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Un adolescente giapponese che è stata catturata in video facendo graffiti sul Duomo di Firenze è volata nelle città rinascimentale a proprie spese per scusarsi. La studente di moda di 19 anni all’ Università di Gifu in Giappone ha anche offerto 600 euro (950 dollari), come la televisione e le news di agenzia delle relazioni hanno detto. “Accettiamo le scuse ed accettiamo il prezzo solo per l’eccezionale gesto di grande senso di civiltà”, ha detto il capo curatrice del Duomo Anna Mitrano, commossa per la visita del rettore universitario Yukitoshi Matsuda.(fonte mainichi)

6 Responses to “Le scuse ufficiali per i graffiti da un paese incredibilmente civile”

  1. catia says:

    E’ meraviglioso, il Giappone è il paese + civile che conosco, anche se io non avrei accettato i risparmi della studentessa, se si pensa a quanto sporchiamo noi, e senza che nessuna legge ci punisca, penso che il fatto di essere aspramente rimproverata non solo nei giornali ma anche alla tv era già sufficiente…
    Prendiamoli d’esempio. e imparimo a comportarci civilmente.

  2. jona says:

    Incredibile, davvero un gesto coraggioso da parte di questa ragazza!!
    Il problema secondo me non è sbagliare ma accettare i propri sbagli e chiedere scusa per il male causato, in pochi sono a fare gesti così valorosi per non dire nessuno!!
    Continuate così!!
    Grazie
    ^^

  3. E’ incredibile quanti anni dietro ancora in Italia si è sul lato dell’educazione civile…viene da arrossire.
    E pensare che per molti italiani quelle persone vengono semplicemente bollate come poco sveglie.

  4. Kizzychan says:

    Già, noi siamo i più ‘furbi’ mica fessi… che tristezza… da vergognarsi; onore ai giapponesi!!!

  5. Sono senza parole. Siamo dei barbari a confronto.

  6. gueststar says:

    i nostri scrivono, disegnano, deturpano, mozzano ogni tipo di monumento…
    e hanno addirittura il coraggio di creare un caso per una la turista giapponese.
    siamo tutti d’accordo che sia un gesto assai incivile, ma al solito l’italia e’ pronta a guardare la pagliuzza nell’occhio altrui.

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