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Il grande Terremoto del Kantō (関東大震災 Kantō daishinsai) colpì la pianura del Kantō sull’isola maggiore Giapponese del Honshū la mattina del 1º settembre 1923 alle 11:58. Fu stimato che il sisma ebbe una magnitudine fra 7,9 e 8,4 gradi sulla scala Richter, con l’epicentro sotto la baia di Sagami. Secondo le testimonianze, la durata è stata fra i 4 ed i 10 minuti.Il terremoto devastò Tokyo, il porto di Yokohama, e le prefetture circostanti di Chiba, Kanagawa, e Shizuoka, e causò grandi distruzioni in tutta la regione del Kantō.Le morti causate dal sisma sono stimate fra 100.000 e 142.000, mentre i dispersi, presumibilmente deceduti, furono 37.000.

Nel 1960, Il 1º settembre fu instaurato il Giorno di prevenzione dei disastri per commemorare i morti del terremoto e ricordare a tutti l’importanza della preparazione e nella prevenzione, siccome settembre ed ottobre sono i mesi più interessati dai Tifoni. Scuole, organizzazioni pubbliche e private ospitano esercitazioni e simulazioni di terremoto. Tokyo è posizionata vicino ad una faglia sottostante la Penisola di Izu che, in media, vede un grande terremoto con una periodicità di 70 anni. Ogni anno in questo giorno, le scuole di tutto il Giappone fanno un minuto di silenzio nell’istante preciso di quando il terremoto successe, in memoria delle vite perse durante questo tragico evento.Da questo evento i giapponesi hanno preso spunto per sensibilizzare e partire con una campagna di sensibilizzazione relativa ai terremoti.Esercitazioni sia del personale tecnico e dei vigili del fuoco mostrano le metodologie di prevenzione, si testano gli addestramenti reali.

Una nazione ha il dovere morale di limitare al minimo le perdite umane ed i costi giganteschi che richiede un intervento post terremoto.Il giappone non è un paese perfetto, ma su questo un ottimo esempio di lungimiranza sociale, un esempio da imitare!

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4 Responses to “Kantōdaishinsai:ogni 1° settembre il giappone si allena contro il terremoto”

  1. ricky says:

    Già,avete proprio ragione,il giappone è un paese da imitare,ma nn solo nell’emergenza terremoti,ma anche in altri aspetti importanti.

  2. noraneko says:

    prima del terremoto di Hanshin del 1995 ( ero li pochi giorni dopo l’evento), escludendo scuole ed attivita pubbliche, c’era stato un allontanamento della popolazione dalle esercitazioni (questa notizia è facilmente verificabile), ma quel terremoto e gli altri a seguire hanno portato e portano ad un costante miglioramento di tutto quello che ruota intorno al problema non ultimo il “problema” delle centrali nucleari

  3. Barbara says:

    >>> ragazzi scusate se spammo, non ho trovato una mail :)

    Hai visto a destra nella sezione contatti ??.

  4. Marco says:

    Ho vissuto a Tokyo per quasi 2 anni, e devo dire che il Giappone e’ una Nazione che l’Italia deve prendere insegnamenti non solo nella costruzione delle case e palazzi antisismici ma anche nel modo organizzativo di come lavorano, ho visto la costruzione di un palazzo di 10 piani destinato a negozi e ristoranti, nel tempo di 5 o 6 mesi, era gia’attivo, in Italia minimo ci vogliono 1 anno e mezzo o 2 anni, altra cosa e la sicurezza delle persone, infatti in tutti i luoghi ci sono telecamere e microtelecamere se un malintenzionato lo sa, ci pensa 2 volte prima di commettere un reato che gli costerebbe la galera per tanti anni, e non come in Italia 3 giorni e poi sei libero, state tranquilli che in meno di 1 o 2 giorni quello che ha commesso il reato lo vanno a prendere a casa anche se abita a 2000 km. In Giappone ogni quartiere ci sono dei piccoli posti di polizia chiamati KOUBAN (交番) i poliziotti vanno in bicicletta per pellustrare le zone e la sicurezza e’ ottima al 100%, nemmeno in America questo sistema esiste!! Certo che con le parole uno non puo’ immaginare quindi deve assolutamnte andare in Giappone per vedere come vivono i Giapponesi e imparare ,per poi quelle persone che hanno responsabilta’ mettere in pratica in Italia. Ma penso che questo in Italia non succedera’ mai perche l’Italia gli piace la dissorganizzazione. A proposito in Giappone i clandestini non esistono, l’elemosina non esiste, i centri di accoglenza non esistono, le autorita’ giapponesi la solidarieta’ se e’ necessario le fanno in quelle nazioni povere! Chi entra in Giappone e’ schedato con foto e impronte digitali, a secondo la nazione 90 giorni di permanenza come turista ,chi esce dopo il 90 giorni deve dare una buona giustificazione altrimenti espulsione per 3 anni dal Giappone, se uno resta 3 mesi poi esce dal Giappone e va in Korea o in Cina per 8 giorni e rientra in Giappone ce’ il rischio che viene fermato all’aereporto e interrogato per quasi 2 ore perche’ lo straniero che fa questo giochetto viene sospettato che fa il lavoro in nero in Giappone, cosa vietatissima, chi viene preso a fare lavoro in nero viene espulso dal Giappone per tanti anni.

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