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Soka Gakkai (dal giapponese Sōka Gakkai, 創価学会: società per la creazione di valori) è il nome di un nuovo movimento religioso giapponese di matrice buddhista costituitosi nel XX secolo, in origine come associazione laica della scuola buddhista giapponese Nichiren Shōshū (日蓮正宗) fondata nel XIII secolo dal discepolo di Nichiren Nikkō (日興, 1246-1333). L’associazione promuove ed insegna il buddismo di Nichiren e la pratica della recitazione del titolo (daimoku) del Sutra del Loto. Tale formula, in giapponese “namu myōhō renge kyō” (南無妙法蓮華経) è la pratica fondamentale anche nella scuole Nichiren-shū e Nichiren Shōshū. La Sōka Gakkai era peraltro legata a quest’ultima scuola buddhista prima di una separazione, verificatasi nel 1991 a seguito della scomunica del presidente Ikeda.

La Soka Gakkai, è stata spesso oggetto di aspre polemiche da parte dei mass media. Molti dei critici sostengono che la Soka Gakkai non rispetti il principio (sancito dall’articolo 20 della Costituzione giapponese) di separazione fra religione e politica per via di legami con il partito politico nipponico Komeito. Si afferma che pur fondata su ideali genuini, la Soka Gakkai, si è, via via, trasformata in un sistema di potere, potendo contare su 12 milioni di adepti (tra i quali gli 8 milioni di elettori del Komeito), amicizie influenti e frequentazioni dei maggiori leader mondiali, anche alcuni tra i più discussi e controversi, come Noriega, Ceausescu, Castro.La Soka Gakkai è stata in Italia inclusa nel rapporto della Direzione centrale polizia di prevenzione “Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia” redatto nel 1997, dove si afferma, in generale, che tratta di “dottrine e pratiche rituali spesso molto distanti dalle confessioni di origine“, e aggiungendo in particolare che nel caso del “buddismo della Soka Gakkai, basato sul Sutra del Loto, la massima autorità buddista sulla Terra, il Dalai Lama, non la riconosce“. In Francia una commissione parlamentare, nel 1995 e nel 1999 (Rapporto Guyard ) , e in Belgio un’analoga commissione d’inchiesta della Camera dei Rappresentanti, nel 1997, hanno incluso la Soka Gakkai in una lista di organizzazioni religiose le quali, secondo le commissioni, devono essere ritenute delle «sette» a tutti gli effetti.Le critiche di “settarismo” sono mosse anche da ex membri che accusano la Soka Gakkai di attività anti-sociali e violazione dei diritti umani.Nello specifico, gli ex membri denunciano:

  • l’assenza di democrazia all’interno dei gruppi Soka, con ogni decisione presa d’alto ed un sistema di poteri interno e responsabilità simile al multilevel-marketing;
  • la distanza dall’ortodossia tradizionale del buddhismo e anche dal buddhismo di Nichiren;
  • lo sfruttamento del lavoro personale degli adepti e la spinta ad acquistare oggetti commercializzati dalla Soka Gakkai;
  • meccanismi di condizionamento mentale analoghi a quelli di altre sette.

Soprattutto in Giappone, critiche vengono mosse da chi sostiene che le posizioni della Soka Gakkai favorevoli alla pace, le raccolte di firme contro la pena di morte (queste però mai effettuate nel paese nipponico, dove la Soka Gakkai mai si è opposta alla condanna capitale che in Giappone si attua per impiccagione), la promozione dell’ambientalismo, non siano che iniziative di facciata per favorire il proselitismo all’estero e che si scontrano con la “pratica” degli attivisti, così, ad esempio, il Komeito ha votato a favore dell’invio di 500 soldati giapponesi in Iraq e del progetto dell’esecutivo di riarmare il paese con due disegni di legge atti alla ristrutturazione dell’apparato militare.  Secondo il giornale Peace Reporter, gli esponenti politici del Komeito sono tutti membri della Soka Gakkai, nonostante il partito sia formalmente separato da essa.  E’ tuttavia da considerare che il Komeito non esiste più nella sua forma originaria. L’attuale partito di riferimento della Soka Gakkai è il New Komeito Party nato da una fusione, avvenuta nel 1998, con il Clean Government Party e il New Peace Party i cui membri non appartenevano necessariamente alla Soka Gakkai. Per il Japan Times questo ha portato a delle importanti differenziazioni tra il New Komeito Party e la Soka Gakkai su alcuni argomenti cruciali di politica estera, dovendo il primo rispondere alla coalizione e a diverse posizioni interne [21]. Secondo il mensile Sokai (giugno 2004) la Soka Gakkai non ha fatto nulla per ostacolare la linea del governo, sostenitore dell’amministrazione Bush . Altro mensile giapponese, il Chuo Koron (febbraio 2005) parla della Soka Gakkai come di uno strumento elettorale .Ad essere criticata è anche la dottrina: secondo talune scuole buddhiste Nichiren, la Soka Gakkai praticherebbe e promuoverebbe un buddhismo Nichiren di tipo “spurio”, talvolta assai distante dal Dharmabuddhismo e dai suoi principi fondamentali . Più in generale a essere criticato è il buddismo Nichiren poiché si porrebbe lontano dal buddhismo tradizionale. [FONTE WIKIPEDIA]

SCUOLE BUDDISTE GIAPPONESI UFFICIALI
Scuola Ritsu (律宗, Ritsu shū o Risshū)
Scuola Kusha (倶舎宗, Kusha shū)
Scuola Sanron (三論宗, Sanron shū)
Scuola Jōjitsu (成実宗, Jōjitsu shū)
Scuola Kegon (華厳宗, Kegon shū)
Scuola Hossō (法相宗 Hossō shū)
Scuola Tendai (天台宗, Tendai shū)
Scuola Shingon (真言宗, Shingon shū)
Scuola Nichiren (日蓮宗, Nichiren shū)
>> Derivazioni dalla scuola NIchiren
A) Scuola Nichiren Shō (日蓮正宗, Nichiren Shōshū)
B) Associazioni laiche della Nichiren
- Kokuchūkai (国柱会)
- Reiyūkai (霊友会)
- Risshō Kōsei Kai (立正佼成会)
- Sōka Gakkai (創価学会)

Scuole BUDDISTE ZEN (禅)
Scuola Zen Rinzai (臨濟宗, Rinzai shū)
Scuola Zen Sōtō (曹洞宗, Sōtō shū)
Scuola Zen Fuke (普化宗, Fuke shū)
Scuola Zen Ōbaku (黃檗宗, Ōbaku shū)

Altre scuole tradizionali

Scuola Jōdo (浄土宗, Jōdo shū)
Scuola Jōdo Shin (浄土真宗, Jōdo shin-shū)
Scuola Ji (時宗, Ji shū)
Scuola Yūzū Nenbutsu (融通念仏宗, Yūzū nenbutsu shū)


134 Responses to “SOKA GAKKAI:la setta/associativa buddista giapponese”

  1. libero says:

    rileggendo il post mi sono accorto di un’inesattezza:
    Per quanto ne so la soka gakkai ha il compito di cambiare le persone affinché esse possano innescare un cambiamento profondo nella società.
    ————————————-
    la soka non ha il compito di cambiare le persone perché esse cambiano praticando. La soka però da una parte è il supporto alla persona, dall’altra è l’interfaccia che propone tante cose e tra queste modelli alternativi di cambiamento sociale. Altrimenti a cosa servirebbero le mostre, i progetti, ecc. ecc.. In realtà sembra che molte di queste attività si concentrino solo ed esclusivamente sul far acquisire credibilità alla figura di Ikeda: le lauree ad honoris causa, le mostre e le conferenze ecc.
    Se leggiamo i discorsi di Ikeda poi, egli afferma che la soka è l’unica che si sviluppa secondo il volere del buddha. Questo le atribuisce, a mio giudizio una responsabilità che non può essere trascurata. Quando essa agisce contro il volere del buddha (secondo ciò che ho argomentato), non si può liquidare il discorso semplicemente dicendo che bisogna concentrarsi solo sul proprio percorso di crescita senza giudicare (fare onshitsu) ciò che gli altri fanno. Questo in teoria mi potrebbe stare bene se per altri parliamo di membri, ma quando si tratta del gruppo dirigente – che in teoria dovrebbe dare le linee di azione in coerenza con l’insegnamento – la cosa comincia a insospettirmi un po’.
    Poi è chiaro che tutti siamo oscurati, che il cambiamento richiede tempo e così via. Ma qui si tratta di qualcosa di più grave e coinvolge la natura stessa dell’organizzazione. Per questo motivo, ad un certo punto del mio percorso mi sono reso conto di non essere più compatibile con essa.

  2. stefano says:

    Ciao, guarda in un aspetto siamo daccordo ma tu risulti più “oltranzista”.. mi spiego. Sono daccordo con te sul fatto che non bisogna mitizzare ikeda ma questo non toglie comunque validità al resto, capita a doc un esempio.Nel mio gruppo c’e una signora (che ha cominciato a praticare da circa 1 anno..obbiettivo principale.. trovare una persona da amare!) negli ultimi mesi ,a un meeting, di cui non ricordo l’argomento, intervenne dicendo “ah io non mitizzo mai Ikeda lo ritengo una persona normale ec.ec ma mi baso su quello che diceva Nichiren” .. bene! le altre persone del mio gruppo non fecero o dissero nulla di critico a riguardo anzi si scherzò e si è continuò poi a parlare dell’argomento, in quei mesi bisogna dire non stava passando un bel momento ,questa persona, perchè sembrava che niente si muovesse. Ebbene due settimane fa è arrivata dicendo con un sorriso a 56 denti ” mi son trovata un uomo”, tu dirai ” è allora cosa c’entra?”, c’entra! perchè quello che voglio dire è che non importa cosa può pensare una persona di Ikeda ma importa se lei realizza i suoi desideri! Quando fanno vedere ai meeting a cui partecipo i video di ikeda io li guardo con obiettività per quello che sono, penso che alcune guide che dà siano molto utili ma finisce li..non mi sono mai sognato di mitizzarlo e questo lo sanno anche le persone con cui pratico! solo che lui pratica da 50 e più anni io da 6…dipende sempre da come ti approcci a determinate questioni, tu del fatto che alcuni cerchino di esaltare Ikeda ne hai fatto uno dei “vessilli”delle tue rimostranze:-). Quando Nichiren, nel gosho, usa la metafora dell’oceano (il suo buddismo..) che riceve l’acqua di tutti i corsi d’acqua (le altre religioni) per come l’ho capita io significa che tutti possiedono parti di verità non che sono tutte cretinate tranne il buddismo di nichiren, qui si include non si eleva, posso sbagliarmi eh. Gli argomenti delle mostre di cui ho conoscienza io, non sono mai stati “la mitizzazione di iKeda” ne su quante lauree ad hnorem ha ma erano incentrate sui diritti umani , la fame nel mondo ec.ec ma anche qui posso avere capito male…
    Pregare per il bene del tuo paese è giusto! ma perchè ci sia la pace ,i problemi maggiori si risolvano, ci sia rispetto tra le persone ec.ec. non credo per pubblicare i bilanci del “Nuovo rinascimento” che può risultare una curiosità e un’azione di chiarezza ma non un problema rilevante. Il gruppo dirigente ,se cosi lo vuoi intendere, non è formato da persone speciali ma vanno considerate uguali al praticante da 1 settimana..e guarda che non lo affermo solo io c’e scritto in quasi tutte le guide. Riguardo alla coerenza dello stesso “gruppo dirigente” al buddismo,il mio motto è “basati sulla legge non sulle persone” e con persone sono inclusi anche i responsabili di ogni grado. Scusami se divento magari antipatico ma penso che tu la “rivoluzione umana” non l’hai letta perchè altrimenti non si spiegano certe tue affermazioni, in questa collana Toda spiega cosa intendeva per “responabile” penso che ti potrebbe chiarire alcune cose leggerla. Alcune reazioni da parte dei tuoi compagni e responabili si possano capire.. se tu vai da loro con problemi tipo ” risolvere gli incarichi in nero a esterni ” e questi magari hanno problemi obiettivamente più importanti da risolvere è naturale che magari non siano stati tanto esaustivi in merito. E’ cosi importante per te fare parte dell’ UBI? a me queste cose non interessano, sarò superficiale io ma a me interessa risolvere i miei problemi e ne ho… Parlare male degli altri membri è sconsigliato non per i motivi negativi da te ipotizzati ma perchè non ti porta nulla di buono personalmente, di questo sono convinto sono però daccordo con te che bisogna sempre combattere le cose negative ma prima bisogna assicurarsi che lo siano,come? recitando! tutto sta all’elasticità mentale che uno possiede in certi casi. Quando dici poi che non ti interessava che le tue proposte venissero accolte mi pare tu ti contraddica perchè nell’altro post hai affermato che è stato per questo motivo che hai lasciato..infatti scrivi che ti sei stancato di avere un “dialogo unidirezionale” con i responsabili. Comq il mio pensiero è che in Soka Gakkai ci sono persone di ogni tipo, diversissime tra loro è sta propio qui il bello perchè come diceva Toda ” le patate si puliscono sfregandosi tra loro” ma bisogna approcciarsi con la massima sincerità e benevolenza a questo.
    Il ruolo della soka gakkai è quello di aiutare le persone ,quando hanno momenti brutti, a superarli incoraggiandoli a perseverare a praticare scambiando esperienze ec. e sono convinto che questo supporto in 21 di pratica non ti sia mai mancato. Sei tu ,secondo me, che ti sei voluto sminuire considerandoti una pedina penso che nessuno ti consideri tale.
    anche io ho avuto problemi con un membro del mio gruppo ma questo non mi ha viato ho continuato ad andare allo stesso gruppo e adesso le cose vanno meglio. Infine quando dici che è sbagliato pensare solo alla propia felicità è vero ma bisogna fare un piccolo distinguo! Una persona per incoraggiare ed aiutare gli altri deve essere nel giusto stato d’animo! è difficile ma non impossibile incoraggiare gli altri quando tu stesso soffri per qualche problema che ti rende infelice e da qui scaturisce la guida che dice”prima di tutto assicurati di diventare felice tu stesso almeno un po in seguito avrai la felicità e l’ottimismo sufficiente per aiutare gli altri”

    .

  3. Giuseppe says:

    caro Libero,
    io pratico da 10 aani ormai e devo dire che ho passato un periodo in cui mitizzavo tutto e tutti nel buddismo. da qualche anno a questa parte sono maturato e ho acquisito, grazie ai miei sforzi nella mia vita, una certa autonomia di pensiero. Ora non mi preoccupa chi fa bene e chi fa male, se il presidente Ikeda sia o non sia vero e faccia bene o male, se i membri (non tutti) siano o non siano inclini a decidere al tuo posto, se il consiglio direttivo della Soka decide nel giusto o c’è un programma di sottofondo. A me non importano queste cose. Le osservo, le studio e anche io dico la mia, con molti attacchi da parte degli altri. Ma non è questo che può fermarmi! io ho deciso di praticare la via giusta, che è quella che sento dentro, che nasce da uno studio approfondito e critico nei confronti di tutte le fedi, non solo il buddismo. Proprio ieri in un meeting, il mio gruppo ha deciso di parlare nelle discussioni di tutto, buddismo e anche altre cose che non hanno a che fare con esso, perchè la vita è permeata di tutto. Ma sappi che se io pratico una fede, non ritengo come alcuni che essa sia superiore, ma ad un livello più alto il buddismo abbracci tutte le fedi e tutti gli scopi delle rette vie! chi è buddista è anche cristiano, shintoista e altro, e così è per chi veramente ha una fede nel cuore. Tutto gli attacchi che ricevo dall’esterno non mi devono toccare ma devono farmi capire quale via sto prendendo. Io non voglio pensare che sto facendo il giusto o sono in errore, perchè sono io a decidere come deve andare la mia vita! Dipende dalla mia intenzione, tant’è vero che io consiglio semrpe a tutti di non preoccuparsi di sbagliare ma di agire assolutamente! Questo per dirti che finchè ci sono io all’interno della Soka Gakkai, e ho intenzione di rimanerci, gli altri avranno gli stessi miei diritti di parola e di opinione e se qualcuno cercherà, come gia mi succede di farmi dire il contrario o di non prendermi in considerazione, dovrà vedersela con la mia forza combattiva che è la stessa (sto esagerando…) di Nichiren ! sappi che ci sono tante persone che non sono d’accordo con decisioni e atteggiamenti di altri nella Soka Gakkai, ma questo non deve essere sintomo di disunione ma di unione e coraggio! Se tu ne sei uscito e la sentivi tua questa fede, permettimi di dire che hai sbagliato, perchè come dice il presidente Ikeda (ma soprattutto lo penso anche io!) ci vuole ostinazione nelle cose cose che si fanno e che si sentono giuste. E poi ci vuole anche pazienza perchè non si combatte solo per sè stessi… io l’ho sempre sentita come una missione della mia vita… ti avrei voluto al mio fianco in questa lotta, così come altre persone che anche se diversamente da te, però escono dalla Soka Gakkai e urlano a gran voce le ingiustizie subite. Ma perchè quella forza non la usano per combattere all’interno del campo di battaglia?
    PS: nella mia città e so per certo anche a Bolzano (dove conosco un grande membro buddista) sono nati due gruppi che cominciano a capire con quanta libertà bisogna affrontare questa bellissima fede. Questi sono i risultati delle nostre preghiere e della nostra ostinazione nel ricercare la verità.
    Grazieeeeeeeeeeeee!!!!

  4. Giuseppe says:

    Piuttosto perchè non ci concentriamo a rafforzare il ” bicchiere mezzo pieno”, piuttosto che guardare e decidere sempre in base a quello “mezzo vuoto”? Uniamoci una volta tanto per le cose giuste, ma facciamolo in un campo di battaglia, non dalla cima di un colle, guardando quello che succede dal di fuori…

  5. libero says:

    Va bene.
    Accetto la vostra impostazione e la rispetto poiché sarebbe inutile continuare a discutere su questioni nelle quali difficilmente si potrebbe trovarci d’accordo.
    Vi auguro ogni bene e di fare sempre belle esperienze.
    Io continuo per la mia strada senza rimpianti; per me la soka è e rimarrà un capitolo chiuso.
    Il tempo farà comprendere ad ognuno di noi se le scelte fatte siano state giuste o meno.
    Vi esorto comunque a mantenere sempre vivo il vostro spirito critico e a non cadere nell’errore di estraniarsi dalla vita vera che si vive nel quotidiano.
    Un abbraccio

  6. stefano says:

    ok Libero…ma ti riconsiglio di leggere la “Rivoluzione umana” magari per semplice curiosità:-)

  7. libero says:

    cari Stefano e Giuseppe, vi rispondo ancora un’ultima volta e poi che ognuno faccia la sua strada ok?

    allora, Stefano scrive:
    tu del fatto che alcuni cerchino di esaltare Ikeda ne hai fatto uno dei “vessilli”delle tue rimostranze:-).
    ———————————
    non un vessillo ma una questione centrale.
    Se si insegna a esaltare Ikeda, e questo lo si fa (poi puoi dirmi tutto ciò che vuoi ma tant’è) nel momento in cui ci si concentra solo ed esclusivamente su ciò che egli fa o dice relegandolo a un ruolo di superiorità rispetto agli altri, ciò è contrario allo spirito del buddismo.
    Ricordo che negli anni 90 quando Ikeda visitò l’Italia un eminente membro del suo staff (un signore giapponese) si rivolse a me (che stavo facendo attività come sokahan) e mi passò una mela dicendomi: mangiala, questa l’ha toccata il maestro! Se questa non è idolatria dimmi cos’è. Di questi esempi te ne posso fare a centinaia e ti assicuro che per quanto ne so, pur rispettando la persona di Ikeda, il suo ruolo e la sua esperienza, mi rifiuto di considerarlo un essere superiore. Ma questo messaggio in soka non passa: basta andare a vedere ciò che si pubblica sul sito dell’IBISG per rendersi conto che c’è in modo evidente il culto della persona. Anche se si dice, nelle guide e nei saggi, l’esatto contrario.
    E questo è un fatto e come tale è questione rilevante.
    —————————————

    Stefano scrive:
    Riguardo alla coerenza dello stesso “gruppo dirigente” al buddismo,il mio motto è “basati sulla legge non sulle persone” e con persone sono inclusi anche i responsabili di ogni grado. Scusami se divento magari antipatico ma penso che tu la “rivoluzione umana” non l’hai letta perchè altrimenti non si spiegano certe tue affermazioni
    ——————
    Proprio perché l’ho letta, e molto bene ti assicuro, ho intrapreso all’inizio un percorso durato quasi 5 anni nei quali ho cercato, per quanto mi era possibile, di sottolineare le incongruenze, peraltro sotto gli occhi di tutti (a meno che non si abbiano gli occhi foderati di prosciutto). E poi scusa quando dici di basarti sulla legge, questo non è il tuo motto; prima di te l’ha detto qualcun’altro.
    —————————————————
    Stefano scrive:
    Pregare per il bene del tuo paese è giusto! ma perchè ci sia la pace ,i problemi maggiori si risolvano, ci sia rispetto tra le persone ec.ec. non credo per pubblicare i bilanci del “Nuovo rinascimento” che può risultare una curiosità e un’azione di chiarezza ma non un problema rilevante
    ———————-
    Il rispetto tra le persone riguarda anche come si utilizzano i soldi delle loro offerte.
    Nichiren Daishonin, all’inizio di ogni gosho fa sempre l’elenco di ciò che ha ricevuto in dono e spiega come lo ha utilizzato ringraziando le persone.
    Se per te pubblicare un bilancio è solo una curiosità tu sei uno. Io sono diverso da te e credo che altri lo siano da me. Dunque rendicontare le spese e gli introiti non è solo questione di trasparenza ma soprattutto di rispetto. Azione che per altro il fondatore faceva puntualmente. Lo faceva forse per soddisfare le curiosità morbose dei suoi discepoli? Bah, se a te va bene così ok!

    Stefano scrive:
    Sei tu ,secondo me, che ti sei voluto sminuire considerandoti una pedina penso che nessuno ti consideri tale.
    è difficile ma non impossibile incoraggiare gli altri quando tu stesso soffri per qualche problema che ti rende infelice
    ———————————
    Guarda che io, ho intrapreso la strada del mettere in evidenza le contraddizioni in un momento molto felice della mia vita. E l’ho fatto proprio per spirito di gratitudine verso ciò che mi ha insegnato il buddismo. Non mi sono sminuito, mi sono accorto in modo evidente che ero di fatto una pedina, allora proprio perché non mi considero tale non avevo nessunissima voglia di rimanere in un gruppo dove le cose le accetti così come sono e ti concentri su altro.
    Io continuo nella mia vita ad aiutare me stesso e gli altri grazie al mio lavoro e ai miei impegni personali. Solo che adesso lo faccio senza una bandiera al di sotto della quale collocarmi e mi sento veramente più libero e meno condizionato. Sarò matto? Boh?

    Giuseppe scrive:
    da qualche anno a questa parte sono maturato e ho acquisito, grazie ai miei sforzi nella mia vita, una certa autonomia di pensiero. Ora non mi preoccupa chi fa bene e chi fa male, se il presidente Ikeda sia o non sia vero e faccia bene o male, se i membri (non tutti) siano o non siano inclini a decidere al tuo posto, se il consiglio direttivo della Soka decide nel giusto o c’è un programma di sottofondo
    —————————-
    scusa Giuseppe ma nel tuo discorso c’è qualcosa di strano.
    Da una parte dici che hai acquisito una maggiore autonomia di pensiero e dall’altra non ti preoccupi se chi ti guida nella fede è coerente oppure no? Strano!…..
    Dovrebbe essere il contrario….
    Perché comunque, anche se tu pensi che la fede è un fatto tuo privato di rapporti col Gohonzoon, nel buddismo il rapporto col maestro è un nodo centrale. Quando dici che non ti importa di ciò che fa Ikeda o delle linee che vengono dettate dai dirigenti nazionali (che in qualche modo ti rappresentano nella società attraverso le iniziative che vanno proponendo oppure nell’attività con le linee generali), lasci trasparire un condizionamento che è talmente sottile dal non farti comprendere, a livello razionale, che sei anche tu la pedina alla quale alludevo prima.
    ———————————————-
    Giuseppe scrive:
    così come altre persone che anche se diversamente da te, però escono dalla Soka Gakkai e urlano a gran voce le ingiustizie subite. Ma perchè quella forza non la usano per combattere all’interno del campo di battaglia?
    ——————-
    Perché forse si sono rese conto che sprecare energie all’interno di una comunità che su certe questioni è sorda alla lunga non paga.
    Tante questioni purtroppo non interessano nessuno, perché ognuno si concentra su se’ stesso, sui suoi problemi, sugli obiettivi e così via. Per cui quando vai a parlargli di cose che in qualche modo esulano da questo ambito diventi una sorta di “nemico psicologico” di rompiballe che tollerato all’inizio, riceve poi sempre una maggiore insofferenza dagli altri. Voi mi state dimostrando un po’ la stessa cosa: io sollevo delle questioni e mi si risponde che l’importante è diventare felici, concentrarsi sulla propria fede e bla bla bla.
    E’ un dialogo tra sordi cari amici, e dunque proprio perchè la vita è bella e ricca di opportunità, oltre che naturalmente di problemi da affrontare, è inutile perdere tempo o pretendere di far interessare le persone a questioni che non sono di loro gradimento. Chi si ostina a perseguire una strada del genere disturba e basta. A me lo hanno detto papale papale molte volte.
    E dunque senza rancora e ringraziando tutte le persone dalle quali ho potuto imparare qualcosa sulla vita sono uscito senza sbattere la porta e salutando educatamente.
    Veramente adesso non ho altro da dire.
    Ciao e buona vita

  8. stefano says:

    Scusa, non son stato chiaro..forse! Io non ho detto che quello che hai tentato di fare non sia lodevole, lo è tutto quello che tenta di migliorare le cose, dico che non era di primaria importanza per me e forse anche per gli altri e che tu avresti dovuto tenere in considerazione questo aspetto! Considerando il fatto che nessuno chiede soldi in Soka gaKKai e che tutto è affidato alla volontà personale riguardo alle offerte vi possono essere delle mancanze che tu hai fatto notare ma che ripeto non erano cosi gravi, per me, da mettere in dubbio i tuoi 21 anni di pratica. Riguardo a Ikeda ti o già detto che sono daccordo tutto sta a come uno si accosta alla cosa. Non è che in Soka ognuno pensa a se stesso te lo posso assicurare e che di norma le persone che si accostano a questo buddismo hanno purtroppo problemi più onerosi di quelli che hai sollevato tu! cerco di farmi capire! tu hai detto che sollevavi queste rimostranze in un periodo per te molto felice no? BENE! Sai cosa secondo me dovevi fare?invece di andare a contattare i responsabili nazionali per cercare di fare pubblicare i bilanci finanziari o di rendere chiari gli incarichi in nero a esterni dovevi andare dalle persone praticanti che conoscevi avessero problemi pesanti e sostenerli propio utilizzando la tua esperienza e le tua felicità!! standogli vicino come meglio potevi!! QUESTO AVRESTI DOVUTO FARE!! ma sei sempre in tempo comunque….:-)

  9. Giuseppe says:

    Libero, mi spiace ma io peso che per prima cosa hai interpretato male le mie parole e per secondo pensi che i buddismo sia il punto centrale del problema e io non penso che sia così. le tue sono scelte e giudizi che non hanno nulla a che vedere con ciò che c’è dentro di te, ma guardi cosa c’è fuori di te. sono contento comunque delle scelte che hai preso se ti fanno sentire sollevato. Ricorda che una persona può aver compreso il buddismo ( e quindi il funzionamento della vita) in un giorno piuttosto che in 20 anni di pratica e che il buddismo non è la vita , ma la vita può essere spiegata dal buddismo. Il legame con gli altri non lo creo guardando quello che fanno esternamente ma con il cuore, altrimenti sarei una persona che non riesce a capire il cuore di un carcerato, di un assassino o di altri. La buddità sta dentro. Se gli altri mi insegnano qualcosa sono io che decido se farla mia. Il buddismo non si può insegnare soltanto , lo si deve sentire perchè nasce dalla forza che muove l’universo, dal cuore infinito di una persona come Nichiren Daishonin. Lo so che continuerai a non capire i miei discorsi ma io penso con tutto il cuore che sono io il buddismo e posso insegnare agli altri prendendo delle decisioni nella mia vita, portandole avanti fino in fondo. c’è chi idolatra il presidente Ikeda ( ma può farlo con qualsiasi persona o cosa nella sua vita), c’è chi detta legge e non da spazio agli altri, c’è chi parla sono in lingua buddese… una cosa è certa questo non mi tange, anzi mi insegna a condividere con gli altri le mie esperienze senza paura. se scappo dimostro di essere meno forte di loro. se ci sono posso continuare a dire la mia e essere da ispirazione per altri (così come sta accadendo) . Questo però può e deve succedere anche al di fuori della Soka Gakkai , che non è solo buddismo! è una associazione con delle regole e se uno non accetta delle regole (seppur strane o sbagliate insieme a quelle giuste) può mettersi da parte ma spero che possa lottare nella sua vita e essere felice grazie a ciò che ha imparato, mettendo in pratica un umanesimo forte. una cosa però mi suona sempre strana: come può una persona che sceglie di fuggire dalla battaglia vincere una guerra con la sua vita? spero tu sarai felice così . è quella la cosa importante .

  10. Giuseppe says:

    Ah un’ultima cosa! Nella Soka Gakkai , così come in tutte le altre associazioni di qualsiasi tipo siano, non cè nessuno più in alto rispetto ad un altro. Se mi lascio influenzare, o mi attacco a quello che gli altri dicono, perdo di vista la mia felicità. Ma io dico, se tu pensi che gli altri possano insegnare male, perchè non fai come Nichiren e porti da solo (anche se da solo non sei) una battaglia senza farne nè il punto di arrvo nè il punto di partenza delle tua fede? ciò che dovrebbe importare è la nostra rivoluzione umana, non come vedono gli altri le cose. e questo vale per tutto non solo per il buddismo. Io abito in una città che per civiltà è ferma al medioevo! ma se io me ne fossi andato dalla mia città, nonostante tutto e tutti siano contro di me, chi ora la difendeva così a denti stretti? la rivolusione umana è proprio all’interno del problema. Una cosa è certa se dovessi trasferirmi, nessuno può dirmi che ho sbagliato tutto. Se le mie azioni qui alla fine hanno un risultato negativo, nessuno può dirmi che sto sbagliando… perchè è la mia vita 1 la cosa che più importa è che ci sto provando in tutti i modi a cambiare io e il mio ambiente e ho una fiducia infinita avendo capito che nonostante gli errori il cuore vince sempre. Non darò mai la mia città natale in pasto ai demoni divoratori.
    Un abbraccio.

  11. ilaria says:

    Ciao a tutti, premetto che sono totalmente esterna a questa religione (o filosofia), ne sono venuta in contatto perchè praticata da moltissimi amici ed anche il mio fidanzato ha praticato per oltre 10 anni. Ritengo che i principi cui si ispira (questa come tutte le altre fedi) siano giustissimi e rispettabilissimi ma voglio sollevare alcuni dubbi, e sottolineo che non lo faccio con intento polemico ma solamente per chiarezza:
    1- Perchè il Dalai Lama non ha mai riconosciuto il SG?
    2- Perchè il governo Belga ha ritenuto opportuno inserirla nella lista delle “sette”?
    3- Perchè viene predicata la pace nel mondo se poi viene appoggiato il riarmo del Giappone?
    4- La continua ricerca della felicità, a mio parere, non può passare dall’introspezione, dall’involuzione dell’essere. Per me, almeno, la felicità passa dalla crescita, anche dall’accettazione delle sofferenze, dalla maturazione dell’individuo finalizzato ad un benessere più o meno collettivo ed evidente (l’aldilà cattolico, il nirvana buddista, lo stato socialista etc etc). Ma forse non trovo neanche così necessaria la felicità in quanto tale; la compassione crea infelicità, no?! ed è quella che ha mosso i grandi mistici. Cristo è morto soffrendo, non ha mai pregato per la sua felicità, e credo non l’abbiano mai fatto nanche Gandhi o San Francesco…
    5- Il fatto che recitiate per un fine e, una volta fallita tale ricerca, vi diate l’alibi (e l’autoaccusa) di non aver recitato abbastanza….beh mi sottolinea un meccanismo piuttosto farraginoso, un paradosso in termini da cui non se ne esce, neanche dialetticamente.

  12. Andrea says:

    Ciao a tutti, sono un membro della sgi da circa 25 anni. Anch’io ho avuto varie responsabilità, ho partecipato a corsi etc. La mia domanda è : ma sono davvero l’unico a non capire, a non accetare la “relazione maestro-discepolo”…ma vi siete accorti che ultimamente è l’unico ed incomprensibile argomento? avete fatto caso che ogni principio, ogni gosho, ogni argomento, tutto è in funzione ed in relazione a “maestro-discepolo?….svegliamoci!!!!!

  13. zorro says:

    bisogna fare riferimento al sutra del loto non alle persone.:-):-).questo è il mio pensiero costante come posso far si che tutti gli esseri viventi accedano alla via suprema e acquisiscano rapidamente il corpo del budda?

  14. zorro says:

    sarebbe meglio togliere la foto del goonzon è offensiva nei confronti della legge, del sutra del loto ,della vostra vita e anche della mia, grazie!

  15. venus says:

    Qualche anno fa mi sono messa alla ricerca della mia parte spirituale, un viaggio alla Ulisse in cerca della mia Itaca…. Ho attraversato varie correnti religiore di stampo filo-orientale o orientale: meditazioni, seminari, mantra… un bel calderone in cui ficcarci un pò di tutto! Ebbene non ho trovato alcuna risposta, non è aumentato il mio grado di serenità e non ho trovato alcuna grandi soddisfazioni o miglioramenti nella mia vita in compesno ho compreso molte cose del genere umano! Adesso studio per diventare Tecnico della riabilitazione psichiatrica e quello che cercavo lo trovo ogni giorno negli occhi di coloro che un giorno potrò aiutare con la mia professione… oppure negli occhi di chi credendo di essere aiutato è stato plagiato e sfruttato dal potere di altri uomini. La scelta della fede cui aderire è libera ed indipendente, lancio un unico appello: il confine tra la nostra libertà di pensiero e la nostra mente manipolata è molto più sottile e labile di quanto non si possa pensare, certe strade portano, putroppo, ad un non ritorno.
    Per chi interessato consiglio la lettura di “I NEURONI SPECCHIO” di Marco Iacoboni ed. Bollati Boringheri.
    (Anche la scienza può essere una fede)

  16. Matteo says:

    Ho letto attentamente tutti questi commenti e alla luce della mia, seppur minima, esperienza come praticante della soka gakkai, deluso e poi migrato verso la meditazione zazen e discipline psicofisiche come il Tai Chi Chuan, dopo essermi attentamente informato su diversi siti, sia che critichino aspramente il buddismo della Soka Gakkai sia che lo elogino, ho tratto le seguenti conclusioni:
    - Non esiste nessun desiderio irrealizato da realizzare che non sia ostacolato da una condizione mentale di presunta inferiorità, quindi di incapacità di conseguire un obbiettivo, o di megalomania: è inutile desiderare di essere un miliardario quando non è chiaramente nelle nostre possibilità come è sbagliato credersi una persona senza valore quando si è dotati di innumerevoli qualità.
    - tutto ciò di cui abbiamo bisogno è retta visione di noi stessi e consapevolezza delle nostre risorse
    - la meditazione, soprattutto se supportata da un lavoro sul fisico come la respirazione Zazen o i movimenti del Tai chi chuan, produce calma e retta visione, strumenti più che utili per affrontare le diffiicoltà della vita
    - il daimoku è una forma di meditazione che però trascura l’aspetto corporeo quindi può avere un effetto sì positivo ma ridotto
    -il daimoku con il suo alone di ritualità e aspetti filosofici crea un’atteggiamento di forte fiducia nella pratica e spinge a un attività costante, tutti atteggiamenti sicuramente positivi ,potenzialmente negativi se non corredati da una cognizione di causa della “meditazione” e dei suoi effetti.
    - la S.G.I. mi duole dirlo è palesemente invischiata in affari poco rispettabili, sono numerose le testimonianze di una gestione delle attività scorretta e di atteggiamenti riprovevoli da parte dei suoi membri.

    In conclusione la chiarezza e il vuoto mentale ci permettono di entrare in maggiore sinergia con il mondo circostante e le persone attorno a noi, questa è l’essenza della meditazione, questa a mio avviso è la porta di accesso a una vita equilibrata e felice.
    In questo modo si manifestano nella nostra vita condizioni favorevoli ma si tratta esclusivamente di una trasformazione interiore, non vi è nulla da ottenere, qualsiasi aspettativa nella meditazione corrompe la purezza del cammino di crescita.
    La forte fede nell’efficacia nel daimoku può stimolare un temporaneo atteggiamento di non aspettativa e fiducia, una forma di purezza, la ripetizione del mantra può avere lo stesso effetto del conteggio dei respiri nello Zazen: svuotare la mente, tendere al Wei-wu-wei propugnato dal Taoismo: abbandonare il controllo delle situazioni e lasciarle fluire naturalmente. Il tutto può condure a progressi nello sviluppare della retta visione di se stessi e degli altri..
    ..purtroppo il daimoku, per come viene concepito, perlomeno per l’esperienza che ho avuto io, eccessivamente collegato al conseguimento di benefici materiali, ampiamente scollegato da una pratica corporea che sciolga tensioni e blocchi energetici, molti praticanti della Soka Gakkai fumano e come è noto il fumo provoca ipertensione e disturbi fisici; meditazione significa non scindere corpo e mente poichè come ambiente e persona non sono scissi, e su questo chi pratica il buddismo della soka gakkai concorderà, tensioni corporee e problemi psicologici sn due aspetti sincronizzati dello stesso fenomeno.

    Al di là della scarsa affidabilità della SGI in quanto ente religioso, viste le numerose testimonianze, la mia osservazione è che il daimokù non è ne buono ne cattivo ma semplicemente incompleto…il processo di crescità per migliorare le condizioni della propria vita deve partire da un osservazione totale di se stessi: la pratica del mantra, della fede, dello studio, deve essere unità all’impiego di posture bioenergeticamente corrette, ad un’attività fisica costante e a un certo senso critico che non sconfini mai però nell’attacco gratuito.
    Consiglio a tutti la lettura del libro di Bruce Lee “Il tao del Dragone” estremamente illluminante su diversi aspetti della condizione di vuoto mentale.

    Alla ricerca del Tao!
    Matteo

  17. Matteo says:

    Consiglio inoltre la lettura di questo brano:
    http://www.kiryoku.it/Documents/Scritti/La%20paura3.pdf

    chiarisce l’essenza della pratica del coraggio in un ottica Zen, ammesso che si possa parlare di ottica nello Zen..:-)

  18. Giuseppe says:

    Caro Matteo hai fatto una riflessione abbastanza superficiale e dettata da dicerie cattive e non approfondita da documentazioni sulla Soka Gakkai. Io uso il daimoku anche come forma di meditazione dato che è un MANTRA! sai cos’è un mantra? vabbè , hai voluto fare un pò di pubblicità alla filosofia zen che comunque è bellissima e mi piace molto…. ma io dico se non sapete nulla della Soka Gakkai perch vi accanite tanto dato che comunque la filosofia umana su cui si basa è comune a tutte le filosofie pacifiste del mondo? avete forse invidia? cercate la vostra strada altrove e lasciate in pace le persone come me a cui piace una filosofia. Siamo sempre alle solite: una cosa non piace ma non rimane giudizio personale, non si riesce a rimanere soggettivi, bisogna sempre dire cavolate per convincere altri di cose su cui non si è neanche convinti che siano vere. Questo è l’atteggiamento infantile delle persone povere di spirito e di umanità. Aprite le vostre menti perchè alla fine noi siamo tutto e non una sola cosa. L’importante è l’obbiettivo comune che si ha fra noi non le diversità dei percorsi, cavolo! Se una cosa non vi piace fatene un’altra e basta! non si può essere d’accordo con tutto e tutti! però l’importante è portare valore nella nostra vita senza guardare quella degli altri, dato che il giudizio oramai è comune fra la gente.

  19. Matteo says:

    Caro Giuseppe
    Mi spiace tu viva come un attacco personale questa mia riflessione, non c’è nessuna desiderio di denigrare o mettere in cattiva luce la tua personale pratica, ho fatto solo delle osservazioni in base alla mia personale esperienza sulla differenza che sussiste tra meditazione seduta (detta zazen) e Daimoku.
    Penso che tu abbia la totale libertà e il diritto di continuare la tua pratica se ti dà esiti positivi, la mia opinione è che è necessario un ulteriore approfondimento delle tecniche meditative per migliorare la qualità della propria vita, il mantra in sè è uno strumento efficace ma perde la sua validità se ridotto a semplice feticcio-formula magica, deve essere accompagnato da una maggiore consapevolezza dell’atto meditativo.
    L’entusiasmo e la fede nell’atto della meditazione, una relazione gioiosa che senz’altro tu hai instaurato con la tua pratica, non deve mai venire meno, altrimenti non ci sarebbe crescita e non si maturerebbe chiarezza mentale.
    Quest’entusiamo, a mio avviso, non deve distogliere l’attenzione da eventuali difetti o punti poco chiari della propria pratica.
    Cari Saluti Matteo.

  20. Matteo says:

    Mi viene in mente una cosa..
    Ognuno di noi ha il bisogno e la necessità di affermare la validità imprescindibile del proprio punto di vista forse è questo il germe che si è insidiato nella nostra discussione.
    Direi che questo attaccamento alle nostre posizioni nuoce gravemente ad uno scambio di informazioni corretto ed equilibrato.
    Personalmente mi scuso per avere affrontato il discorso muovendomi da una posizione di critica, questa è una pregiudiziale che mi mette in cattiva luce, quasi volessi parlare ex cattedra, desidero soltanto portare un tassello in più a questo puzzle che parla di meditazione e buddismo non voglio sminuire la bellezza di qualsivoglia pratica.
    Desidero solo precisare che ciò che spesso ci avvicina ad una pratica religiosa, spirituale o psichica e la indiscutibile fiducia,da cui il conseguente entusiasmo, nella sua efficacia e validità filosofica.
    Il fatto di metterla in discussione probabilmente ci allontana dal giusto approccio, da quella forma di semplicità e pensiero positivo che ci permette di utilizzare lo strumento meditazione corettamente.
    Lo spirito critico e razionalizzante distoglie dall’approccio giusto ma credo talvolta sia renda necessario per chiarire alcuni punti dottrinali ed atteggiamenti nella pratica,altrimenti si rischia di sconfinare nel cieco fanatismo.

  21. Matteo says:

    scusate l’ortografia quà e là..

  22. Giuseppe says:

    Grazie infinite Matteo, è questo l’argomento su cui mi batto ogni giorno. Sono molto irruento a volte (meglio passionevole) nel dire le cose e mi devo scusare, ma sono del tuo stesso avviso e spero che tutti capiscano. Comunque ogni cosa che si fa nella vita si può vivere in diversi aspetti. L’importante è trovare l’equilibrio fra tutti questi ed essere felici e rendere felici gli altri costruendo sempre e dovunque valore.

  23. Giuseppe says:

    e comunque continuo a pensare che i messaggi, i post, i commenti, ecc… tutto ciò che non comporta il dialogo diretto tra persone, viene sempre interpretato male dato che il tono ce lo mettiamo noi con il nostro stato vitale. Questo porta inevitabilmente a equivoci e al non capirsi… battiamoci per il dialogo fermo e deciso, guardandosi dritti negli occhi e aprendo il proprio cuore.

  24. AnA says:

    m’associo a ZORRO sul fatto di levare la foto del gohonzon per tutti i motivi da lui esposti !
    in piu non mi entra in testa perchè se non ti trovi bene nella S.G smetti da praticare… mi riferisco al post di CATIA .
    EvidenteMENTE per 10anni ha seguito le persone e non la legge.
    in quanto al post de MELANIA la informo che Ikeda è stato PROSCIOLTO dell’accusa di violencia carnale dal momento che la giustizia provo che era una vendetta visto che la “signora” in question doveva un sacco di soldi chiesti in prestito all’org e mai restituiti.
    detto cio… sto blog mi piace =) e spero di cuore che non diventi un’oscenita come quell’altro post “no alla soka gakkai” , che sia un blog dove ci sia il rispetto e il dialogo .

  25. oscurita' says:

    Oggi e’ l’ennesima volta che rileggo tutto il thread.
    Ogni volta che un nuovo messaggio e’ stato qui scritto, ho riletto tutti i commenti da capo. Dal primo all’ultimo. Incuriosito e indagatore, passivo e ascoltatore, di volta in volta ho cercato di non prendere le parti e di non farmi un’idea personale. Ancora, a volte ho provato a fare l’avvocato del diavolo dell’una e dell’altra parte, alternativamente.

    Ho sempre pensato mi sfuggisse qualcosa che in realta’, a livello inconscio, ero, tutt’ora sono, in grado di comprendere.

    A scuola i docenti, la letteratura, i film, spesso vi parlano di macro-cosmo e micro-cosmo, matematica del caos, la legge del tutto. Concetti che, piu’ o meno banalmente, tutti hanno affrontato almeno una volta. Ora date un’occhiata, NUOVAMENTE, a tutta la discussione cosi’ com’e’ andata delineandosi.

    Ogni lato positivo della SG e’ espresso in questi messaggi.
    Ogni lato negativo della SG e’ espresso in questi messaggi.

    Non cercate di immedesimarvi nell’una o nell’altra parte. Piuttosto, cercate nei contenuti dei messaggi i lati positivi, descritti dai partecipanti, e quelli negativi elencati da chi ne e’ uscito. Troverete tutto, per filo e per segno:

    - le aspettative positive e gli stimoli di crescita del singolo partecipante
    - l’amore, la felicita’, la serenita’ e la consapevolezza
    - il placido individualismo, l’ignoranza del campo da gioco in cui si corre, la cecita’ di chi e’ gia’ impegnato
    - il settarismo, l’impossibilita’, nelle discussioni, di uscire dall’empasse intellettuale esistente tra chi ancora pratica e chi e’ fuggito (fatto che di solito conferma dialetticamente la PROBABILITA’ che esista un atteggiamento intellettuale settario)
    - la fiducia e la successiva disillusione, la cecita’ e la rinascita

    E’ tutto in questo thread. Non serve altro. Trovo quasi divertente supporre che eventuali risposte a questo mio, si tradurranno in ulteriore micro-cosmo capace di gettare luce sul macro-cosmo.

    Buona vita a tutti.

  26. AnA says:

    … phuà OSCURITà non c’ho capito n’aZZ =>
    Ma leGGere macrocosmo e microcosmo mi è venuto in mente Clive Barker e il suo “Apocalisse” .. mai leTTo ? ..

    ps : lo so che non c’entra nulla col blog òh ;) non vi scaldate……

  27. Roberto says:

    Per il post 75: in linea di massima hai ragione e poi il tutto si scontra con la vita familiare. Vi racconto la mia esperienza:
    Vorrei esporre la mia esperienza indiretta con la soka gakkai, nel
    senso che non praticavo ma praticava mia moglie e, di fatto, la SG
    mi ha rovinato la famiglia. Cerco di essere sintetico.
    IL fatto risale a circa 10 anni fa e lo racconto per far in modo che
    le persone che leggeranno questa storia ne facciano buon uso.
    Abito vicino Civitanova Marche in provincia di macerata e circa 10 anni fa ero sposato ed avevamo una bambina di 9 anni.
    E’ stato un periodo in cui mia moglie aveva perso il lavoro
    e sappiamo tutti quanto il lavoro sia importante per ogni persona. Lei ha trascorso un periodo un po’ particolare. E’ successo che la sera la vedevo uscire circa 2 volte a settimana e poi ho scoperto che andava a recitare.
    Dopo un po’ ha cominciato a recitare in Cinese a casa davanti ad una specie di altarino con a fianco la foto di Ikeda (terribile questa cosa ).
    Personalmente la recitazione mi dava una sensazione strana e di rifiuto e gli ho chiesto di recitare in sala a porta chiusa in quanto a me dava fastidio e forse anche a nostra figlia.
    Poi gli ho detto che io non avevo nessuna intenzione di recitare insieme a lei e gli ho chiesto gentilmente almeno di non recitare davanti a nostra figlia. La bambina, purtroppo incuriosita da questa pratica che forse a lei sembrava una specie di gioco ha comicniato a recitare insieme alla mamma.
    E’ successo che dopo un mese la bambina recitava anche nel sonno creandogli disturbi che non la faceva dormire bene e la decocentrava anche a scuola.
    Ho chiesto a mia moglie se possibilmente potesse recitare a bassa voce e senza nostra figlia. Lei mi ha risposto, con un tono come se fosse gia’ premunita,che gli era stato detto da una sua esponsabile di recitare almeno 2 o 3 volte al giorno per 30 minuti perchè avrebbe ritrovato lavoro ed avrebbe portato armonia e felicità all’interno della famiglia.
    Non aveva capito che è stata la recitazione la rovina della nostra famiglia!!!!!!
    Sono rimasto all’interno della famiglia con l’unico obiettivo di stare vicino a mia figlia che, dopo l’inizio della recitazione della mamma, non dorimva bene come detto sopra e continuava ad andare male a scuola.
    Vista la costante recitazione di lei ad alta voce tutte le sere ho pensato di separarmi e contemporaneamente di chiedere l’affidamento di mia figlia motivata dal fatto che stare con la madre che recitava circa 1 ora e mezzo al giorno le faceva male.
    Ebbene ho fatto questa richiesta, è venuta l’assistente sociale che ha verbalizzato la situazione a casa visto che mia moglie ha confermato il tutto. Sono riuscito ad avere l’affidamento congiunto (cosa quasi impossibile 9 anni fa’) in modo che mia figlia potesse stare con me ad alternanza di 1 settimana. Fui felicissimo perche’ in quelle settimane che stava con me la bambina riprendeva la serenità e lo si vedeva dallo sguardo degli occhi!!!
    Ora è maggiorenne e per fortuna non ha seguito la pratica della madre rimasta purtroppo sola esclusivamente con amiche soka gakkai pronte esclusivamente a recitare e basta. HO scritto la mia esperienza per esplicitare questo: se in una famiglia un membro diventa della soka gakkai è la rovina della famiglia a meno che non si pratica tutte e due insieme. Questa è stata la mia realtà come lo e’ stata anche per altre persone della mia zona tipo a Porto Potenza PIcena: famiglie distrutte perche’ un membro e’ diventato della soka gakkai.
    Scusate della brutta scrittura ma spero che il senso dell’esperienza sia stata compresa.

  28. Matteo says:

    Rispondo ad “Oscurità”:

    Trovo la tua una riflessione molto interessante e sono anch’io profondamente convinto che nel contrasto tra opinioni esista una polarità, una dicotomia illusoria. Ogni opinione diversa è tale se messa in relazione con un altra, l’interconessione fra le idee di ogni individuo è un fenomeno reale, non esiste un idea migliore ma semplicemente tanti punti di vista. Il problema, nella grande rete delle idee, delle dottrine e delle pratiche, che ognuno di noi propugna, bisogna discernere cosa conduce a una vera crescita spirituale e ad un modo giusto ed armonioso di relazionarsi. Più concretamente in questi post anch’io ho notato una tendenza a contrastarsi reciprocamente, a difendere strenuamente le proprie idee in maniera fine a se stessa e provo disagio per questa modalità. Rimango delle idee che come ci sono farmaci più efficaci ed altri meno, medicinali che su alcune persone possono avere delle controindicazioni pesanti e su altri no, lo stesso vale per le tecniche meditative. Non voglio dissuadere nessuno dalla pratica del daimoku o dire che è una pratica meno valida, questa è una questione molto soggettiva però (rimanendo sul paragone coi farmaci) bisogna comprendere qual’è il principi attivio che reca guarigione e quali sono gli eccipienti, che per alcuni soggetti possono essere tossici o dannosi. L’essenza comune a tutte le pratiche meditative è ll raggiungimento del vuoto mentale che permette un interazione armoniosa con il mondo circostante, dal mio punto di vista, questo processo può essere attivato dalla ripetizione costante di un mantra come dalla meditazione silenziosa, con l’attenzione focalizzata sul respiro. Dire che il daimoku ci aiuta a realizzare i nostri desideri secondo me è come sottolineare un effetto scondario del farmaco, bisgona fare chiarezza: il farmaco meditazione attiva innanzitutto l’autoaccetazione, la fiducia, la calma e la nostra parte più illuminata. Bisogna spostare l’asse della coscienza verso la consapevolezza e il silenzio interiore, la presenza mentale e meno verso i benefici che si traggono da questo stato mentale (buoni rapporti interpersonali, benefici materiale ecc. ecc.) perchè credo profondamente che per mettere in moto un ambiente favorevole nei nostri confronti sia necessario saper rinunciare anche un pò a se stessi e saper rivedere le proprie ambizioni.

  29. Matteo says:

    scusate scrivo sempre veloce e mi mangio un pò di congiunzioni e un pò di punteggiatura…

  30. Roberto says:

    Vorrei esporre la mia esperienza indiretta con la soka gakkai, nel
    senso che non praticavo ma praticava mia moglie e, di fatto, la SG
    mi ha rovinato la famiglia.
    Cerco di essere sintetico.
    IL fatto risale a circa 10 anni fa e lo racconto per far in modo che
    le persone che leggeranno questa storia ne facciano buon uso.
    Abito vicino Civitanova Marche in provincia di macerata e circa 10 anni
    fa ero sposato ed avevamo una bambina di 9 anni.
    E’ stato un periodo in cui mia moglie aveva perso il lavoro
    e sappiamo tutti quanto il lavoro sia importante per ogni persona. Lei
    ha trascorso un periodo un po’ particolare. E’ successo che la sera la vedevo uscire
    circa 2 volte a settimana e poi ho scoperto che andava a recitare.
    Dopo un po’ ha cominciato a recitare in Cinese a casa davanti ad una specie di
    altarino con a fianco la foto di Ikeda (terribile questa cosa ).
    Personalmente la recitazione mi dava una
    sensazione strana e di rifiuto e gli ho chiesto di recitare in sala a
    porta chiusa in quanto a me dava fastidio e forse anche a nostra figlia.
    Poi gli ho detto che io non avevo nessuna intenzione di recitare insieme a lei
    e gli ho chiesto gentilmente almeno di non recitare davanti a nostra figlia.
    La bambina, purtroppo incuriosita da questa pratica che forse a lei sembrava una specie
    di gioco ha comicniato a recitare insieme alla mamma.
    E’ successo che dopo un mese la bambina recitava anche nel sonno creandogli disturbi
    che non la faceva dormire bene e la decocentrava anche a scuola.
    Ho chiesto a mia moglie se possibilmente potesse recitare a bassa voce e senza nostra figlia.
    Lei mi ha risposto, con un tono
    come se fosse gia’ premunita,che gli era stato detto da una sua responsabile di
    recitare almeno 2 o 3 volte al giorno per 30 minuti perchè avrebbe ritrovato
    lavoro ed avrebbe portato armonia e felicità all’interno della famiglia.
    Non aveva capito che è stata la recitazione la rovina della nostra famiglia!!!!!!
    Sono rimasto all’interno della famiglia con l’unico obiettivo di stare vicino a mia
    figlia che, dopo l’inizio della recitazione della mamma, non dorimva bene come detto
    sopra e continuava ad andare male a scuola.
    Vista la costante recitazione di lei ad alta voce tutte le sere ho pensato di separarmi
    e contemporaneamente di chiedere l’affidamento di mia figlia motivata dal fatto
    che stare con la madre che recitava circa 1 ora e mezzo al giorno le faceva male.
    Ebbene ho fatto questa richiesta, è venuta l’assistente sociale che ha verbalizzato
    la situazione a casa visto che mia moglie ha confermato il tutto. Sono riuscito
    ad avere l’affidamento congiunto (cosa quasi impossibile 9 anni fa’) in modo
    che mia figlia potesse stare con me ad alternanza di 1 settimana. Fui felicissimo perche’ in quelle settimane
    che stava con me la bambina riprendeva la serenità e lo si vedeva dallo sguardo
    degli occhi!!!
    Ora è maggiorenne e per fortuna non ha seguito la pratica della madre rimasta purtroppo sola
    esclusivamente con amiche soka gakkai pronte esclusivamente a recitare e basta.
    HO scritto la mia esperienza per esplicitare questo: se in una famiglia un membro diventa
    della soka gakkai è la rovina della famiglia a meno che non si pratica tutte
    e due insieme. Questa è stata la mia realtà come lo e’ stata anche per altre persone della mia zona
    tipo a Porto Potenza PIcena: famiglie distrutte perche’ un membro e’ diventato della soka gakkai.
    Scusate della brutta scrittura ma spero che il senso dell’esperienza sia stata
    compresa.

  31. ariannasquillante says:

    vi leggo ora per la prima voltà vi rispetto tutti ma sono stufa di sentire parlar male della soka il problema non è L’organizazzione ma sono le persone e Firenze purtroppo è piena di bigotti e falsi benestanti che fanno finta che tutto va bene

  32. ariannasquillante says:

    scusate cercate di non offendervi: ma vi racconto solo la mia esperienza. 16 anni fà io non avevo nulla 3 figli da accudire senza neanche un tetto casualmente ho incojntrato il buddismo, ed ho ricominciato a vivere a vedere la vita da una prospettiva diversa anche io potevo essere felice. ciò creduto e mi sono affidata completamente alla pratica ,contro le ingiustizie della vita e che comunque ci sono nell’organizazzione non vi dico che non esistono i problemi perchè sarebbe un grossa menzogna ma é lottando proprio contro queste ingiustizie che io sono riuscita ad avere oggi una vita felice ed una famiglia forte continuando a lottare davanti al ghonzhon per una società migliore il punto è che il budismo non serve per cambiare gli altri ma serve per rendere la mia vita felice io fo la mia rivoluzione umana se alcuni della mia organizzazione non lo fà è un problema suo non mio ci vorrà tempo ma io ho fede il mio ambiente di sicuro cambierà se io cambio io divento felice io
    realizzo tutti i miei sogni: e vi posso garantire che la maggior parte delle persone che ho incontrato in questi 16anni compreso qualche responsabile non avrebbero scomesso una virgola sull’mio
    cambiamento anzi se volete mi anno tanto ostacolato, comunque non mi sono mai preoccupata del loro pensiero ho solo continuato a praticare davanti al ghonzhon con forza a leggere le guide di del Presidente Ikeda e mettendole in atto con la mia vita seguendo il ghosho è stata dura ma ho vinto oggi sono una persona completamente appagata ho ricostruito tutta la mia famiglia io cambio io fo la mia rivoluzione umana io cambio il mio modo di vedere la vita da un’altro punto di vista e non come fa la maggior parte degli ‘italiani che cercano le strategie per aggirare le difficoltà(l’arte dell’arrangiarsi e questo vale anche per i falsi buddisti)quelli che con i loro atteggiamenti sporcano la soka .La sottoscritta però senza la Soka non sarebbe sopravvissuta a le sue sofferenze e vi garantisco che non erano poche

    parmi

  33. Aurora says:

    Caro Libero
    ho fatto parte della Soka Gakkai per sette anni.Quando ho iniziato a praticare il buddismo di Nichiren ero a pezzi fiscamente e soprattutto psicologicamente. Mi sono aggrappata disperatamente al Gohonzon, e tante volte ho chiesto il miracolo tanto sperato: ritrovare mio figlio.
    Mentre pregavo piangevo e continuavo e così via per sei anni. Nel frattempo sono entrata in analisi. Molte sofferenze ora sono accettate e placate, la mia vita mi piace e soprattutto mi piace la mia apertura alla vita, agli altri ed a me. Sono enormemente grata alla Soka ed a chi me ne ha parlato e non rinnego nulla :in quei giorni avevo bisogno esattamente di quel buddismo, e nulla mi importava dei commenti e delle critiche, anzi! mi scagliavo con tutte le mie forze contro chi osava anche solo parlare male di quell’unica cosa che avevo di “certo” nella mia vita. Adesso sto molto bene e allora mi sono presa il lusso di ascoltare quelle critiche. Ho letto la Rivoluzione umana e mi ha colpito l’autoesaltazione che ikeda fa di se stesso, la sua continua severità contro tutti, un uso del linguaggio violento. Ho letto anche la spiegazione che ikeda fa nell’ultimo numero di Buddismo e Società del Gosho Lettera da Sado : conclude citando i trepotenti nemici il Demone del Sesto cielo e dichiara che o si è buoni discepoli nella via corretta di maestro-discepolo o si è preda dei demoni. Quindi o si è della Soka o si è preda dei demoni e si soffrirà nell’inferno di incessante sofferenza.
    Questo mi ha fatto riflettere e decidere di lasciare questa che mi appare come setta più che professione religiosa. Sono tranquilla ora e auguro a chi rimane di fare un proprio percorso di fede e di vita restando sempre connessi ai propri bisogni e avendo sempre a cuore la serenità e la libertà dell’individuo. Grazie a tutti

  34. libere says:

    Buonasera a tutti voi 76 commenti, siamo due donne SOKA e abbiamo letto con interesse i vostri commenti. Ebbene anche con gli occhi che bruciano dopo una giornata lunga di lavoro e lunghi minuti di lettura dei vostri post abbiamo da dire la nostra:
    - io 1° libera ho iniziato la pratica la prima volta in provincia di Siena nel 2001 ho smesso dopo poco, la seconda volta ho riiniziato nel 2005 e ho smesso dopo 2 anni. Da li ha pochi mesi ho ricominciato e determinata ho preso il gohonzon. Sono diventata responsabile di gruppo da li a poco e in virtu di ciò cha ha raccontato libero per le medesime motivazioni ho smesso dopo 2 anni. Nel 2008 ho deciso di lasciare sia l’Italia che il gohonzon stabilendo una data per la consegna a Firenze e la mia cancellazione dalla Soka Gakkai. Qualche settimana prima della partenza ho deciso invece che avrei comunque tenuto con me la pergamena, era la mia vita e non potevo lasciarla così. Beh dove vivo ora all’estero ho trovato nuovamente un gruppo e caso strano una mia vecchia amica ex cristiana convinta, pensate un pò, mi ha invitata al Kaikan della città dove viviamo entrambe. Ora sono decisamente convinta a non chiudere più la porta al Buddismo di Nichiren. Non sono una donna felice, ne sono una donna al momento realizzata ma sono sicura che tutto ciò è stato dovuto solo alla mia incapacità di credere profondamente nelle mie REALI E PROFONDE POTENZIALITA. Una piccola postilla per tutti quelli che non solo hanno rinnegato la propria vita, e non la Soka o Ikeda o ancora Nichiren o meglio il Buddismo, ma che hanno rinnegato ciò che hanno fatto di BUONO nel loro percorso all’interno del movimento Soka ( altrimenti non si spiega perchè alcuni di voi ci sono rimasti non mesi o giorni o settimane ma ANNI) dando il giusto valore a se stessi e agli altri, ritenete il vostro percorso di vita attuale più proficuo, pieno, pacifico, sereno, libero, saggio ecc. ecc. ecc.. di prima? Bene, sono felice per voi ma perdonatemi io sono GRATA DI AVER RITROVATO NAM MYOHO RENGE KYO. E a tutti voi invio i miei più sinceri e profondi DAIMOKU. Non dimenticate mai ITAI DOSHIN.. «In generale, che i discepoli di Nichiren, preti e laici, recitino Nam-myoho-renge-kyo con lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”, senza alcuna distinzione fra di loro, uniti come i pesci e l’acqua, questo si chiama eredità della Legge fondamentale della vita. In ciò consiste il vero scopo della propagazione di Nichiren. Se è così, anche il grande desiderio di kosen-rufu potrà realizzarsi. Ma se qualcuno dei discepoli di Nichiren distrugge l’unità di “diversi corpi, stessa mente” sarà come chi distrugge il proprio castello dall’interno».
    VI AUGURO COSE MERAVIGLIOSE..
    2° libera:
    - Ciao a tutti come già detto dalla mia amica, ero profondamente Cristiana e sono consapevole che quel cammino mi ha portato del bene e mi ha fatto crescere. Il motivo per cui ho lasciato il mondo della fede “Cristiana” sono state proprio le incoerenze incontrate attorno a me e mai seriamente risolte dalle persone che erano preposte all’insegnamento dottrinale. Quello che mi ha portato invece ad accogliere NAM MYOHO RENGE KYO e il Buddismo di Nichiren è che per la prima volta sono consapevole che la mia vita è nelle mie mani e non in balia di qualcos’altro o qualcun’altro che prima o poi possa non più rispondermi o abbandonarmi proprio nel momento del bisogno. La sua bellezza sta anche nella sua universalità della pace, della felicità per tutti. Tengo a precisare che detesto i plagi e ogni forma di abuso e sottomissione ad altri umani per cui analizzo e pondero le scelte che intraprendo. Le mie convinzioni le lascio solo quando mi si presenta una realtà migliore. L’ho trovata in NAM MYOHO RENGE KYO. Vorrei rispondere a coloro che deridono il fatto che il confidare nel GOHONZON per soddisfare i propri bisogni biopsicosocioculturali (vedi il mangiare, il lavorare, le relazioni, la salute ecc..), che è assolutamente normale che una Buddista mangi del proprio lavoro e quindi non sia più disoccupata (quindi non a carico della società) o preferite che vada a rubare o a mendicare? Quindi lodo il mio GOHONZON che mi da forza e coraggio e saggezza per trovare il lavoro più adatto a me e così il fidanzato ecc più adatti a me. Dove sta l’anomalia in tutto questo?
    E se una via piuttosto che un’altra ha la forza intrinseca di rendere felice qualcuno dovremmo gioirne e non criticare perchè è meglio che più persone raggingono la felicità mediante diverse fedi piuttosto che un mondo di infelici perchè ogni via viene criticata.
    Perchè invece non impariamo tutti la saggezza del Bodhisattva Mai Sprezzante che in ciascuna persona buona o cattiva amica o nemica ne riconosceva la BUDDITA’. Vi penserò nei miei Daimoku e spero tanto che questi veleni si trasformino nella medicina per Kosen-rufu..Buonanotte..

  35. Alessio says:

    La Via giusta è quella che ci costruiamo attraverso il pensiero,il non-pensiero,la conoscenza e la non-conoscenza.
    Ottimo metodo per ottenere il sole dentro la nostra mente è un bel viaggio in Giappone.
    Molte scuole sono sconosciute in Occidente,perchè prendiamo decisioni senza sapere o intraprendere un cammino ?

    ma alla fine voglio ricordare le parole di Fukuyama Taiho Zenji(Abate della scuola Zen Soto) :
    Dobbiamo davvero capire che il nostro corpo è illuminato dagli insegnamenti del Buddha e circondato dal calore della felicità dei nostri antenati. Per questo vorrei chiedervi di rivolgere le parole gentili dei solidali insegnamenti del Buddha a coloro che soffrono per la solitudine e a coloro che gemono nell’inquietudine
    “Le parole piene di affetto e amore hanno il potere di muovere il cielo.”

    Namu Shakyamuni Buddha

  36. AnA says:

    ROBERTO.. Mi sembra di capire che sei partito col presuposti quando tua moglie comincio a praticare.. mi sembra … pensa che mio marito non solo non pratica sennò che l’è pure ateo, pero con tanto amore m’ha fatto il butsudan! cio che mi sembra strano del tuo racconto è :
    il gohonzon di tua moglie non è uscito d’un giorno all’altro , ci sarà stata “l’apertura” da qualche parte? .. cmq è molto triste la vicinda.
    per l’apertura del mio gohonzon c’era oltre mia figlia mio marito , molto ma molto emozionato per me =) o forse perchè tutti lodavano il suo butsudan ?? =))
    un saluto a tutti….

  37. AnA says:

    AURORA”…conclude citando i trepotenti nemici il Demone del Sesto cielo e dichiara che o si è buoni discepoli nella via corretta di maestro-discepolo o si è preda dei demoni. Quindi o si è della Soka o si è preda dei demoni e si soffrirà nell’inferno di incessante sofferenza…”
    uhm.. per ME no è come l’hai intesso te. per me è =)
    secondo me se riferisce al “sutra del loto” .. conosco tanti ma tanti che per un motivo o un altro se son alontanati dell’org ma non perciò hanno smesso di praticare.

  38. AnA says:

    LIBERE ! bellissima la vostra esperienza =) sopratutto la prima.
    ciao ciao che bella domenicaaaaaaaaaaaa… a tutti !!!!!!!!!!!!!!!!!!

  39. Alessio says:

    Non cercare la via presso gli altri
    in un luogo lontano.
    La via esiste sotto i nostri piedi.
    Adesso io vado da solo
    ma posso incontrarla dappertutto;
    egli adesso è certamente me,
    ma io non sono lui.
    Perciò in tutte le cose che incontro
    posso ottenere l’autentica libertà.

    Tôzan Ryôkai

  40. Pietro says:

    Per le libere 84 vorrei soltanto ricordargi una cosa riguardo il loro amato gohonzon, ma gradirei che venisse letto da tutti:

    per prima cosa ecco il gohonzon della soka gakkai:
    http://www.fiorediloto.org/nichikan-gohonzon198x300.gif

    ecco invece il gohonzon dipinto personalmente da Nichiren:
    http://www.fiorediloto.org/original-nichiren-gohonzon.gif

    Il 7 settembre 1993 la Soka Gakkai iniziava la distribuzione di un altro Gohonzon ai suoi membri, ovvero il cosiddetto “oggetto di culto” che ogni seguace è tenuto a tenere in casa con devozione.

    Il “modello” di Gohonzon adottato dalla Soka Gakkai corrisponde ad una versione dipinta nel 18° secolo da Nichikan. Non è stata una scelta: la Soka venne fortunosamente in possesso del cliché di questo Gohonzon dopo la rottura con la Shoshu, grazie ad un monaco compiacente (o forse affarista). A tutt’oggi, tutti i seguaci che diventano membri ricevono una stampa del Gohonzon di Nichikan.

    In realtà, il Buddha ha completamente abolito qualsiasi possibilità di avere degli OGGETTI DI CULTO, essendo essi non solo inutili ed illusori, ma PERSINO DANNOSI in quanto INDUCONO ALL’ATTACCAMENTO, che è la radice di ogni sofferenza e di ogni illusione.

    Non procedo ad elencare le varie patologie riscontrabili nel recitare il daimoku, per non parlare delle innumerevoli persone a cui è stato detto di fare gongyo a prescindere dal siggnificato delle parole.

    Se dovessi proseguire ci vorrebbero un centinaio di pagine, ma basta fare delle ricerche su internet per rendervi conto di quanti principi del buddismo vengano storpiati dagli adepti della soka gakkai, a partire dai libri venduti sul sutra del loto, tradotto a piacimento da Ikeda.

    La Soka Gakkai ha provveduto ad ALTERARE LE TRADUZIONI in lingua corrente degli scritti di Nichiren. Ad esempio, ogni qualvolta egli parla, da buon buddista, di “meriti”, le traduzioni “ufficiali” della Soka preferiscono tradurre con “benefici”, in modo da rendere più attraente e più convincente l’insegnamento proposto.

    Per “completare” l’opera di persuasione, a volte gli adepti vengono spaventati circa il “pericolo” di attirarsi addosso del “karma negativo” nel caso in cui si decida di abbandonare la sétta e le sue pratiche.

    Promesse materiali da una parte e ricatti morali dall’altra: la “ricetta” perfetta per esercitare una convincente pressione psicologica, come peraltro accade in tutte le sétte.

    Già…perché gli adepti della sogka gakkai forse non sanno di appartenere ad una sètta…

  41. Stefano says:

    ciao Pietro, sei un ignorante in materia e se hai un attimo di tempo ti spiego perchè!
    partiamo dai 2 tipi di gohonzon. Intanto se avessi studiato il significato di ciò che è scritto nei due oggetti di culto..sapresti che significano la stessa cosa, ossia sono elencate le medesime funzioni della vita..il cambiamento è solo riguardo alla scrittura personale. Quindi quello che hai detto non significa niente se tuo fine era quello di palesare incoerenza.
    Nichican era un successore di Nichiren daishonin famoso per la sua devozione agli insegnamenti del Daishonin.
    Il modo in cui spieghi che la Soka è arrivata in possesso della matrice del Gohonzon dipende dai contrasti che sono nati tra l’attuale soka gakkai e il clero. Per curiosità potresti andare a leggere le motivazioni per cui la soka gakkai si è scissa dal clero motivazioni lodevoli da parte mia.
    Riguardo a cosa diceva il budda,anche qui, palesi ignoranza.
    Infatti l’iscrizione del Gohonzon ha come fondamento basi filosofiche che si rifanno sia alla vita di Nichiren sia a sutra del Sutra del loto che è il sutra di base della soka gakkai sia ai sutra precedenti,tutti divulgati da Shakyamuni in 40 anni di predicazione. Il Gohonzon non è stato inscritto per sport..ma a seguito di eventi precisi riguardanti la vita di Nichiren e precise basi filosofiche..quali basi? dovrei stare qui ore per spiegare il tutto. Inoltre gli attaccamenti che tu chiami in causa non sono diretti verso il Gohonzon ma semmai può succedere che siano rivolti ad aspetti sia materiali sia psicologici della persona..da questo si capisce che non hai studiato approfonditamente il buddismo Soka Gakkai però ti prendi il lusso di criticarlo. Non esistono patologie che la recitazione di Nam myoho renge Kyo faccia nascere(io ne sono una prova..).
    Quando si recita quello che di negativo è presente nell’individuo viene alla luce per dare modo alla stessa persona di eliminarlo..anche qui non è possibile per me spiegare in cosi poche righe il modo con cui il daimoku agisce..ti consiglio di procurati il volume”il buddismo di Nichiren daishonin” li è spiegato tutto.
    Meriti e benefici sono, rispetto alla mia esperienza personale di fede, un sinonimo.
    Il beneficio emerge quando hai eliminato la causa negativa che esiste in te in un determinato campo della vita..per eliminare questo aspetto negativo(di sofferenza) occorre avere fede e fare emergerere le parti migliori di ognuno andando oltre le convinzioni sbagliate che possono essere radicate …questo risulta difficilissimo per le persone..da qui la parola Merito.
    Nessuna persuasione poi rispetto al karma negativo. Il karma negativo è tutto ciò che abbiamo insito in noi.Sono tutte quelle cause che ogni individuo si porta con se riguardanti ogni possibile aspetto della vita, ognuno possiede il propio Karma negativo(quello che ci fa soffrire) chi è malato , chi ha problemi di relazione, chi nel lavoro ec.ec. ec.ec.

  42. Pietro says:

    “Chi confessa la propria ignoranza la mostra una volta, chi non la confessa, la mostra infinite volte”

  43. davide says:

    Ciao ragazzi! Cavolo! Ho letto tutti i post e sono un pò triste dalle brutte cose che avete scritto sulla Soka Gakkai e su Ikeda..soprattutto perchè il 15 novembre 2009 prenderò il Gohonzon! Bhè, sinceramente sono due anni che pratico questo buddismo da principiante ed inizialmente i miei obiettivi erano di natura spirituale, come diventare più altruista, di riuscire ad ascoltare più me stesso e le altre persone, di trovare quella saggezza e quella razionalità che non avevo. Dopo due anni, senza il Gohonzon sono cambiato ed ho ottenuto quello che volevo. Ora è chiaro che nei miei obiettivi c è del materialismo come trovare un altro lavoro e guadagnare 2000 euro al mese..Sono in cassa integrazione da 7 mesi e per di più vorrei crearmi una famiglia con la donna che amo. Per quanto riguarda l ipotetica setta, io non ho mai avuto pressioni su quale Butsudan comprare(creacommercio o falegname sotto casa). Solo per i guardiani del Gohonzon, ma penso che sia normale. Non credo nel lavaggio del cervello o se Daimoku signifiaca “titolo” in giapponese come dire “coca_cola” o se “Nam mioho renghe kio” significa semplicemente “la legge mistica del sutra del loto”. Io sono diventato una persona migliore, ho creato valore su di me e sulle persone che mi circondano!Per quanto riguarda l oggetto di culto: Scusate ma recitare in chiesa davanti ad un meraviglioso profeta appeso sofferente su di una croce non è sempre un “oggetto” di culto? Chiaramente se volessimo essere dei veri Buddisti dovremmo emigrare in Tibet o su una montagna isolata e fare gli asceti! Ma come si fa con la società moderna, che se recito 5 minuti alla mattina e dieci alla sera è tanto per tutte le cose che devo fare! Mi spiace che il Dalai Lama non riconosca questo Buddismo..credo che di persone illuminate ci siano state altre dopo Shiakiamuni: Cristo, Maometto, Nichiren..sicuramente anche altre prima di Shiakiamuni e dopo di noi. Comunque io credo che siamo eterni, che l eternità sia ora mentre stò scrivendo questa esperienza alle tre di notte in questo blog, credo che l”io” supremo si sia diviso in tutto l universo in quel preciso istante in cui gli scienziati chiamano “Big Bang”, credo che quella energia iniziale sia in tutto l universo, dal granello di sabbia alla stella più lontana! Namastè a tutti quanti, belli e brutti! Buonanotte

  44. Pietro says:

    Davide, 2 cose:
    La prima cosa è che ti faccio tantissimi auguri per il gohonzon (a proposito, quando e dove lo prenderai?)

    La seconda (se leggi il mio intervento di qualche giorno fà capirai) è che io ho un’opinione diciamo contraria alla Soka Gakkai, ma è solo un’opinione che ho espresso, e non “la verità” come qualcuno ha frainteso.
    Solo una piccola precisazione: essere buddisti all’antica non vuol dire andare in tibet e fare l’asceta. Ho letto già 4 libri in merito e ti assicuro che lo puoi tranquillamente fare anche nella società di oggi.

    Concludo facendoti di nuovo gli auguri per il gohonzon.
    Sò che a Roma verranno consegnati a fine Novembre, chissà se tu ci sarai :)

    Pietro

  45. davide says:

    Ciao pietro! Io sono di Modena e la consegna verrà fatta al Kaikan di Bologna…Io sinceramente oggi sono molto confuso sia per le cose sul sito che ho visitato, sul fatto che recitare Daimoku è stato studiato apposta per dare dipendenza e poi sul fatto che la Soka Gakkai viene reputata una setta in Giappone e che c è una informativa della polizia che la Soka rientra nelle sette.Da quello che insegna Nicheren :”Di fronte alle difficoltà lo stolto indietreggia mentre il saggio prosegue”, io ora mi trovo in difficoltà su cosa sia vero o studiato a tavolino! Ho letto cose su Nicheren disdicevoli, tipo che lui era un malato di mente! Queste offese al masestro spirituale , il quale mi ha donato una ottima prospettiva sulla vita, mi rattrista! Questione di demoni o la persona che ha scritto queste cose ha delle prove concrete? Io da quando pratico sono più saggio nelle scelte, nelle parole, nei pensieri e nel modo di pormi con gli altri! Mi reputo una persona intelligente e non ho mai visto del marcio sulle cose lette di Ikeda o sui meeting del mio gruppo..Anzi ho sempre trovato delle persone saggie ed intelligenti, sicuramente molte con vari problemi : dal lavoro, di salute e di instabilità emotiva. Sicuramente prima o poi avremo tutte le risposte che il genere umano si pone, ma di una cosa sono certo, per una profonda evoluzione dello spirito umano c è bisogno di una cultura di pace, fratellanza e tolleranza! Ed il Gohonzon come tutti i precetti Buddisti: dal Karma ai Dieci mondi sono solo un “mezzo” per ottenere questo cambiamento o “rivoluziopne umana”…l alternativa è un reset totale del genere umano come una totale guerra nucleare o una catastrofe planetaria! Meglio la prima soluzione non credi?

  46. davide says:

    P.S..il sito in questione è http://www.fiorediloto.org/sokagakkai.htm
    Da quello che ho letto è tutta un offesa sia a Nicheren che ad Ikeda! In ogni caso non vorrei essere al suo posto..per il karma negativissimo che si è creato! Io sinceramente questa manipolazione nella Soka non la vedo..anzi..però ripeto oggi mi sento molto confuso!

  47. Pietro says:

    Davide, mi fà piacere leggerti.

    Allora, sempre con la premessa che io NON sono dalla parte della Soka Gakkai, anzi mi sono allontanato e di molto…

    Tu dici di essere confuso…
    Io invece credo che dietro la tua confusione ci sia una ferma certezza, fidati.

    Tu dici:
    “Io da quando pratico sono più saggio nelle scelte, nelle parole, nei pensieri e nel modo di pormi con gli altri!”

    E poi affermi:
    “Io sinceramente questa manipolazione nella Soka non la vedo”

    Queste tue constatazioni sono molto importanti, perché le stai dicendo con il tuo cuore. I dubbi sono difficoltà che ci si pongono appositamente davanti.
    Ma tu nella tua confusione li hai già superati.
    Se il tuo cuore te lo chiede, e lo vuole (e io credo proprio di sì), prendi il Gohonzon, custodiscilo…riceverlo è un’emozione grandissima, e di questo ne puoi star certo.

    Ah, dimenticavo…non preoccuparti se le voci che vanno contro alla Soka Gakkai e ad Ikeda, sono vere o meno.
    Tu chiedilo al tuo cuore, e lui ti dirà qual’è la verità.

    Grazie infinite per avermi risposto.
    Un abbraccione.
    Pietro

  48. sissi says:

    messaggio per ”Libero”:
    vorrei poter parlare con te Libero. Non sarò invadente, ho bisogno di un confronto, mi sembri molto sereno, io sto valutando l’uscita dalla sg, ma non voglio parlarne con i responsabili prima di aver capito alcuni passaggi. vorrei evitare di essere aggredita. non voglio profondermi in spiegazioni a chi non sta ascoltando. sono serena ma mi mancano delle informazioni che a questo punto tu, in quanto fosti responsabile, potresti darmi. ho creato un account di posta appositamente per poterci mettere in contatto. invito tutti gli altri a non usarlo, desidero solo essere contattata da Libero, grazie. lo terrò attivo e lo controllerò per due mesi, spero tu mi risponderai. grazie, sissi. sissi.libera@libero.it

  49. sissi says:

    vorrei ringraziare comunque aurora, simone, matteo, oscurità, le libere, andrea, e altri… per la pacatezza e incisività con cui hanno espresso opinioni interessanti. constato con rammarico la esagitazione dei praticanti più convinti spesso contraddittori, come ha evidenziato benissimo libero. forse se ci mettiamo tutti a ricercare la calma delle nostre menti è meglio… e andiamo! che non sappiamo ancora nulla della nostra mente menzognera! serena domenica a tutti, con un sorriso…sissi

  50. beppe says:

    Se l’obiettivo è quello , umano e comprensibile, di soddisfare la propria appartenenza ad un gruppo ( magari più cool di altre religioni) e di autoconvincersi che si sta lavorando sulla propria evoluzione spiritale di fatto delegata a terzi ” che sanno le cose” e perseguire in un’ottica veramete deprimente e dipendente(se si vuole o si è in grado di pensare) il raggiungimento di obiettivi assolutamente contigenti e mondani(soldi, successo “la felicità…..) allora la soka gakkai va bene, come va bene Schentology del resto. Se si ha interesse ad evolversi realmente la strada è ben più faticosa e lunga.E quindi destinata a qualcuno che ne sente il bsogno e che ne è in grado.Per gli altri il supermercato dell’adrenalina da daimoku va benissimo.