Il “kotodama” (言霊) è una forza spiritale misteriosa che sta nella “parola”.La teoria del kotodama stava alla base del revival shinto, basato sui supposti primi suoni puri della lingua giapponese originale. Infatti il concetto del kotodama originava dal sistema tantrico sphota-vada dell’antica India, che fu portato in Giappone dal patriarca buddhista Kukai nel IX secolo e chiamato Shingon i <veri suoni». La Parola Suprema (in sanscrito <sabda brahman>, in giapponese <su>) è il nucleo piu intimo dell’essere. Nella teologia cristiana questo viene espresso come: <In principio era il Verbo e il Verbo era con Dio>. Da quella Parola suprema, 50 suoni puri (in sanscrito <varna>, in giapponese <koto>) nacquero (in sanscrito < sphota >, in giapponese <musubu>) e si cristallizzarono come vibrazioni (in sanscrito <nada>, in giapponese <hibiki> di varie concentrazioni che vengono percepite come suono, colore e forma, cioé il mondo fenomenico. Questi suoni-spiriti imbevuti di energia cosmica (in sanscrito <<shakti>> e <prana>, in giapponese <ki> e <kokyu>) attivano e sostengono la creazione. Il concetto tantrico dell’universo come composto di energia-suono forma le basi del mantrayana indu e buddhista e delle teorie kotodama dello Shintou giapponese. Nella teoria kotodama si dice che l’Universo abbia avuto origine da un punto incomprensibilmente denso, rappresentato dalla iperconcentrata vibrazione su. Un’eternita di tempo addietro, nebbia, fumo e vapore emanavano da quel punto, avvolgendolo in una sfera nuvolosa. Da su, il punto primordiale kotodama, il suono dell’inspirazione cosmica energia-suono-respiro usci simultaneamente in forma di spirale. Su si estese circolarmente nei suoni u-u-yu-mu e si espanse verticalmente nei suoni a-o-u-e-i. La tensione tra questi suoni diede nascita a spirito—materia, a fuoco-acqua, a yin-yang, e successivamente si trasformo nei 75 kotodama che mantengono l’esistenza.Questa cosmologia, sorprendentemente simile alla teoria del <<big bang>> sostenuta attualmente dai fisici, venne ulteriormente dettagliata da diverse scuole shinto, come <una sorgente, quattro spiriti, tre elementi e otto poteri» (ichirei—shikon—sangen-hachiriki). <Una sorgente> è il singolo punto su, di cui si parlava prima, e gli altri elementi possono essere schematizzati in questo modo:

Attraverso l’interazione di questi suoni nacque l’universo. Ogni principio, secondo il kotodama, ha un sacro suono in seme, che ne contiene l’essenza; se si conosce il significato del suono, si puo capirne la funzione e quindi unirsi al suo spirito. Un testo tantrico la mette in questi termini: <<Soffermandosi sull’essenza della Parola, che sta dietro all’attivita del respiro, uno riposa in se stesso avendo eliminato tutte le sequenze. Dopo aver purificato la parola, e averla trattenuta nella mente, dopo aver spezzato tutti i legami ed essersi liberato, dopo essere arrivato alla luce interiore, ognuno, tagliati i propri legami, diviene unito al Supremo>>.Consideriamo ad esempio il concetto di taka-ama-hara .Mitologicamente taka-ama-hara significa <<L’Alta Pianura del Cielo>> (dove dimorano gli dei Shinto).In termini di kotodama, comunque, la frase ricrea la formazione e il funzionamento dell’universo:
<ta> uguale armonizzazione; <ka> sostenimento; <a> manifestazione; <ma> vita; <ha> attività; <rà> fecondita.
<Taka-ama-hara> è quindi un puro stato della mente senza anomalia od eccesso. Estendendo ancora il gioco di parole kotodama, il carattere <hara> (pianura), e rimpiazzato con il carattere <hara> (addome), indicando che il cielo non e in aria, ma nel centro dell’essere, <<il sangue rosso che ribolle nel proprio hara», cosi come Morihei Ueshiba fondatote dell’aikido chiamava il kotodama che richiamava la sua forza divina.Infatti in molte arti marziali tradizionali l’uso ed il controllo dell’hara ne è il fulclo sia della tradizione marziale e quella tecnica.In aikido, kyudo, etc poi in particolare l’uso di queste spirali primordiali sono alla base dei movimenti e delle tecniche che uscendo dall’hara si muovono con sincronia divina.


