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Primi cenni di Synth Rock sono avvertibili già sul finire degli anni ’60, precisamente nella musica di vari gruppi progressive rock. Rick Wakeman, tastierista degli Yes, è visto da molti come uno dei primi a sperimentare sonorità di questo tipo, assieme a Keith Emerson degli Emerson, Lake and Palmer.Questa formula venne poi sviluppata da gruppi teutonici (i Kraftwerk sono un esempio), rendendo la Germania la patria più accreditata del Synth Rock.Gli anni ’80 (considerati il culmine del genere) videro la proliferazione di numerose synth rock band, da citare sono Depeche Mode, Duran Duran, New Order e Devo (questi gruppi sono anche classificati nel Synth Pop avendo caratteristiche di quest’ultimo). Sempre in quegli anni, i Ministry fusero elementi Synth Rock con l’heavy metal, dando così origine all’industrial metal, genere che riscuoterà notevoli consensi, soprattutto, nel decennio successivo.Negli anni ’90, il genere venne contaminato con altre espressioni musicali, soprattutto con il glam rock e il gothic rock. I Paradise Lost (inizialmente una doom metal band), con il loro album Host, sperimentarono queste commistioni come fecero i Ministry prima di loro, con la differenza che venivano impiegati elementi rock anziché metal. Il Synth Rock è stato anche miscelato da certi artisti con la musica glam rock, ad esempio i The 69 Eyes. Gruppi come i Nine Inch Nails si rifanno al synth rock ottantiano dei Depeche Mode, venendo accreditati tra i maggiori fautori dell’industrial rock (variante meno massiccia dell’industrial metal).(fonte wiki)

Definita come la principale band della scena new-new wave di Tokyo i Polysics hanno un retroscena di sperimentazioni sonore e live performance davvero vasto. Dal loro debutto nel 1999, dopo vari cambiamenti negli anni la formazione si stabilizza fino a produrre il loro quinto album con una major Now is the time! che li farà conoscere in Europa… un’Europa che li vedrà aprire concerti del calibro di Kaiser Chiefs in UK e li vedrà partecipare al “02 Wireless Festival” a Leeds e a Londra.Fanatici degli occhiali da sole e delle uniformi, i Polysics celebrano le loro “venature” Devo utilizzando sintetizzatori e vocoder in grado di codificare tipicamente la voce catapultando direttamente l’ascoltatore all’interno di un videogioco o di un cartone animato.Dopo la tour del 2008 si attendono in Italia per i primi del 2009.(fonte rock italia-video youtube)

SITO WEB
www.polysics.com
www.myspace.com/polysics

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4 Responses to “Synth Rock giapponese: i Polysics”

  1. ルカLvca says:

    Mai sentito parlare di Hajime Tachibana, negli anni ’80 credo fosse stato molto famoso in Giappone per la sua musica..Mix di jazz piano bar e elettronica da ciberpunk, mi ricorda un po Tetsuo the iron man…ahahahha

  2. A.R. says:

    heheh, somiglia un po`anche a Takako Minekawa……. fantastic CAT !!!!

  3. [...] ed il titolo del lavoro sintetizza “few days in tokyo”, ripreso con musiche fast beat [Life in yellow - Polysics ]… ancora una volta scatenano emozioni.Vedetelo in HD 1080p come gli altri video simile che [...]

  4. Fabrizio Modugno says:

    Very amazing,”KAWAI”!

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