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La televisione nazionale giapponese è un istituzione e si chiama NHK. Studiando i temi, modi e la professionalità del brodcasting mondiale inglese BBC, ha poi personalizzato con assoluto rigore e chiarezza un proprio modo di fare notizia rendendo la NHK un modello per l’intera asia.Le notizie che vengono annunciate con un rei (inchino) ai telespettatori, “rigorosamente” non commentano le notizie ma cercano come standard mondiale di essere concisi e precisi nel riportare qualsiasi tipo di notizia.

Un giapponese qualsiasi che prova per un periodo a seguire i telegiornali italiani, lo troverete con la bocca aperta e magari stile manga con un punto interrogativo sulla testa.

Alcuni telegiornali (che non menzioniamo) unici nel mondo che sponsorizzano suonerie per cellulari, che commentano stile chicchiera da bar ogni evento e/o che magari si occupano di gossip come notizia d’apertura, sono solo motivo di sorriso e senso di divertimento per essersi allontanati dalla realta delle regole delle news con caduta di stile e professionalità.Quello che invece molti italiani non vedono e che per uno straniero desta anche preoccupazione è l’indicare la nazionalità di passaporto nei fatti di cronaca.Un esempio? Questi erano i titoli dei giornali di ieri:
- A Pisa un macedone in stato di ebbrezza alla guida di un camion travolge un pensionato.
- Stesso destino per un motociclista a Brescia, falciato da un albanese
- Un giovane cittadino moldavo, alla guida di un furgone risultato rubato, ha travolto un’auto con a bordo tre giovani, tutti ventenni.
- È stato rintracciato e arrestato per omicidio colposo e omissione di soccorso l’uomo auto-trasportatore residente a Minturno che, a bordo del suo camion, ha travolto ucciso, nella tarda serata di martedì un ciclista che percorreva la Pontina. La vittima è Iulian Baeram 45 anni, romeno, identificato dai carabinieri grazie alle impronte digitali.

In giappone è inammissibile, in Inghilterra assolutamente vietato indicarne la nazionalità al massimo viene indicato genericamente come straniero.Indicare poi con scorrettezza solamente e precisamente uno straniero con nazionalita+nome/cognome e tralasciando genericamente magari quello italiano, lascia i commenti del caso.Inutile dire che professionalmente è inammissibile, ma è anche una qestione di sfumature. Se accadesse alla BBC i telespettatori insorgerebbero inquanto si tratterebbe di atto di discriminazione verso un etnia, in giappone sarebbe motivo di arroganza non formale e diseducativa.

Le conseguenze di questa apparente banalità produrrà in Italia disagi a medio ed a lungo termine inquanto fermando un qualsiasi APPARENTE straniero, un italiano non è in grado di distinguerne la nazionalità.Chi sa distinguere un giapponese da un cinese nella metro di Roma o su l’autobus a MIlano?
Una volta lo straniero si dichiara la sua etnia come si fa a sapere che passaporto ha?

Riportiamo la storia assurda che ci ha scritto una signora giapponese a Roma sposata con un italiano e madre di 2 bambini.Andando ad un famoso monumento Romano (in gita con la scuola romana) il cartello della biglietteria spiegava che ci sono 2 tipi di biglietti; uno per la comunità europea scontato e uno per gli altri paesi integrale.Inutile spiegare che il bambino pur con gli occhia mandorla aveva passaporto italiano nato in italia ma ci è voluto l’intervento dei carabinieri perche l’inflessibile addetto continuava a pensare ad una furbata e voleva vedere un documento del bambino.Il bambino si è sentito clamorosamente escluso e denigrato e l’adetto lo aveva indicato appunto come extracomunitario con l’ira della madre.

Non è una polemica…..lo dico subito…ma una reale constazione della realtà vista con l’occhio dei giapponesi (gianluca)

17 Responses to “Inquadratura fuoricampo, l’italia vista da fuori da un giapponese”

  1. Mauro says:

    Ci ho pensato tante volte anche io a questo atteggiamento dei TG italiani…ora ho la riprova che NON SONO PAZZO a pensarla così.
    Grazie

  2. catia says:

    Infatti sarebbe + corretto evitare di mettere in piazza le generalità delle persone, anche perchè poi ci si ritrova nel mezzo di un ciclone, a causa di ficcanaso, che vogliono sempre sapere tutto di tutti, sono sempre + d’accordo con il modo di fare giapponese, e mi vergono di dire che sono italiana quando leggo notizie come ha sopra riportato Luca, del bambino e della madre trattati come dei “barboni stranieri, siamo tutti esseri umani, e se ci comportiamo civilmente e sempre + spesso sono gli stranieri a darci il buon esempio, abbiamo tutti gli stessi diritti… altrimenti facciamo come gli americani degli anni 50 /60 che impedivano alle persone di colore di frequentare scuole e locali dei bianchi.

  3. Elisabetta says:

    … vabbè… ormai i giornalisti in Italia si contano sulle dita di una mano…

  4. federico says:

    Non stupiamoci che ciò avvenga in un paese dove le televisioni sono in mano ad una sola persona, che non ha esitato ad allearsi con un becero razzista che fa gestacci durante l’inno nazionale ed offende tutti quelli che non sono “padani”.
    Mi vergogno di avere simili governanti.
    Mi si perdoni lo sfogo.

  5. Federico..sfogo accettato…ovviamente

    qui il dramma è che la gente comune non riconosce più ciò che è giusto o sbagliato
    i parametri di riferimento sono totalmente sfalzati.

    A presto un post sulle procedure d’immigrazione per il permesso di soggiorno per un giapponese….. ne leggerete delle belle.

  6. [...] Vi segnalo il bellissimo post di Gianluca e Kanako, che potete trovare per intero QUI. [...]

  7. francy says:

    Come darvi torto?
    Ho segnalato il vostro post sul mio blog, spero non vi dispiaccia!
    A presto, ciao!

  8. jona says:

    Caspita, mi domando quando finirà tutto questo, anche io mi sono ritrovato in situazioni di grande disagio per il semplice fatto di non essere nato qui!!
    Veramente inammissibile che cose di questo genere continuino a succedere e per di più su dei bambini che non hanno colpa di niente!!
    ^^

  9. Francy
    fai pure non ci dispiace affatto

  10. Jona -nel post non lo abbiamo scritto…ma una delle cose folli da vergognarsi a morte
    e chiedere un passaporto ad un bambino per entrare in un monumento….
    NO COMMENT

  11. jona says:

    Senza parole!!
    (-.-)!!!

  12. Kazu says:

    “Qui il dramma è che la gente comune non riconosce più ciò che è giusto o sbagliato,
    i parametri di riferimento sono totalmente sfalsati”
    Approvo e sottoscrivo. Bisogna ripartire da zero e rieducare i nostri bimbi alla civiltà, dando per primi il buon esempio. Ragazzi mettiamocela tutta!

    vostra affezionata Kazu

  13. se le persone si impegnassero potrebbe cambiare….
    partendo dai bambini ma non è affatto facile

  14. Elisabetta says:

    … partendo dai genitori…

  15. panapp says:

    Sono totalmente d’accordo con quanto scritto nel post, e purtroppo non posso non allinearmi al pensiero di federico. Faccio un esempio: io abito proprio ad Appignano del Tronto, il famoso paesino in cui un “rom ubriaco” ha ucciso col furgoncino 4 ragazzi, forse ricorderete. Dell’espressione “rom ubriaco”, quale parte pensate sia balzata più agli onori della stampa? “Rom”, ovviamente! Il fatto che il guidatore fosse “ubriaco” è del tutto insignificante, il problema per tutti è che era “rom”. Quindi ora si sta cercando in tutti i modi di estradiare questa gente (gente normale, non criminali) fuori dalla provincia perché loro sono il problema. Io trovo che tutto ciò sia sconcertante: è inutile negarlo, l’Italia è un paese clamorosamente razzista, ed io non so se questo razzismo ha origini antiche e spiegabili o no, ma sarebbe comunque ora di liberarsene, non trovate?

  16. che aggiungere..hai perfettamente ragione..
    e non serve andare in giappone basta varcare il confine e si realizza che questa anomalia è unicamente italiana.
    Un paese ancora molto provinciale dove tutto gira sull’apparenza, se hai il piercing sei drogato. la minigonna di facili costumi….se sei straniero rubi…e se hai gli occhi a mandorla (ma giapponese)..
    sarai sicuramente un cinese…

  17. [...] ci segue se lo ricorderà il post fatto, in tempi non sospetti per la precisione la scorsa estate, sul ridicolo uso di indicare la nazionalità nei fatti di [...]

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