato una media di 23.5 anni dietro le barre.Questo vizio di forma legale di fatto permette di mettere parola dopo un decennio sulle sorte di un criminale e questo é in accettabile specie per Stucki, perché di fatto permetterebbe anche al criminale piu folle di uscire.Se vi ricordate avevamo parlato di sentenze giapponesi scandalose che misero in libertá alcuni folli criminali, di esempi ce ne sono diversi.

La missione
Stucki, appassionato motociclista, ha passato gli anni scorsi facendo il giro del giappone con un obiettivo semplice: l’introduzione del carcere a vita senza sconti.Una causa, una battaglia di dolore che porta avanti affinché il suo killer non venga messo a piede libero. Stucki con la sua Honda XL Varadero 1000 ha cominciato la sua campagna sulle 2 ruote. Da allora ha incontrato i politici, gli attivisti, le vittime ed rappresentanti pubblici in tutte le 47 prefetture. Durante il suo terzo tour nel 2007, ha presentato una petizione con circa 80.000 firme al ministro di giustizia dell”epoca Kunio Hatoyama, un uomo che l’ Asahi Shimbun ha definito “il sogghigno del corvo” che firmó le 13 condanne di esecuzione appena in un anno di ruolo. Ora sulla sua quarta crociata durante altrettanti anni, Stucki ha coperto 180,000km ed ha raccolto 95.000 firme.Un impegno ed una tenacia affinché venga tolta specie in fatti clamorosamente chiari la possibilita’ di grazia per condotta.Una battaglia per vincere non solo un dolore personale, ma anche un valore civile e morale che potrebbe servire anche per altri.Gambatte Alberto!










Sono contraria alla pena di morte, troppo veloce e troppo comodo per i colpevoli, ma al carcere a vita oppure ai lavori forzati si! mi auguro di cuore che questo signore abbia la sua giustizia, io ho perduto mia madre avevo 15 anni lei solo 39, e la giustizia italiana non ha fatto nulla… tutto il mondo e’ paese!
con tuttop che la vicenda di Stucki è dolorosissima, non direi proprio che il Giappone sia simile all’Italia. Da noi il boia della moglie e figlia di Stucki sarebbe libero dopo due anni al massimo, e poi in casa-famiglia (perché si sa, i malati di mente anche se assassini sono solo vittime!), libero di fare disastri. altro che i dieci anni di galera per buona condotta. da noi recentemente hanno persino dato i domiciliari a un capomafia o capocosca perché era “depresso”.
non direi proprio che tutto il mondo è paese.
credo invece che per certe cose lo sia, noi siamo vergognosi nel perdonare i nostri assassini e stupratori, ma il caso di Stucki non sarebbe venuto fuori se la giustizia giapponese fosse piu’ severa o no?
Che storia ragazzi…
Spero che questo signore riesca nella sua impresa.Comunque è veramente forte! Nonostante abbia perso le persone più care non si è arreso e va avanti (sicuramente con il cuore pieno di dolore..) ma con una forza incredibile..da ammirare!!!
Alessandra