
Stefano ed Hiromi stavano passeggiando in direzione scuola per prendere il loro figlioletto Hiroshi dalla scuola vicina casa. Il passo era normale e si proseguiva oltre il passaggio a livello pedonale, il combini store e d il parcheggio delle bici. Si parlava del piu e del meno e della riunione dei genitori con i maestri, quando stefano non conoscendo la parola in giapponese tira fuori la parola magica in italiano: ma non cé un bidello a scuola?? La faccia di Hiromi ora cambia sembianze prende la forma del punto interrogativo e ribatte su cosa sia il bidello??
Questa micro conversazione tra 2 amici che conosciamo apre le porte all’argomento di oggi, la scuola giapponese e quella italiana.Il metodo scolastico giapponese non annovera nel suo staff il bidello,non esiste.
Il metodo scolastico in questione infatti basa il suo metodo sulla autoresponsabilizzazione, i bambini e gli scolari sin dalle scuole piu basse al termine delle lezione hanno come obiettivo ripulire e mettere a posto l’aula ed i banchi dove hanno studiato.L’obiettivo di tale attivita’ e’ quello di creare un modello nella testa dell’alunno di realtá civica che fissa appunto “il bene comune”.Il banco e l’aula sono un bene pubblico che non e’tuo. Per tale motivo altre persone potranno usarlo e lo dovranno ritrovare come nuovo.Attenzione a non confondere, non e’ un imposizione come molti errano, ma un metodo che al contrario crea una forma morbida di autodisciplina e nel futuro creerá le base per un “uomo” civico, responsabile, di tali cose anche oltre la scuola.La scuola giapponese quindi radica la sua forza sulla autoresponsabilita scoprendola come uno dei metodi piu validi e piu efficaci che vanta nella popolazione giapponese una delle piu civiche e civile del mondo.Lo ritroveremo nella gestione delle strade, degli enti, dei templi, fino alle vending machine integre lungo le strade giapponesi cartina tornasole di un senso civico veramente a modello.Il classico turista della domenica italiano che sbarca in giappone, rimane spesso esterefatto nel costatare tale senso civico e magari come da copione comincia ad imprecare questo o quel santo del calendario maledicendo l’italia.
Ci piacerebbe, avendo visto questa scena milioni di volte, spiegargli che il giappone e’un paese che ha copiato le nazioni che hanno fatto meglio sempre (urbanistica di omotesando e ginza dall’ Inghilterra, la gestione rifiuti dai paesi scandivavi etc)e il metodo scolastico da dove ha copiato?? Da una signora italiana che si chiamava Maria Montessori che dava come fulcro del suo metodo scolastico quello della autogestione e della autoresponsabilizzazione della persona….Minimizzata durante la dittatura italiana poco valorizzata negli anni seguenti … questa grande personalitá ha decretato uno dei modelli scolastici più premiati nel mondo.
I metodi ci sono e l’italia ne ha molti … la volonta’ politica ed intellettuale veramente molto..molto meno….e la gente continua scendere nelle strade…discutendo contro scelte governative dubbie e mediocri..ma contestate poi ….da chi del metodo e del merito forse…..gli interessa ancora meno!



Sottroscrivo pure le virgole…
Io pure sottoscrivo! E’ un post talmente perfetto che non so cosa commentare!! Complimenti!!
Come sai sindaco spesso sulla bassissima qualità dell’ istruzione mirata a funzionare come una scala mobile per poi concludersi con una laurea che e’ carta straccia perche non hanno studiato un tubo all’ università. ( escludiamo i casi speciali se uno vuole veramente imparare ci sono tutti gli strumenti che mancano in Italia.)
Ma il sistema di autoresponsabilizzazione quello si che e’ una chicca, sono anni che dico che dovremmo importarlo in Italia ma in passato spiegai la cosa a alcuni madri e insegnanti, le insegnati dissero bella cosa ma non applicabile in italia per possibili ostruzioni da parte delle madri.
Risposta delle madri: Ma sei matto ma ti sembra civile schiavizzare i bambini?!!???!!!
Spiegai profondamente il concetto ma le mammine italiane non capiscono e si impuntano. Speriamo che qualcuno si svegli e lo applichi anche in italia.
Concordo pienamente con Luca, ottimo post, sembrano i bambini nostri, ma la colpa è purtroppo dei genitori, che tirano su i figli come i sempre denominati mammoni, dandogliele tutte vinte, figurarsi se poi hanno a cuore un ‘aula scolastica… è la mentalità a fare bene le cose che non abbiamo, sorvoliamo poi sulle leggi, e sul nostro governo…
Errata corrige.
Ecco il testo corretto:
Come sai sindaco spesso sulla bassissima qualità dell’ istruzione Giapponese mirata a funzionare come una scala mobile per poi concludersi con una laurea che e’ carta straccia perche non hanno studiato un tubo all’ università. ( escludiamo i casi speciali se uno vuole veramente imparare ci sono tutti gli strumenti che mancano in Italia.)
Ma il sistema di autoresponsabilizzazione quello si che e’ una chicca, sono anni che dico che dovremmo importarlo in Italia ma in passato spiegai la cosa a alcuni madri e insegnanti, le insegnati dissero bella cosa ma non applicabile in italia per possibili ostruzioni da parte delle madri.
Risposta delle madri: Ma sei matto ma ti sembra civile schiavizzare i bambini?!!???!!!
Spiegai profondamente il concetto ma le mammine italiane non capiscono e si impuntano. Speriamo che qualcuno si svegli e lo applichi anche in italia.
Mi ricordo di quando ero piccolo e andavo a scuola in Italia, i banchi, le sedie, la lavagna e le pantofole venivano messe a posto da noi bambini. Ma i cessi, il cortile e lavare per terra era compito di un bidello. La cosa non la trovo tanto grave.
In Giappone i bambini non devono solo “ripulire e mettere a posto l’aula ed i banchi dove hanno studiato” ma anche pulire i lavandini, pulire i cessi, lavare i pavimenti e i corridoi, ripulire il cortile, raccogliere le foglie anche al di fuori delle mura etc etc…
Trovo giusto mettere a posto il proprio posto e la propria aula; trovo un po’ meno giusto che debbano perdere ulteriore tempo nel ripulire pure i cessi.
Sarà anche autoresponsabilizzazione ma secondo me è anche un modo per risparmiare… non solo in figure lavorative ma anche di infrastruttura. Se faccio paragone con le scuole che avevo in Italia con le scuole giapponesi (dove vanno i miei figli per esempio) devo dire che le infrastrutture delle scuole italiane (dove abitavo io per lo meno) sono di gran lunga migliori ma questo è un po OT.
@ Catia: e tu pensi che i genitori siano meglio e non diano tutte vinte ai propri figli pure loro ?
opps, intendevo i genitori giapponesi, scusate.
Rob sui genitori giapponesi siamo d’ accordo forse molti non sanno che ormai i professori non hanno poteri grazie alla PTA che li attacca per ogni cavolata. D’ altronde i ragazzi giapponesi sono tra i piu viziati al mondo. Ma il discorso delle pulizie a scuola e’ ottimo, io sono d’ accordo che si debbano pulire anche i bagni perche cosi a turno ognuno deve fare la sua parte di lavori unili e imparare che non si sempre sopra di tutti nella vita.
In italia non c’e’ piu il servizio militare come faremo a insegnare la gerarchia ai giovani? Forse il sistema di autoresponsabilizzazione giapponese e’ funzionale in tal senso.
Dici hai tuoi che ai tuoi tempi si puliva la classe, scusa ma quanti anni hai, io non sono vecchio ma neanche un ragazzino e non si e’ mai visto che gli studenti in italia facciano le pulizie. Io non direi che e’ una questione di risparmio, se vivi in giappone sai che ce ci sono migliaia di figure lavorative inutili, gente superflua pagata per dormire e non fare nulla stai sicuro che il bidello non c’e’ non per questioni economiche.
Poi parli di infrastrutture, io vengo da Padova dove le scuole sono in ottime condizioni ma prova a fare un salto al sud nelle zone popolari di palermo e napoli e poi vediamo cosa ne pensi dell’ infrastrutture italiane. Per esempio a osaka vi sono molte scuole con ottime infrastrutture, piscine, auditorium ecc. certo se vai a nishinariku la bidon ville di osaka li le scuole fanno schifo. Ma se vivi dove vivo io le scuole sono ottime, poco bullismo, super infrastrutture, verde, e pochissime mele marce fra gli studenti, non vedi girovagare yankee e bosonzoku.
Ma come sempre dico (Giappone+(italiax2) )/2= paradiso in terra.
Ciao Luca,
ho appena compiuto 40 anni. Ricordo bene come alle elementari mettevamo a posto i banchi e le sedie… poi pulivamo la lavagna e a turno si mettevano a posto le scarpe prima delle lezioni e poi le pantofole quando la scuola finiva. Non era raro che si scopava anche il pavimento della propria classe. I bagni però no… e non credo che facendoli lavare ai bambini poi diventino tanto rispettosi nel bene comune. E a vedere i giovani ( meno giovani) non mi pare che siano gran meglio della gente del mio posto. Poi, magari al Sud (perché sempre quello si tira fuori quando si vuole parlare male dell’Italia) le cose possono anche diverse.
Credo che il servizio militare farebbe comunque bene ai giovani che stanno per diventare adulti.
Delle infrastrutture mi riferivo, come in effetti ho scritto, del luogo da dove vengo io… certo che al Sud o luoghi meno agiati le scuole possono essere messe molto male.
A Osaka, dove abito, le scuole pubbliche sono messe abbastanza maluccio… mi riferisco agli edifici visibilmente vecchi… puliti e completi di auditorium e cortile ma vecchio e usato.
Cerco di esaurire questo argomento anche se non sono mai stato in Giappone, ma ci ho studiato parecchio e ho studiato parecchio pure l’Italia.
E’ ovvio che la responsabilizzazione deve essere a 360° e deve essere proposta all’individuo fin dai suoi primi mesi di vita (proposta e non imposta, ma su questo ci torno a breve), altrimenti responsabilizzazione non è: un bimbo che cresce con la consapevolezza che c’è qualcuno a pulire il loco delle sue deiezioni non potrà mai conoscere il significato di questa pulizia, di questo gesto.
Questa ignoranza sarà una forte radice sulla quale altre ignoranze potranno crescere rigogliose.
Ciò che racconta Luca riguardo il suo tentativo di avvicinare alle scuole italiane questo metodo non è un caso, non è una “sua esperienza”; le mamme italiane di questo ultimo decennio sono perfettamente riconducibili allo stereotipo generalista e qualunquista di cui parla anche Catia. Questo stereotipo nasce da un dato oggettivo: in Italia la proprietà privata (e in essa rientrano anche i figli) è pecepita come più importante degli spazi pubblici, questo giunge fino e oltre il limite della prevaricazione sulla proprietà e sulla libertà del prossimo.
Un punto sul quale ancora ho grossi interrogativi è questo:
Quote: non e’ un imposizione come molti errano, ma un metodo che al contrario crea una forma morbida di autodisciplina
Come si distingue un imposizione da una proposizione quando si tratta di infanti?
Io che fin da bambino se mi prestavano una gomma, quando la restituivo la riponevo nell’astuccio del mio benefattore e mi offendevo quando la gomma che prestavo mi veniva restituita buttata sul banco ero un bambino prodigio o un caso psichiatrico?
Ho sempre avuto un profondo rispetto per ciò che è pubblico senza che nessuno me l’abbia imposto e nemmeno proposto. Sono andato a cercarmi da solo la consapevolezza che il bene comune è più importante del mio stesso bene. Mi sorge il dubbio che questo percorso puramente volontario sia più naturale.
Forse l’uomo non è ancora geneticamente predisposto per un sistema sociale volto alla crescita collettiva.
Ma cosa c’è scritto dietro le sedie della foto? Forse il nome della scuola?
Penso che siamo tutti d’accordo che il giappone, come l’Italia non sia il paradiso in terra, ma penso che le scuole giapponesi almeno per le strutture e la disciplina siano un passo avanti.
>Ale> Bella domanda! La foto a giudicare dall’acconciatura dell’insegnante è abbastanza vecchia!
Se prendiamo una scuola malandata italiana e la confrontiamo con una bella scuola giapponese ne uscirà che la scuola giapponese è migliore… se faremo il contrario ne uscirà appunto il risultato contrario.
Io parlo delle scuole italiane del posto in cui sono cresciuto e di quelle scuole giapponesi che vedo nella vicinanza del quartiere a Osaka in cui vivo. Il risultato mio personale (e credo obiettivo) è che nella disciplina le due si equivalgono e le strutture sono di gran lunga migliori e moderne in Italia. Poi ci sono casi e casi… per fare una media dovrei conoscere meglio anche le altre realtà e purtroppo questa conoscenza non ce l’ho.
Ritornando alla pulizia nelle scuole. Personalmente trovo giusto la pulizia del proprio posto in classe (e della classe in generale) ma non mi trovo d’accordo nella pulizia dei bagni, corridoi e nelle stradine attorno alle scuole.
Io non ho mai pulito cessi alle scuole eppure non ho problemi di pulire i cessi a casa mia. Quindi la teoria che se non lo fanno a scuola (o da piccoli) proprio non regge. Non mi sembra che in Italia ognuno non si pulisca i bagni di casa propria…
Credo che con un diverso metodo di educazione e sensibilizzazione si possa comunque insegnare ai nostri giovani a rispettare l’ambiente.
Poi faccio una domanda: vi sembra che i giovani giapponesi siano tanto rispettosi del bene comune? Lo saranno più degli italiani, certo, ma sufficientemente rispettosi da confermare questa teoria? A me non pare… la pulizia che si trova in Giappone è anche frutto di un ottimo servizio di pulizia e di volontariato. Basta alzarsi presto la mattina (le 5?) per vedere che le strade tanto pulite e prive di rifiuti poi non sono. Aspettate le 8 e diventano le strade più pulite al mondo
@Hans:appunto questo metodo non fà si che qualcuno pensi LO FARA’ qualcun altro MA DEVE FARLO LUI è esattamente l’opposto è appunto educazione da piccoli a 360°.
“Come si distingue un imposizione da una proposizione quando si tratta di infanti?”
La proposizione è quando tutti in modo ciclico a volte anche scherzando o giocando
fano un attività, l’imposizione è quando vengono messe pene morali a volte anche fisiche
per fare una determinata cosa.
@Ale/Nicola:
C’e scritto Bijutsu (sezione di artistica) e significa che le sedie in questione devo essere lasciate sono in quelle aule e non spostate, per esempio, nelle aule dove si fà chimica..
Certamente se si vanno seguire tutti i casi il giappone non ne esce pulito pulito.
Ma tendenzialmente la situazione e’ leggermente migliore in giappone se parliamo di infrastrutture, fidati ho lavorato nelle scuole pubbliche italiane e la famiglia di mia moglie e’ una spece di mafia giapponese degli insegnati, tutti sono insegnati percui ho visitato centinaia di scuole per parlare dell’ italia.
Comunque dipende dove decidi di vivere, da come parli, scuole e immondizia mi sembra di capire che vivi nella zona sud di osaka? Se si permettimi una domanda, ma perche???
Hai dovuto in passato scegliere fra italia e giappone ma non hai scelto dove in giappone in modo accurato. nel mio caso ho comprato casa, ma prima ho studiato bene il tutto, dove, scuole, persone, ospedali, servizi, aria pulita, no pachinko, ecc. ecc ecc.
Dove vivo io la gente e’ super educata, non butta una cartina per strada. Ma pochi sanno che il giappone come l’ italia ha i suoi quartieracci che escluso il centro sono spesso orribilanti, affiancati o al centro di una zona industiale con personaggi non molto raccomandabili, sta tutto dove vivi. Comunque sul discorso autodisciplina rimengo fermo sull’ idea della validita del sistema. Se compariamo il rispetto di cio che e’ pubblico anche i giapponesi hanno pecore nere nel gregge ma vinco 5-0 in questo campo. Perche questa differenza?
Probabilmente molti genitori giapponesi, vizieranno i loro figli, ma non credo che siano ai livelli nostri, io ho lavorato come custode in quasi tutte le scuole della mia città, e spesso sono venute delle delegazioni giapponesi per imparare i nostri metodi, ti parlo di circa 17 anni fà, ma se la delegazione giapponese avesse visto come si comportavano i bambini a tavola e in classe sarebbero scappati immediatamente, urla, oggetti che volavano da tutte le parti, tra cui il cibo, sprechi di ogni genere , maestre che cercavano di urlare per farsi sentire…poi il pranzo finiva, e tutti lasciavano tutto per terra, non ti dico il refettorio in che condizioni era…penso e concordo che il sistema giapponese di far rimettere tutto in ordine sia molto educativo, e insegni il rispetto per le cose che usiamo e per le persone che ci stanno intorno.
Catia il rispetto della proprietà pubblica e l’essere viziati sono due cose diverse.
Sul rispetto della proprietà pubblica niente toglie che i giapponesi in generale sono migliori, dico in generale perché se mi metto a raccontare certi episodi schiatti. Non credere che siano tutti santerelli anchi di maleducati ce ne sono tanti quanti in italia.
Pero anche i giapponesi la sera spisciano in giro per strada vomitano come maledetti ovunque creando un campo minato vicino alle stazioni, scatarrano ecc.
sul discorso viziati ci battono scusami la mia opinione personale (comprovata) e’ che molti ragazzi e ragazze fanno di tutto per avere delle cose lussuose, prima il papa e la mammina gli compravano la LV ma ora se la devono comprare da soli e come raccimolano i soldi? Non te lo spiego per non essere volgare ma ti giuro i giapponesi sono viziati e i maschi sono anche troppo femminucce e mammoni.
Magari dovrebbero lavorare un po nel preparare le persone sul discorso stranieri, ti giuro questa settimana ho avuto 3 casi di intolleranza e almeno un 50 di casi di gente che incrociandomi si sorprende o cambia rotta o mormora qualcosina di poco simpatico pensando che non capisca.ecc. ecc. A forza di sorbirmi sta storia mi sento un tanuki a cui un lottatore di sumo a deciso avvicinarsi da davanti e non ha notato che il tanuki ha un certa cosa davanti schiacciandola con il suo piedino pesante.
Certo concordo i maleducati sono ovunque, ne ho avuto la proava sulla mia persona, ho aiutato 2 donne giapponesi che si sono stabilite nella mia città, le ho trattate come sorelle, e al momento buono mi hanno voltato le spalle… idem per gli ubriaconi ecc
aimè so’ anche come i ragazzi e sopratutto le ragazze giapponesi si “procurano” gli oggetti firmati… ma consideriamo che tutto il mondo per certe cose è paese, e come ho sempre sentito dire ” ognuno fà con la sua” su questo non ho nulla in contrario, se vogliono vendere il loro corpo affari loro!
Giusto Catia sono daccordo con te ma il problema e’ che in giappone sono un po troppe le donne che decidono di arrotondare o guadagnare in quel modo. Io tendo a dire per tokyo un 60% delle ragazze giovani hanno praticato questo sport nazionale.
Ma stiamo uscendo dall’ argomento. Per esempio forse questo sistema scolastico incentiva il rispetto della cosa pubblica ma non migliora il senso di responsabilita anzi praticamente ogni giorno vi e’ un incidente con fuga io ne ho visti tre e in un caso ho anche inseguito la macchina perche non riuscivo a capire il Kanji della citta.
Gianluca e Kanako parlateci del mea culpa giapponese, in alcune scuole si pratica ancora, mia moglie non lo faceva ma lo conosce.
Ciao Luca,
no, non proprio a sud… da Nanba 13 minuti prendendo la metropolitana Sennichimae.
Il discorso rifiuti non era rivolto solo alla zona in cui vivo (che devo dire è pure molto, ma prorpio molto pulita) ma in generale.
Con il mio lavoro viaggio molto… passo mediamente oltre tre mesi in alberghi fuori città e succede che talvolta mi devo alzare presto. Per la strada si trovano cartacce e confezioni di ogni genere di cibi (quei rifiuti che derivano dal mangiare qualcosa di veloce appena comprato al kombini). Ho visto che esistono dei gruppi di volontari che la mattina presto passano a ripulire le strade del loro vicinato. Verso le 8 poi tutto è pulito e splendente… una cosa che ammetto in Italia non ho visto mai. Comunque,vedendo lo spettacolo la mattina deduco che coloro che tanto liberamente buttano immondizia tanto rispettosi del bene comune non sono. Quindi la scuola con il sistema che ha non è stato sufficiente.
Penso che sensibilizzazione anche degli adulti (coloro che le scuole hanno già finito) potrebbe servire, anzi potrebbe portare di più che facendo pulire i cessi ai bambini di 6-7 anni. Una via di mezzo quindi.
Ritorno alla tua domanda sul perchè di dove vivo. La casa in cui vivo appartiene a mia moglie. Comunque la zona è carina, tranquilla e non mi manca praticamente nulla. Le scuole che vedo nelle vicinanze le trovo “vecchie” con gran bisogno di ristrutturazione, finestre nuove, pavimenti nuovi etc… non so’ se altre scuole sono simili ma deduco di si. Sarà anche che nella zona in cui abitavo in Italia ha praticamente tutte le scuole nuove e moderne.
Comunque permettimi una domanda: sei alto, biondo e occhi azzurri? Ho conosciuto un Luca che abita a Osaka con queste caratteristiche alcuni anni fa… poi non l’ho mai più visto.
No sono alto, moro e occhi verdi.
Magari ci conosciamo. magari una volta se ti va quando facciamo le mangiate tra italiani vieni. conosci il casereccio? a mukonoso?
qualche volta ci facciamo un a pizza da Pietro a Kobe oppure mi trovi spesso al panificio sivelli a Okamoto gli do una mano con i Pc e scrocco il pane.
Come si chiama il tuo quartiere? Io abito a Takarazuka la conosci?
se vuoi contattarmi passa su yahoo answer e cerca delle domande con la parola giappone (ultimi 4 giorni cosi e’ piu facile beccarmi) , troverai un utente Luca G sono io e li puoi scrivermi direttamente.
Capito il discorso casa, io nel mio caso ho comprato un appartamento nuovo e sto restaurando la casa di famiglia, i genitori di lei tra poco si trasferiranno a Kagoshima percio la rimettero a posto (devo buttare giu tutto).
Quello dell’ immodizia e’ un aspetto poco conosciuto del giappone, hai mai notato che cosa buttano nei fiumi? biciclette motorini, ruote e frigoriferi. Ma generalmente non spaccano le cabine o altre cose, il discorso resti e’ prodotto da i classi salari man che per me non sono esseri umani visto che ci lavoro e li ritengo insulsi. Hai mai notato quante schifezze preconfezionate mangiano sti disgraziati?
dimenticavo alla chiesa di shukugawa facciamo la messa il 7 dicembre (conosci Don giovanni il Prete?) panettone per tutti. le sue messe sono un po pesanti (versione piu estremista del Vangelo ecc) ma sono una buona scusa per incontrarsi con altri italiani.
Takaratsuka? Certo! Ci sono stato un paio di volte per via del teatro. A Takaratsuka abita un mio amico italiano, Vittorio… forse lo conosci. Io sono nel quartiere Ikuno-ku.
Magari ti contatterò tramite Yahoo Answers… ti avevo già letto in passato
Scusate il OT
Non dimentichiamo, però, che la scuola non è – e non deve essere – l’unica agenzia educativa…
Non voglio offendere nessuno ma temo che sia semplicistico dire che l’obbligo, eufemisticamente chiamato autodisciplina morbida, a pulire la propria scuola fa crescere i giapponesi civici(?) e civili.
Ci sono molti fatti, noti a tuti, che smentiscono questo:
- i giapponesi all’estero si comportano come la popolazione locale, in maniera parimenti in/civile, per esempio non stanno ordinatamente in fila.
- molti giapponesi in patria non stanno ordinatamente in fila e non rispettano gli ambienti pubblici, alcuni sono criminali incalliti, se la disciplina forma le persone non si comprende perché puntualmente fallisca con una parte della popolazione, evidentemente l’assunto iniziale è falso.
- italiani che non hanno fatto le pulizie scolastiche da piccoli sono ugualmente rispettosi del pubblico e civili.
- spesso chi viene obbligato a fare qualcosa, finisce per odiare quell’attivitá e odiare la disciplina.
Detto questo, aggiungo che è vero che la disciplina può dare ad una persona un autodisciplina utile e positiva per vivere civilmente, è vero anche che essere coscienti di quanto costi pulire il proprio ambiente insegna ad essere cauti prima di sporcarlo.
Ma siamo tutti diversi e la disciplina ha effetti diversi su di noi.
Dalla stessa disciplina può nascere il rifiuto ad un comportamento civile, proprio per il fatto di aver conosciuto la disciplina.
La disciplina è una forma di plagio, se volta a dare ad una persona una forma di autodisciplina, perché induce una persona ad avere se stessa come guardiano delle proprie azioni. Quando sono azioni che ci piacciono, la chiamiamo responsabilitá, quando sono azioni che non ci piacciono la chiamiamo maleducazione.
Quanto alle pulizie in particolare, se è vero che farle insegna qualcosa, bisogna anche dire che insegna con troppa insistenza e monotonia. Tanti bambini svegli non hanno bisogno di ripetere decine di volte una cosa per comprendere un concetto.
Il loro tempo, che potrebbe essere impiegato in maniera più utile e creativa per loro, viene usato per delle azioni noiose e poco soddisfacenti, cosa che come è noto porta a frustrazioni.
Non sono completamente pro o contro le pulizie scolastiche. Dubito che possano essere la diretta fonte della civiltá dei giapponesi, che invece credo sia frutto di un processo imitativo (vedi il caso del giapponese all’estero che smette di stare in coda ordinatamente).
Ritengo che fare le pulizie sia importante primo perché vivere nel pulito è necessario e secondo perché come qualunque attivitá ci insegna qualcosa. Ma se insegna qualcosa, non lo fa sempre e non a tutti. E vista l’estensione e la durata delle pulizie scolastiche in Giappone, penso che sia una forma di impiego del tempo altrui che svilisce le persone più intelligenti e dotate e rende ostili e a volte rabbiose persone altrimenti miti e civili.
Per Rob (quando ha finito di fare le chiacchiere da massaia sul sito di G&K…
)
Purtroppo alle “mie” elementari il bidello/a era una figura un po’ disgraziata, che subiva la maleducazione di bimbi se non viziati comunque poco rispettosi del bene comune.
Ricordo che passavano il tempo a sbraitarci dietro perché entravamo in aula con le scarpe sporche di fango oppure perché giocavamo a tirarci l’acqua nei bagni… Sarebbe stato bello fare le elementari dalle tue parti, sicuramente ne sarei uscita più responsabilizzata :O)
Riguardo al fatto di far pulire anche i bagni ai bimbi giapponesi sono d’accordo con te. L’impressione che siano usati un po’ come “forza lavoro” è abbastanza forte, e, dato che nelle case dei miei amici l’igiene è spesso un optional… direi che non dà esattamente l’idea di un valido metodo di responsabilizzazione.
Salutami il Bel Paese (hihi) e riportami una caciotta per quando ritorni
KK
Kazu san io purtroppo sono una di quelle custodi, che venivano ignorare dai maestri, “eravamo una razza inferiore” e i bambini che lasciavano kili di carta igienica nei bagni, dentrifricio nei lavandini, gomme e cartacce ovunque…
ora che non riesco + a trovare un’occupazione,in italia le donne scadono come le scatolette dopo i 30 anni per cui niente + lavoro… sigh! posso dire che quello stipendio mi manca, ma certo non la maleducazione… mi manca la cucina giapponese ^ ^
Catia-san, ricordo che qualche volta la nostra bidella scoppiava in lacrime dall’esasperazione
Sicuramente c’era dell’altro dietro, in ogni caso avrei preferito essere una bimba più responsabile (non che fossi esattamente una vandala, sia ben chiaro) ^^
Ti mando tanti baci e un quintale di sushi :*
kazu san bacioni… ma ora mi andrebbe tanto una scodella di ramen, oppure udon bollenti ^ ^.
sabato e domenica sono al festival giapponese a Firenze e già pregusto la giornata… o bento e dolci invernali… ora ci sono le castagne …oppure i dolcetti agli azuki
Interessanti i discorsi e le opinioni di tutti e vi ringraziamo per aver interagito e scoperto
che l árgomento vi porta curiosita’.
Alcuni peró continuano a fermarsi sul discorso UNIDIREZIONALE ..ITALIANISSIMO
considerando “un metodo” la fonte o le meraviglie di tutti i mali.E’ solo azione e’ solo
un metodo che un paese cerca di dare con i suoi pro ed i sui contro…ma ci prova.
La risposta a quelle affermazioni l’ha comunque data Elisabetta (siamo in accordo al 100%) dicendo che la scuola NON E’ l’unica agenzia educativa, inutile perdersi nei labirinti discorsivi che chi riceve disciplina alla fine non e’detto sia educato.
Qui si parla di percentuali e non della totalita’, ci sono diversi giapponesi irriverenti maleducati, irrespettosi, ladri ect…che possiedono tutti i vizi capitali dell uomo, cambia la pelle ma l uomo é sempre lo stesso…!
Ma oggettivamente sono una minoranza esigua…e non e’ un parere lo dicono gli accordi
internazionali Consolari e anche IATA che fa’rientrare il passaporto giapponese nel GOLD WORLD SAFETY 5:Svizzera, Canada, New Zeland, Australia, Giappone come paesi piu rispettosi e a basso profilo criminale che danno liberta su molti visti ed il tempo piu lungo di soggiorno su territorio straniero.
Che tra i giapponesi ci sia un tasso di criminalita’ assai basso e’ ben noto, quello che non avete dimostrato e’ che sia dovuto alle pulizie scolastiche
E se lo e’, in che percentuale. Rimane solo una vostra teoria e in quanto tale sarebbe opportuno da parte vostra avere maggiore modestia nel avanzare affermazioni come fatti e aggiungere per lo meno un bel “secondo me” alla opinione che la buona condotta media dei giapponesi sia il frutto di disciplina che impone le pulizie scolastiche.
Senza mai citare percentuali prima dite che la cosiddetta “autodisciplina morbida” che impone di pulire la propria scuola fa crescere i giapponesi civici e civili. Poi quando vi si dice che ci sono fatti che smentiscono quello che presentate come un assioma e un modello, dato che solo ora parlate di percentuali che fate? Liquidate le argomentazioni come “labirinti discorsivi”, liquidate l’esistenza di persone maleducate e che sporcano come minoranza esigua e il loro comportamento come ovvio aspetto della natura umana che e’ giusto aspettarsi.
Sembra proprio, con questo sfrondare quello che vi smentisce, che vogliate aver ragione a tutti i costi, mi meraviglio che abbiate il coraggio di indicare i discorsi altrui come unidirezionali.
Questa argomentazione ad hominem che da di fatto dell’ottuso a chi non e’ d’accordo con voi, dimostra che non avete argomentazioni migliori a sostenere l’idea che le pulizie scolastiche formano i cittadini.
Non date una buona immagine con simile aggressivita’ verbale.
Poi ancora ci dimostrate scarsa propensione a dialogare quando ci dite che un metodo non vada considerato “la fonte o le meraviglie di tutti i mali”. Ma voi per primi avete declamato senza riserve la bonta’ del metodo Montessori come uno dei “modelli scolastici più premiati nel mondo”, pare che quando si tratta di dover essere moderati nei giudizi sui metodi, la cosa non valga per voi.
Se e’ questo il vostro modo di discutere che ci mostrate, svilendo le idee altrui e rimproverandole dei vostri stessi errori, forse avete sbagliato ad aprire il blog ai commenti: una rassegna di notizie con accesso solo ad amici registrati e’ un ambiente che potrebbe rivelarsi assai piu’ adatto.
@Serena:ma scusa qual’e la motivazione di questa tua polemica ed aggressione nei nostri confronti? Sei la prima persona nei 2 anni del nostro blog che ci ha scritto ed accusato in maniera pesantissima…ma perché ?
1)Il nostro blog come i nostri post sono giá SECONDO NOI
2)La nostra opinione e’ personale e soggettiva non oggettiva serve per interagire con voi lettori e le vostre opinioni..mica e’un aula di giustizia su chi ha ragione o meno.
3)Per chi ci segue e chi ci conosce non abbiamo mai dato lezioni a nessuno e neanche ne vogliamo dare
4)Il blog é aperto a tutti come i commenti…eccetto a chi offende con ingiurie dirette o parole oscene
5)Ottuso …non lo abbiamo dato a nessuno.
Per quanto riguarda tutte le argomentazioni e le domande che hai fatto nel tuo ultimo commento abbiamo una sola risposta :
“la scuola NON E’ l’unica agenzia educativa,” e quello citato era solo un metodo .
E chiaro a tutti che tu non sei d’accordo…ma noi non ti offendiamo per questo ….
prova a riflettere.
Cara Serena,
Io forse sono l’ utente piu bastian contrario (remo sempre contro cio che dicono Gianluca e Kanako).
Ma la tua polemica e’ sterile primo perche Gianluca e la sua cara consorte non mi hanno mai zittito in malomodo o censurato.
Giustamente questo e’ il loro Blog e espongono i fatti secondo il loro punto di vista ma ci lasciano commentare in pace e spesso contraddire le loro versioni.
Non sai quanti blog mi censurano i commenti perche contrari alla loro politica.
G&K non lo fanno battagliano si per difendere la loro idea ma non zittiscono nessuno e quando e’ giusto accettano le critiche.
Non attaccarli malomodo perche giustamente qui si discute per conoscere meglio le cose forse ti consiglio di leggere tutti i loro post e commenti per capire meglio.
Comunque per concludere sull’ argomento autoresponsabilizzazione devo dire che comunque questo sistema certamente influneza positivamente i giapponesi, come detto da G&K non e’ l’ unico fattore educativo, aggiungo che se lo fosse i giapponesi sarebbero ben messi ma fidati lo stato delle loro famiglie non e’ dei piu rosei e educativi, molti dei problemi sociali nascono proprio dalla mancata presenza dei genitori giapponesi.
Vorrei comunque correggere una cosa, il giappone non e’ cosi privo di criminalita ma al contrario di cio che si pensi e’ invaso da molta omerta.
Il 70% dei crimini non viene denunciato per vergogna, paura o sfiducia in una polizia che usa come unica arma investigativa la coercizione di qualunque poveraccio le passi a tiro. Gli stessi giapponesi dicono non vorrei mai finire per sbaglio in Koban perche in 21 giorni senza avvocato confesserei anche di aver ucciso Kennedy anche se non ero ancora nato.
La questione della sicurezza in giappone e’ un po esagerata dal governo che tende a nascondere i problemi della societa. Ecco un elenco di crimini non denuciati in generale dai giapponesi:
-Violenza sessuale
-Violenza domestica
-Truffe(2 milioni di persone truffate all’ anno certo che i giapponesi abboccano facilemente)
-Strozzinaggio
-Mobbing
-Abusi sessuali sul lavoro
-Lavoro nero
-Piccoli crimini in generale
-Mafia (totalmente intoccabile e inserita i tutti gli ambienti politici)
-Gioco d’ azzardo.
-Prostituzione praticamente legalizzata (con ragazzine di 12 anni che si prostituiscono e la polizia non fa quasi nulla)
Scusatemi ma sono stufo di questi stereotipi positivi o negativi che girano sul giappone.
Gianluca per fare felici i filo italiani perche non postate il un articolo sul sistema ospedaliero giapponese confrontato con quello italiano? Dai che almeno una volta l’ italia vince alla grande, cosi li facciamo felici dai dai dai. Katte katte katte
@Luca:che bel complimento ci hai fatto, grazie.Calcolando che diversi blog sul giappone ci hanno segnalato le tue incursioni, qualcuno è arrivato anche a bannare la tua email, ci riempi di gioia nel spiegare proprio ai lettori più cocciuti che noi esprimiamo le nostre personali opinioni (che non sono oro colato) e non banniamo o censuriamo nessuno.
1)Per quanto riguarda “il giappone non e’ cosi privo di criminalita” e chi lo ha detto?? Nessuno dei lettori ne tantomeno noi.Basso profilo criminale significa un altra cosa, e parliamo sempre di percentuali!L’argomento sulla criminalità è un altro, noi abbiamo parlato di educazione…..
2)Si bella idea faremo un post anche sul sistema sanitario per sfatare 2 miti e luoghi comuni a)X tutti quelli che pensano che QUALSIASI ospedale in giappone sia meglio dell’italia b)X tutti quelli che pensano che QUALSIASI ospedale pubblico e convenzionato in giappone siano entrambi lo stesso schifo e comunque peggio dell’italia
Non so quanti anni avete voi tutti ma, da quello che ho capito, siete usciti dall’ambiente scolastico, come studenti, molti anni fa (chi più, chi meno)… io parlo da studentessa che si sta preparando per l’esame di maturità e che ha ben presente le scuole dove ha frequentato… se si parla di edifici scolastici italiani c’è da dire solo una cosa: sono pessimi!
Naturalmente parlo per esperienza personale e non vado a fare l’esempio del Sud perché non ce né proprio bisogno… io abito in provincia di Verona e l’edificio dove è dislocato l’indirizzo pedagogico del mio liceo è a dire poco fatiscente. E’ completamente fatto di cartongesso (i pavimenti tremano al solo camminare… neanche fossimo bisonti), molte finestre sono rotte (non i vetri ma la chiusura) e anche molte tapparelle che, o non si possono alzare o far scendere, il giardino è lasciato all’abbandono (quest’anno avrò visto che tagliavano l’erba massimo tre volte, lasciando però la siepe, che circonda un passaggio pedonale interno, incolta). All’entrata della scuola poi c’è un enorme buco nel muro (che sarebbe il caso di coprire visto che mostra anche le tubature), provocato però dai ragazzini delle medie che condividono con noi l’edificio. In più, in fatto di attrezzature, basta portare l’esempio della palestra che oltre ad essere sempre sporca, è priva appunto di queste, e le uniche presenti sono malandate o rotte.
Adesso io non sono mai stata in Giappone (cosa che desidererei fare presto) e quindi non posso dire se gli edifici sono migliori di qua. Penso solo che ogni Paese abbia i suoi tarli e in Italia è quello della scuola che comprende sia gli edifici che il sistema scolastico.
Dal Giappone dovremmo prendere, secondo il mio parere, un pò di rigidità sull’insegnamento del rispetto sia per gli altri che per l’ambiente perché ultimamente questi due, da noi, stanno completamente sparendo lasciando il posto ad una maleducazione infinita che si nota molto anche tra i banchi di scuola. Forse il fatto che gli studenti facciano da “bidelli” non è poi tanto male se riesce a creare più civiltà (poi comunque dipende sempre dal soggetto e dalla famiglia a cui appartiene). Mah….
Domanda OT…. scusate per chi è italiano e vive in Giappone: perché vi siete trasferiti nel Sol Levante? e che lavoro fate?
Sono molto curiosa soprattutto sul fatto lavorativo perché mi piacerebbe abitare in Giappone però dovrei essere sicura di trovare lavoro.
Grazie