Hikikomori (ひきこもり o 引き篭り, “stare in disparte, isolarsi”) è un termine giapponese che sta ad indicare un fenomeno comportamentale riguardante gli adolescenti e i giovani post-adolescenti in cui si rigetta la vita pubblica e si tende ad evitare qualsiasi coinvolgimento sociale. Si tende quindi ad isolarsi chiudendosi nelle proprie case e interrompendo ogni genere di rapporto con gli altri, fuori dalle mura domestiche. L’hikikomori diventa schiavo della propria vita sedentaria, gioca con videogiochi e guarda la televisione durante tutto il proprio tempo libero. L’unico mezzo di comunicazione che usa è internet, con cui si crea un vero e proprio mondo tutto suo, con amici conosciuti online.Il termine può essere utilizzato sia per definire il fenomeno in sé, sia i soggetti che ricadono nel gruppo di persone che fanno parte di questo fenomeno (esempio: Quel ragazzo è un hikikomori). Molti casi nascono per via di disavventure scolastiche o lavorative oppure per problemi di carattere psicologico. Secondo una stima del Ministero della sanità giapponese il 20% degli adolescenti maschi giapponesi sarebbero hikikomori. In realtà sembrerebbe che questo “stato” affligga non soltanto i ragazzi, ma anche le ragazze.[fonte wiki]

…..Alex ha messo un chiavistello alla porta della sua stanza e per oltre sei mesi ha chiuso il mondo fuori. Andrea da nove passa le sue notti su Internet perché la vita vera, dice, è lì. Anna esce dalla camera solo di notte per assaltare il frigorifero. Luca risponde esclusivamente a chi lo chiama con il «nick» perché il suo nome gli suona vuoto come la sua esistenza. Confondono il giorno con la notte, parlano con gli sconosciuti e sono sconosciuti in casa loro. Sono le esistenze rovesciate degli “hikikomori”, i giovani autoreclusi, non più solo giapponesi.Per conoscere le loro storie devi parlare con le sentinelle impotenti del loro ritiro. Genitori, fratelli, amici: «Mio figlio per oltre sei mesi mi ha parlato solo attraverso la porta e solo per urlarmi “lasciami in pace”»; «Mia sorella esce quando tutti dormono: mi ruba le sigarette dallo zaino e torna a rinchiudersi ». Ma per incontrarli non puoi che andarli a cercare nel loro regno: Internet. Ecco Chaoszilla, dà un nome agli autoreclusi come lui: «Io sono un hikikomori »; Pavély spiega cos’è, un hikikomori: «È una parola giapponese. Indica il comportamento di quei ragazzi che per anni vivono in casa, senza affrontare la vita e l’amore. Solo Internet e fumetti. Cosa importante: io sono uno di loro»; Miki s’identifica, quindi quantifica il fenomeno: «Ve lo dico: hikikomori è un traguardo, è la frontiera. In Giappone sono circa un milione. In Italia siamo mostruosamente indietro ma la necessità di isolarsi dall’orribile mondo esterno vedo che si diffonde sempre di più».Su una cosa Miki e il mondo fuori dalla sua stanza sono d’accordo: gli hikikomori, anche in Italia, sono sempre di più. Non esistono statistiche sulla «lost generation » nostrana. Solo le testimonianze di psicologi: oltre 50 i casi che abbiamo registrato. E le storie (nascoste dietro nomi di fantasia) di Alex: 16 anni e una vita in 20 mq scandita dal rombo degli aerei di Malpensa; Andrea: un anno in più di Alex e una «cella » alle porte di Brescia; Valentina: rinchiusa in un appartamento sull’Adriatico; Luca: solo di recente uscito dal suo «guscio» in Gallura. Più maschi che femmine. Quasi sempre «under 18», almeno in Italia. Molto intelligenti, creativi, ma introversi. Letteralmente giovani «in ritiro», ragazzi che senza un apparente motivo si chiudono nella loro stanza. Chi (come Oblomov di Goncarov) per incapacità di affrontare il mondo, chi (è il caso di Miki) per esprimere la sua rabbia. E ancora: chi per mesi, chi per anni. Il record nostrano: tre-quattro anni. Quello nipponico: 15 e più. Per alcuni la clausura è totale, per altri parziale: qualcuno esce dalla propria stanza per cenare con i genitori, per andare in vacanza, chi vive solo è obbligato a farlo per comprare del cibo nel supermercato più vicino.In Giappone gli hikikomori sono un fenomeno culturale e sociale: sono oltre un milione, l’1% della popolazione, il 2% degli adolescenti. Alcuni ricercatori, tra cui Michael Zielenziger (suo il saggio Non voglio più vivere alla luce del sole), hanno avanzato l’ipotesi che anche la principessa Masako Owada, ne sia affetta. La colpa della loro autoreclusione è stata data alle pressioni sociali, alla severità del sistema scolastico, alla spinta verso l’omologazione, alle madri oppressive, ai padri assenti, al bullismo. Tamaki Saito è stato il primo psicoterapeuta a studiare quello che viene definito un disturbo («non una patologia»). Ma è stato anche il primo a evidenziare alcuni punti di contatto tra i ragazzi giapponesi e i «mammoni italiani». A ricordarlo è Carla Ricci, antropologa con una vita a Tokyo e autrice del libro Hikikomori: adolescenti in volontaria reclusione.«Il fenomeno è tipicamente giapponese. Ma da lì si sta allargando in Corea, Usa, Nord Europa, Italia». La prima analogia: «Lo stretto rapporto con la madre. Proprio il suo essere iperprotettiva, spesso entrambi i genitori lo sono, può rendere il figlio narcisista e fragile. E alla prima difficoltà si ritira». Inizia col passare sempre più ore nella sua camera, col disertare le cene in famiglia, niente amici, sport, cinema. «Finché un mattino dice di non voler più andare a scuola perché ha bisogno di riposarsi». [fonte corriere.it autore Alessandra Mangiarotti]



Ho letto anch’io quell’articolo… inquietante…
Che coincidenza! Quando nell’articolo di pochi gg fa su Final Fantasy XIII, parlavo di molte persone appassionate di giappone e oriente che “snobbano” anime e giochi, pensavo anche a questo!
Tempo fa ho visto un bellissimo anime dal titolo NHK ni Youkoso (Nihon Hikikomori Kyoukai), che parla degli hikikomori.
Un grande anime, fatto con una grande intelligenza, sensibilità e ironia, oltre svelare questo problema a me ignoto.
Che dire, a volte i cartoni animati non sono solo cose scontate e da ragazzini, e dopo una tomba per le lucciole non avevo dubbi.
Posso capire come si sentono questi ragazzi, ci si affaccia al mondo pieni di speranze gioia di vivere… e poi la vita ti riserba delle bastonate incredibili, io sono vissuta nell’infanzia come questi ragazzi ma non perchè lo volessi, i miei non capivano l’importanza di fare vita sociale, o far fare sport alla loro unica figlia, io parlavo da sola, guardavo ore la tv, giocavo in camera mia, l’unica cosa bella era che vivevo in campagna, ma anni di solitudine crescendo non mi hanno aiutata, anzi per cui è meglio cercare di capire subito dove stà il problema coi figli, sono fragili, ma aiutarli non vuole dire soffocarli.
Ciao G&K
anch’io qualche giorno fa ho parlato nel mio blog degli hikikomori. Mi fa piacere che anche voi ne parliate perche è un problema molto serio che si sta diffondendo anche in Italia. Le motivazini del perchè i ragazzi si rifugino nella loro camera forse sono diverse tra Italia e Giappone ma, purtroppo, i risultati sono gli stessi.
A presto. Un abbraccio.
T&C
Come kernele, anch’io ho visto un anime con un hikikomori protagonista, “Rozen Maiden” (per quanto lì il problema sociale non venga trattato se non molto marginalmente). Beh, ripeto quello che ho scritto alla stessa news sul sito Anime Click: secondo il mio parere (e non sono né un medico né un sociologo né un antopologo), trovo che sia una delle tante malattie sociali date dall’abbondanza, come la noia e la depressione. Cioè: sono patologie serie e da studiare, non c’è dubbio, ma date dal fatto che esiste un contesto che ne favorisce la nascita e sviluppo. Gli adolescenti hikikomori, quando saranno costretti a trovarsi un lavoro per campare, saranno costretti anche ad uscire dalle loro stanze ed a recuperare il loro ritmo circadiale. E, lo scrivo anche qui, non capisco come la signorina Miki possa sperare nell’espansione del fenomeno.
E’ di certo un fenomeno davvero inquietante,
che forse riescono a cogliere davvero a pieno poche persone,
il disagio, la solitudine, la famiglia sempre più allo sbando,
la vita frenetica, la vita vista come una salita, come una gara, in eterna competizione con gli altri in ogni campo, la perdita dei valori.
non è solo retorica.
Io da questi problemi ne sono uscito o ne stò uscendo,
pian piano, a fatica,
e forse chi ti può salvare è un amico, un familiare, un libro.
ma se non hai la fortuna di trovare questo aiuto è davvero difficile uscirne, perchè penso diventi una sorte di spirale.
PER STEFANO se vuoi scrivimi che ne parliamo anche sulla mia email se ti va , un’amica anche se lontana è meglio della solitudine + profonda.
Ciao Stefano, ti prego di scrivermi. Grazie. Carla
ciao…. ho visto un articolo alla tv che parlava di questo. mi ci sono immedesimato tantissimo. ho cercato su internet…. e purtroppo mi sono reso conto di essere un hikikomori. preciso…sono sempre stato una xsona ke ragiona molto.. ecc.. ma daqlk mese mi sn rotto di tutti e tutti. gl hikokomori sotto i 19 secondo me son meno gravi. ma io.. ke ho 21 anni penso di essere in uno stato grave… perche sono cosciente di esserlo e son oancora piu cosciente che non è possibile uscirne facilmente. cioè.. la societa è questa. se vediamo merda in giro…. è perche’ effettivamente ce. un ragazzino.. puo avere questi periodi.. ma magari si riprende…. e(SBAGLIANDO) poi riesce( fortunatamente.. cosi is dice) a vivere una vita notmale.. senza porsi domande.. xke…. ma vivende come pecore.
magari gli hikokomori possono esser visti dalla societa come gente malata………ma.. e se fosse quella piccola fetta di societa che vede DAVVERO?essere rinkiusi o avere atteggiamenti magario apparentemente strani… è visto male perche la gente è una massa di dialtroni che vive come greggi di pecore…. tu ti sposi? ANKIO….tu tradisci= ankio.non ci si pone piu nessuna domanda. magari se tutti ci ponessimo piu domande…. ecc… saremmo tantissimi a diventare hikikomori…….pensateci….perche la normalita spesso è frutto del NON PENSIERO COMUNE.se pensi… o sei escluso.. o ti escludi…e sta gente… sceglie la seconda.
ciao
E’ molto interessante questo articolo!
Non sapevo che ci fossero hikikomori anche in Italia.
Io non è che sono un hikki, almeno i miei li vedo… e poi non ho alcune loro tipiche caratteristiche. Poi è naturale che molti otaku vogliano isolarsi… io che mi definirei tale lo so bene. I momenti più belli li passo da solo. Ma non è che non riesco ad uscire di casa.
Secondo me è importante non mettersi a pensare che chi tende ad isolarsi sia un hikikomori; gli h. hanno problemi molto gravi! allontanarsi dalle persone fastidiose secondo me fa bene, ma non bisogna esagerare.
comunque nhk è veramente fantastico, come tutti gli anime e manga!!!
Per Fox: scrivimi per favore, Carla
Questo articolo fa paura sembra quasi che chi l ha scritto speri che il fenomeno si espanda anche in Italia!
Io ho lasciato la scuola ad ottobre , l ultimo anno di scuola superiore, ero convinta che la mia fosse depressione legata anche ai disturbi alimentari di cui soffro poi ho letto il libro di Zielenziger,così per caso,e nelle testimonianze di cuei ragazzi mi ci sono rispecchiata tantissimo. Io però non sono esattamente una reclusa , esco qualche volta ma solo per andare in biblioteca.
Ho trovato quest’articolo proprio perché in questi giorni sto guardando quell’anime, “Welcome to NHK”, citato nel primo commento, e mi ha fatto riflettere su me stesso. Io sono un po’ nerd, un po’ otaku, un po’ geek, ma non un hikikomori. Lo ero in senso lato fino a poco più di un anno fa, quando ho completato gli studi universitari, mettendo un punto fermo a ventitré anni della mia vita spesi non senza uscire o incontrare gente, ma certo senza alcun rapporto sociale veramente significativo. Solo conoscenti, non amici, per non parlare di relazioni sentimentali ovviamente inesistenti. Ora lavorare mi ha costretto a buttarmi in un mondo più complesso, a lasciare la casa dei genitori, a incontrare gente e intrecciare rapporti; ma è stata anche una botta tremenda, costringendomi a ridimensionare la dimensione di ‘piccolo genio’ e le grandi aspettative a cui ero stato abituato (solo per qualche voto a scuola un po’ al di sopra della media). Meglio così. Ma adesso pago la mancanza di esperienza; è fin troppo difficile allacciare veri rapporti di fiducia con la gente, che mi vede un po’ strano, distaccato, goffo e a tratti freddo nel parlare. Certe volte mi sento schiavo della formalità, incapace di provare o ricevere vera e spontanea amicizia; altre penso che forse sono solo più onesto con me stesso di quanto non siano gli altri, che la vera amicizia (o l’amore) è una cosa comunque rara, e semplicemente il mio problema è che non riesco a sentirmi soddisfatto del ‘compromesso sociale’ di rapporti sinceri solo a metà.
Ora come ora, sono in Germania per un periodo di due mesi, e riesco solo a parlare inglese con i miei (non particolarmente espansivi) colleghi e qualche vicino; e la solitudine mi ha portato semplicemente alla soluzione più facile, cioè lavorare, tornare a casa e chiudermici per tutta la notte a trafficare col computer, tra forum e Facebook. Mi sento un po’ in colpa verso me stesso, mi sembra di cedere troppo al mio lato ‘hikikomori’ che invece vorrei bandire da me stesso una volta per tutte, ma tant’è.
Se dovessi riflettere su me stesso e sulle cause che mi spingono a questi comportamenti direi che la tensione per le aspettative c’è di sicuro. La continua paura per il futuro, l’ansia di dare il meglio sul lavoro, sono sensazioni che purtroppo non mi abbandonano mai, facendomi altalenare tra l’attività frenetica e il senso di colpa per i momenti di pigrizia. Ne esco sfinito e questo spesso mi rende a volte scontroso o semplicemente del tutto apatico, peggiorando i miei rapporti sociali. Rispetto agli altri mi rapporto in modi molto diversi. Nei momenti di ottimismo guardo a chi mi sta intorno con gioia, cerco di stringere amicizie, di essere cordiale, disponibile e allegro; quando però ricevo in risposta chiusura o diffidenza (magari dovuti alla mia goffaggine), non di rado cado in crisi di rancore verso il mondo e auto-isolamento. Conosco gente, online, che sta peggio di me e fa il ragionamento di Miki (come se diventare hikikomori fosse una conquista e una giusta reazione a un mondo che, sì, un po’ schifo lo fa, ma insomma, se non tentiamo di migliorarlo noi che lo capiamo…!); io personalmente mi ci oppongo con tutte le forze, e mi costringo continuamente a uscire, a incontrare gente, a cercare di rompere le barriere, perché so che dopo i primi minuti di difficoltà non ci sarà nient’altro che mi possa far stare meglio. Ma è dura, e sto anche prendendo in considerazione l’ipotesi di fare un po’ di terapia – giusto per avere qualcuno che mi incentivi dall’esterno e che mi sappia giudicare obiettivamente.
@Simone:grazie per il tuo commento veramente interessante per la tua franchezza….una medicina al problema in giappone si chiama sencha(un tipo di te tradizionale) ci siede in torno ad un tavolo sorseggiando e ci si racconta goffamente le proprie condizioni…
per il momento se ci vuoi scrivere in privato ne siamo felici…quando ne hai voglia ovviamente…
Grazie per la disponibilità
. Per fortuna dal momento un po’ nero di quando ho scritto quel post ho avuto occasione di incontrare gente, viaggiare un po’ e in generale tirarmi su, e ora sto per tornare in Italia. Spero che questa sia stata la mia ultima ‘ricaduta’. In ogni caso tenterò di dedicarmi il più possibile ad attività sociali e magari sportive, credo siano la medicina più semplice contro il problema (in assenza di club che pratichino il sencha, che temo non essere molto diffuso in Italia ^^). Comunque, grazie ancora, e complimenti per il sito
.
Sento veramente il bisogno di conoscere gente nuova,..comprensiva,intelligente, un po tendente allo stile di vita Hikikomori…magari per essere più in sintonia.
Per favore niente persone sotto i 20 anni grazie
[...] più tecnologizzati, dove i computer si sono imposti come principale mezzo di comunicazione (v. questo interessante articolo in proposito). È forse per questo che l’Uomo-Treno è riuscito ad avere un discreto successo [...]
Io sono un hikikomori parziale, nel senso che non ho problemi nel parlare con mia madre e con mio fratello. La cosa bella è che non riesco a capacitarmene, dato che l’anno scorso uscivo e parlavo con le persone regolarmente, non ero mai in casa ma sempre in giro. Poi, dopo un po di casini, ho abbandonato lo studio e “mi sono chiuso in casa”. Non dico che mi terrorizzo nell’uscire di casa o nel parlare alle persone, solo che mi mette a disagio… non mi piace. Comunque non dò la colpa agli altri di quello che sto facendo, dato che è una mia decisione. La società in cui viviamo è marcia, ma non per questo mi terrorizza, anzi, cerco di combattarla, almeno online. (Purtroppo in italia non ci si fà niente, in compenso opero con persone americani, greche, giapponesi, egiziane e chi più ne ha più ne metta.
Ho da poco compiuto 18 anni, e mi sono visto scaricare addosso una marea di “pesi” da parte di mio padre, fastidiossimi ma reali pesi, del tipo “Cercati un lavoro”, oltre al giornaliero “Ma che cazzo fai sempre a casa davanti al pc?” (Grazie a dio non abita più in casa con mia madre lol) Eh si, anche io mi chiudo nel mondo dei videogiochi, basta ricercare la mia nick su google per capire perchè lol
Hikkikomori… ho sempre odiato il fatto che ci sia una definizione per ogni comportamento. Ora anch’io ho una definizione per il comportamento che esercito.
Si è un fenomeno che esiste e che ha una serie di conseguenze specialmente se associati ad altri problemi mentali…come nel mio caso,però mi va bene così è giusto tutto questo è possibile solo se come me si ha un grande intuito e una mente sopra la media;so che alcuni stanno condividendo questo mio pensiero mentre altri mi darebbero del recluso… Bè vi dirò di più non mi sento affatto un recluso la verità è che la società e le sue regole mi fanno schifo,la gente mi fa schifo e non per il comportamento di gregge che assume costantemente ogni giorno no quello è il classico non limiterei mai il mio odio…..quella gente mi fa schifo solo per il fatto di esistere gente che non potrà mai interagire con me se non per scusarsi per il loro essere patetici.
So come gira e come dovrebbe girare il mondo so delle lobby massoniche di quello che il governo fa ogni giorno a nostra insaputa l’impatto delle televisione che non guardo e come con essa vengono manipolate le notizie e di come ci avvelenano.
Non ho paura della società non ho problemi a uscire di casa o far credere ad una persona che provo sentimenti di amicizia nei suoi confronti per un mio tornaconto personale… È giusto così alcune persone meritano ciò, io vivo nell’odio più assoluto per colpa del mondo non certo perchè la faccia gira per strada ; se delle persone ci fanno del male morale o fisico, se veniamo ingannati è solo colpa nostra se il mondo è cattivo è perchè ha anche una parte buona che glielo permette, molti di quelli che vengono qui definiti hikkikomori hanno dentro del vero potenziale poiché solo chi comprende la vera natura della realtà che ci circonda si chiude in se stesso e cerca di prendere il controllo della propria realtà….. È proprio a questo che volevo arrivare il pieno controllo sulla propria realtà per prevalere sugli altri, non sono un hikkikomori o meglio si presento molti tratti , del tipo rimanere in casa stare molto su internet ma a differenza dell hikkikomori io sono mosso dall’odio non dalla paura si può dire che odio anche gli hikkikomori stessi, cosa può importarmi se della gente si chiude in casa qualè il mio guadagno… Come detto all’inizio odio le parole per definire il mio essere forse è solo mania di protagonismo molti penseranno che sono un ragazzo che si lascia trasportare troppo dalle sue sensazioni ma non mi importa il mondo deve capire che esiste gente come me che non ha intenzione di conformarsi alla società…. Non vivrò mai nei miei preconcetti come fanno tutti persino chi va contro la massa, ai miei occhi appaiono mediocri la società deve capire che esistono persone come me che non fanno distinzioni tra male e bene persone sociopatiche con disturbi di personalità che riescono a trovare il giusto equilibrio per non esplodere ma nemmeno per sottomettersi,persone guidate dall’odio…io credo in me ho scritto tutto ciò perché mi andava di farlo però una cosa so per certo un giorno morirò ma ne porterò con me parecchi senza distinzioni tra razza classi,sociali, sesso vOglio solo far provare a qualcuno dolore voglio che l’odio dilaghi voglio esserne il messaggero chissà se esiste qualcuno veramente padrone della propria realtà.
@50432582
Condivido tutti i tuoi punti, e sopratutto, sono felicissimo di aver trovato una persona come. Nonostante ciò, a differenza tua, non odio la gente. Tu penso che le persone li’ fuori siano il vero problema della società, e in un certo senso hai ragione, ma solo in parte. Loro ne sono inconsapevoli, e si comportano tutti in questo modo per un semplice clichè. Io non odio le persone, che comunque in questa società (purtroppo pur escludendocene non siamo mai distaccati, abbiamo dei bisogni fisiologici che senza contatto umano non possono essere soddisfatti, come il recupero di cibo) sono utili.
Insomma, quello che voglio dirti è che non vedo dove sia il punto nel
“ma ne porterò con me parecchi senza distinzioni tra razza classi,sociali, sesso vOglio solo far provare a qualcuno dolore voglio che l’odio dilaghi voglio esserne il messaggero chissà se esiste qualcuno veramente padrone della propria realtà.”
Ti ricordo che non sono gli altri il motivo della tua disperazione, ma solo tu. E ti parlo da una persona che vive e agisce come te (solo per il semplice tornaconto personale)
E’ vero, probabilmente abbiamo una psiche meglio sviluppata della maggior parte della gente, ma ciò non cambia il nostro essere di reclusi, perchè diciamocelo, in questo mondo contano prima di tutto le apparenze.
Io mi sono stupito del tuo commento, alla parte finale.
Un essere con intelligenza “superiore” non catalizzerebbe tutto il suo odio su delle persone inconsapevoli per il semplice motivo di “far del male”. E’ una cosa da persona stupida che non vuole fare altro che dire “io ci sono” in un modo che lo mitificherebbe in senso negativo per qualche tempo.
@fz129185
Non pensavo mi sarebbe arrivata una risposta… E invece non posso chiedere di meglio…qualcuno che non solo ha capito ciò che ho scritto non prendendomi per pazzo,ma ha anche commentato in maniera intelligiente… Bene devi sapere un paio di cose sul perchè ho scritto quelle cose: la prima motivazione è che speravo che almeno qualcuno mi rispondesse come hai fatto tu;come un esca devi scegliere dove buttarla e dove se non su una pagina dedicata agli hikkikomori posso trovare le risposte che cerco(anche se siceramente non ci speravo),la seconda motivazione è che non avevo nulla da fare e quando mi’ annoio tendo a provocare la gente su internet un po un test,forse perchè ho manie di grandezza sinceramente non mi interessa devo riempire il mio tempo libero… Comunque tornando a noi due ammetto di essere stato poco chiaro in quello che ho scritto ieri la modalità in cui l’ho scritto era una provocazione perciò si è tutto vero ma c’è un modo per interpretare: i motivi per cui odio la società e le sue regole è per il semplice fatto che é troppo semplice, quello che fanno e pensano le persone è tropo prevedibile persino gente in alto che ha fatto l’università è stupida, poi odio la gente che vuole interagire a tutti i costi interagire interagire interagire mi fanno schiffo… Perciò da cosa deriva il mio commento finale e qui cerca di seguirmi più il più possibile FZ, la modalità di pensiero che si ha in un determinato momento è come una chiave di cifratura che legge la mente in modi dversi… Ora ti faccio un esempio: tu hai detto di rispecchiarti in quello che ho detto a parte il fatto di odiare la gente questo mi fa capire molto sulla tua vita ora potrei sbagliare ma se devo dire la mia tu conduci una vita cercando di renderla più semplice possibile secondo il tuo ragionamento che equivale al mio “la gente esiste in mia funzione” (credo che come sempre tutto ciò abbia un termine per essere inficato cosa abbastanza odiosa). Quindi la chiave di cifratura della tua mente è impostata su: “la gente esiste in mia funzione ci sono bisogni che vanno soddisfatti per mio tornaconto le gente è stupida quindi è giusto questo comportamento”… Il mio pensiero è quasi uguale ma è cambiato, il pensiEro prima o poi muta non pensare di poter tenere sempre la stessa chiave di ragionamento primo poi la gente che inizi ad usare per tuo tornaconto personale inizierai ad odiarla…. immagina se una di quelle persone inferiori si mettesse contro di te o andassero a rovinare qualcosa che per te è importante si permettessero di criticare che nel peggiore dei casi provassero prima a definirti in base al loro ragionamento inferiore per poi intralciarti ;ma che nonostante tutto sono riusciti ad imporre il controllo su di te solo perchè la società che è una convinzione di massa glielo ha permesso un po come il politico, il professore sono li perchè scelti si basa tutto su quello una società corrotta inconsciamente fa scelte sbagliate che portano ad altra corruzione; la gente paga le conseguenze perchè merita ciò ma te o io che non facciamo altro che sopravvivere sperando di non dover fare troppo fatica non volendo interagire con il mondo se non per bisogno primari che abbiamo il nostro mondo possiamo accettare che gente così vada ad intaccare il nostro tornaconto il nostro modo di vivere? Non ti darebbe fastidio tutto ciò le persone che in qualche modo sono più vicine a te non riusciranno mai a comprenderti e la colpa non è loro ma della società è quest’ultima la causa inconsciamente quelle che hai più vicini sono entrati nel cerchio della corruzione senza rendersene conto non potranno più allinearsi con il nostro modo di pensare… Per realizzare ciò che vogliamo dobbiamo prendere il controllo sugli altri non possiamo soltanto sfruttarli; io sono arrivato all’odio ma non mi ci perderò anche se ora sono un recluso e la società è contro di me se sarò all’altezza delle mie stesse aspettative riuscirò a prendere il controllo…se rispondi lasciamo la tua email se ovviamente ti interessa ancora conversare con me ti saluto.
@50432582
Certamente, comprendo molto bene l’idea dell’esca, anche io mi diverto e passo il tempo cosi’. Amo giocare con le persone, anche se con la semplice idea del troll.
Però io non mi pongo la domanda sul giusto o sbagliato. Se qualcosa mi serve me la prendo, non ci metto nessuna emozione in mezzo, nè odio nè amore. E se la persona continua a darmi “soddisfazioni” per quanto riguarda il mio tornaconto personale, continuo ad “usarla”. In caso contrario, non ho bisogno di pensarci due volte prima di abbandonarla. Tutto questo mi è stramaledettamente facile, proprio per i motivi che mi hai citato tu. Le persone sono prevedibili, e per questo puoi dirti sempre un passo avanti a loro. Proprio per questo motivo, posso fingermi chiunque e posso creare qualsiasi personalità per far si’ che una persona che mi serve si leghi a me. Quando non mi serve più, la lascio perdere, tutto qui.
Se una di quelle persone inferiori si mettesse contro di me, non entrerei in panico, tantomeno ne risulterei arrabbiato. La farei diventare una “sfida” e mi divertirei a vedere come le mie parole la facciano tornare dalla mia parte. Purtroppo, questo di cui ho parlato vale per l’individuo, e la società che tanto odiamo non è plasmabile come la mente di una persona normale, ma io sono dell’idea che l’uomo è un animale che si adatta a qualsiasi situazione grazie al suo cervello avanzato, quindi il sopravvivere in una società ostile non è altro che una sfida in più, una soddisfazione in più. Per quanto riguarda il punto delle persone più vicine a me che non riusciranno a comprendermi mai, io spero sia per sempre cosi’. In questo modo non diventerò prevedibile come loro e non avrò il problema di diventare una marionetta. E se mai risulterò prevedibile, sarà perchè io l’ho voluto e perchè ne ho già valutato tutte le conseguenze.
E comunque, io penso che comunque se riesci a sfruttare una persona, riesci facilmente ad ottenerne il controllo.
In conclusione, io amo le persone perchè sono esseri prevedibili, fonte del mio guadagno e delle mie soddisfazioni personali, fonti di sfide e fonti di divertimento. Saprei benissimo fare a meno di un individuo che mi è stato “accanto” per 5 anni ad esempio, ma non riuscirei mai a vivere in un mondo senza persone.
E’ cosi’ bello ammirare la loro stupidità, il loro “tram tram” quotidiano, le stronzate che vengono dette in televisione, il seguire un “leader politico”, l’arruolarsi per “scopi patriottici”.
Sono tutte persone-fantoccio che non hanno capito nulla dell’universo in cui vivono. Una miniera d’oro per la mia personalità.
Proprio per questi motivi, dubito che potrò mai odiare le persone.
Mi piace il tuo modo di pensare non credevo di trovare per puro caso qualcuno del tuo calibro facendo il “troll” ascolta lascia giù la tua email non ha più senso lasciare i nostri pensieri qui.
ho visto da poco NHK ni youkoso e devo dire che mi ha lasciato da pensare allora io ho 20 anni ed ormai sono quasi due anni che ho chiuso i contatti con i miei amici/conoscenti esco di casa di rado non sono mai riuscito a relazionarmi bene con la gente mi vedo con gli amici e non mi diverto fingo di divertirmi ritengo questi rapporti inutili e superflui passo le giornate buttato in casa a non far niente mi viene difficile parlare con piu persone assieme odio mia madre xk la ritengo una donna senza cervello la pigrizia mi affligge odio stringere amicizie perche ritengo le persone tutte interessate con secondi fini riesco a star bene solo con me stesso
@soso
per certi aspetti ti assomiglio: anch’io ho tendenze hikikomori, certe volte non esco per giorni perchè mi piace stare solo, ma alla lunga è debilitante, allora mi costringo ad uscire anche se non mi va. MIa madre non capisce niente… comincio a pensare che mio padre l’abbia sposata solo per farla stare in cucina… comunque quando dice qualcosa di stupido (sempre) non la ascolto, e poi non dovrò sempre vivere con lei. La gente che c’è in giro non è tutta stronza te lo assicuro, conosco tante brave persone che vogliono farsi una chiacchierata solo per il piacere di dialogare, conoscerti per trovare qualcuno che abbia stessi interessi, stesse idee, basta avere la fortuna di incontrarli. Comunque se stando da solo sei felice fai pure, ma se ti isoli solo perchè aspetti un qualcosa/qualcuno che possa aiutarti a smuoverti da questa situazione sbagli: devi essere sempre attivo, non soffermarti a pensare troppo sulle cose, varia ogni cosa che fai e aiuta te stesso se vuoi essere aiutato. Io faccio così perchè sono convinto che una persona è felice solo se cambia, e se sta con qualcuno sopratutto.
Il mio modo di vedere le cose è qui nel buio
Non ho idea se sono una persona del tipo descritta in queste pagine, ma di una cosa sono certo, io vivo in Sicilia e le persone che vivono in questa regione sono “egoiste” e sopratutto “prepotenti” in qualsiasi situazione, anche quando hanno torto sfacciato. Vi faccio un esempio stupido, ma non tanto…. Io ho la patente e non voglio essere modesto, conosco il codice della strada e lo rispetto di conseguenza. Un giorno mi trovavo in una strada a senso unico e un altro automobilista stava venendo contromano, nel caso non ne siete al corrente E’ UNA MANOVRA VIETATA! Ovviamente, io gli dico di tornare indietro e che non ho intenzione di fare retromarcia, in quanto e’ anche questa una manovra vietata, quello tutto incacchiato esce dalla macchina e voleva pure picchiarmi. Purtroppo, questo non è un caso isolato, ma di solito evito di andare oltre. Adesso, spiegatemi una cosa, io vorrei capire come posso cambiare la mia esistenza, essere felice, se il prossimo non mi rispetta come di solito faccio io che preferisco farmi anche 1km a piedi piuttosto di mettere la mia auto in doppia fila per andare in un qualsiasi negozio. Come vi ho gia’ detto, vi ho portato un esempio molto banale, solo per farvi capire che le persone sono sempre pronte ad alzare le mani anche se non hanno ragione. Quindi, preferisco limitare i miei rapporti con la gente piuttosto che passare dalla parte del torto, dato che di solito, come ben sapete, e’ la gente onesta e innocente che ci va di mezzo e gente come quella che vi ho descritto la fa franca.
@50432582; @fz129185
reagire al vostro male di vivere, scaricandolo su altre persone che non c’entrano nulla non vi porterà mai da nessuna parte…
le persone che si comportano in questo modo, che la pensano così, non si trovano soltanto fra gli hikikomori, ma anche fra “la gente comune”…
e sono proprio queste persone che praticano il capitalismo sociale ad infangare la società e renderla marcia…
se l’hikikomori allora diventa tale, poiché vuole reagire a ciò che c’è di marcio nella società, perché si deve comportare come chi la rende marcia, contribuendo a peggiorarla?
Di recente ho visto un film chiamato “I segreti della mente”: un triller psicologico ed il protagonista si comportava in una maniera simile alla vostra, forse peggio? E’ un film che comunque aiuta a capire, ed anche se è molto criticato perché non è ai livelli di un best seller a mio parere è fatto abbastanza bene.
Io ho avuto il piacere di scoprire “Welcome to the NHK” solo poche settimane fa e lo sto seguendo su rai4; è molto positivo che sia arrivato in italia e che ci venga proposto da una rete innovativa come rai4, e senza censura. Spero che aiuterà molti appassionati, o gente che lo vede per caso o per passare il tempo a migliorare e a rendersi conto di un fenomeno che esiste e che viene spesso non affrontato nel modo giusto…
Molti, come il protagonista di “I segreti della mente”, vengono aiutati nel modo sbagliato ed invece di migliorare peggiorano…
Quello di cui abbiamo bisogno, tutti, non solo gli hikikomori, è una società o un ambiente che ci accolga, che ci coinvolga e ci faccia sentire parte di esso senza che ci siano “capitalisti della società”: noi siamo esseri umani, non animali, ciò significa che dobbiamo fare in modo che la legge di darwin non prevalga.
Just my cent.
Non importa in cosa speri il mio posto l’ho trovato è nell’odio
Ragazzi, è tutta la vita che sono stato un hikikomori…..non dico la mia età perchè mi vergogno dico solo che ho un bel po di piu anni di tutti voi. e oltre all’ hikikomori ho anche un’altra patologia. L’articolo parla di madri iperprotettive…..e nel mio caso non c’è stato nulla di più vero anche se a dire il vero sarebbe piu giusto di parlare di nonne iperprotettive. (e di genitori assenti e menefreghisti e una famiglia allo sfascio). Si parla di Internet ma quando ho iniziato a ritirarmi in me stesso e a non volere uscire (già dalle scuole elementari) Internet non esisteva ancora ma c’erano gli antenati della playstation dell’ xbox 360. Già da allora preferivo starmene per conto mio e giocare ai videogiochi piuttosto che uscire e stare con glialtri bambini…..a causa dell’ iperprotettività di una nonna e del menefreghismo di genitori divorziati e sempre assenti per i cazzi loro e che pensavano solamente che studiassi la lezioncina di scuola o il compitino e se ne fregavano se io non avevo amici non uscivo a facevo sport. Ma non voglio giustificarmi piu di tanto:
io stesso non ero desideroso di uscire, cercarmi contatti sociali ,una compagnia uno sport…….in pratica io stesso non ho fatto un cazzo.e mi sono adagiato sulle mie paure e il mio pensiero di essere stato rifiutato dai miei genitori (divorziati e andati per i cazzi loro)….ma con il passare degli anni questa tendenza non è affatto diminuita (e si pensa: crescendo una persona dovrebbe fare esperienza lo si da per scontato) e invece non è così almeno non lo è stato per me…Che vi devo dire: dovevo pensarci allora e litigare con mia nonna che mi facesse fare delle cose pratiche o con i miei genitori sempre assenti…..menefreghisti e spesso bugiardi (non volevano che io sapessi cosa facevano) che mi stessero piu dietro e mi spranassero a uscire di piu. Del resto a scuola ero il migliore della classe perchè mai dovevo cercare gli altri (ero spaventato da un mondo esterno di cui non sapevo nulla e che me lo facevano apparire pericolossissimo ma anche un po superbo (sono il migliore a scuola e non ho bisogno di nessuno) vedete dove sta l’errore. Non serve un cazzo essere bravi a scuola (almeno alle elementari) se poi ti isoli dagli altri devo dire che mi dicevano che la scuola era tutto e io da fesso e spaventato dalla vita ho finito per credere loro. Scrivo con l’intento per avvisare colui che leggerà: non fate come me e se avrà dei figli che stia ben attento a queste cose………Inutile dire che con il passare degli anni il ritiro sociale si è accentuato e ora riesco a malapena ad andare a lavorare part time ma mi devo impegnare al massimo e per me è uno sforzo quasi disumano quando per altri è la normale routine di tutti i giorni…
State molto attenti a queste situazioni…..e quando volete fare una cosa o dovete farla NON RIMANDATELA ASSOLUTAMENTE. Costringetevi a farla SUBITO perchè se si inizia a rimandare e a evitare di fare qualcosa poi si continua e non si smette piu di farlo…..Cosa ne pensate delle mie parole?
Il mondo reale non ha nulla di buono da offrirmi concordo con il ragazzo sopra il mio posto l’ho trovato è nel buio…penso che primo o poi mi ucciderò
Ciao, mi chiamo Alessandro, sono un fotoreporter professionista. Ho letto con grande attenzione e coinvolgimento le testimonianze qui sopra e devo dire che sono molto colpito. Sono tante le considerazioni e gli spunti interessanti, in alcune parole mi identifico pienamente. L’isolamento è terribilmente seduttivo ma può diventare pericolosissimo. Da inguaribile curioso mi sono detto perchè non cercare di fotografare in qualche modo il tema. Per questo vi chiedo: ci sarebbe qualcuno tra chi ha scelto questa soluzione estrema (anche se in maniera temporanea) disposto a raccontare la propria esperienza ad un giornalista con il quale lavoro ed eventualmente farsi fotografare (magari non in viso ma solo di spalle, oppure magari solo l’ambiente in cui vive). Il servizio lo proporrei ad uno dei magazine con cui collaboro. Cosa ne dite? IO ne sarei onorato, credo che raccontare sia sempre stimolante. l’anonimato sarebbe garantito, ovviamente. Spero ci sia qualcuno interessato, scrivetemi eventualmente. In bocca al lupo a tutti…Alessandro