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Tokyo 1964 una data storica per il giappone.Non solo la data delle olimpiadi ma la data di un rilancio di un paese distrutto dalla guerra che riparte e si rimbocca le maniche per ricostruire.La necessità di trasformare le esigenze di base in benessere ha richiesto ai giapponesi di trovare la strada più veloce per migliorarsi, cercando di fatto un metodo, che diventerà negli anni il fulcro della cultura giapponese: copiare chi ha fatto bene.Di esempi ce ne sono milioni, la maggior parte eccellente altri un po meno, di fatto però il metodo ha funzionato e lo si vede per esempio a Tokyo.Il Ginza Dori, il mega vialone copiato in pieno da Oxford street a Londra e poi personalizzato, le pedonalizzazioni di Shibuya copiate dal centro di Parigi e poi personalizzate anche loro, la struttura metropolitana stile New Yorkerse e poi raffinata, e tantissime altre che non rimangono opinioni personali ma sono scritte nei libri di architettura e spiegate all’università proprio come metodo architettonico.Oggi la copia continua ed il loro obiettivo è l’ambiente, avendo come punto di riferimento i paesi scandinavi (faremo un post a riguardo più avanti) . Un metodo del genere andrebbe applicato a Roma, che pur essendo una città unica e meravigliosa ha come punto debole i servizi e la viabilità.Le strade della capitale italiana sono praticamente strade di campagna che invogliano veramente ad acquistare una jeep od un Suv e chi come noi si sposta spesso in moto deve fare lo “slalom” tra buche, crepe o tombini messi “naif”.La cosa fa molto rabbia pensando che in passato proprio gli architetti ed ingegnieri romani hanno inventato la carreggiata, il ciglio stradale ed il miglio… ed il mondo dell’epoca li copiò.

Beh, divertiamoci a fare una simpatico confronto con una strada di Tokyo ed una di Roma.
Come si vede nella foto (per chi non è mai andato in giappone) la strada è suddivisa in 3 parti:
1)La parte della carreggiata perfettamente liscia con 2 strati di bitume giacenti su un superficie di cemento,
delineati da due righe bianche.NON CI SONO I TOMBINI ALL’INTERNO DELLA CARREGGIATA.
2)A lato della carreggiata c’e il percorso ciclabile e pedonale che è solo verniciato e non realizzato nel costoso “tartan” delle utopistiche piste ciclabili romane.
3)Oltre la ciclabile si trovano i canali di scolo, le chiostrine pioggia ed i tombini.Sono realizzati in un materiale misto cemento di scarto/riciclo sollevabile da chiunque nel caso serva, per esempio forti pioggie, alluvioni , permettendo all’acqua di defluire velocemente senza ustruire.
4)I servizi tecnici come luce , gas, telefono viaggiano all’esterno nella maggior parte dei tragitti (causa terremoti frequenti) ove possibile invece sono interrati in canali ispettivi che evitano di distruggere la strada ad ogni intervento da parte delle aziende di servizi.

Le strade costruite con questi criteri hanno manutenzioni bassissime e durano anni, riducono i costi sanitari ed assicurativi degli incidenti nazionali.Indipendentemente dai colori politici, dalle lobby ed i subappalti speriamo che il “metodo copia” verrà un giorno applicato anche a Roma per riportarla ai splendori passati..e non rimanga un sogno nel cassetto o peggio un utopia.

ps:Un ringraziamento a laura di Degrado di Roma che ha pubblicato questo post sul suo blog

9 Responses to “Universi paralleli: strada giapponese e strada italiana”

  1. Kizzychan says:

    Davvero non c’è paragone con le nostre disastrate strade… quel che mi stupisce è che in ogni immagine che vedo le strisce bianche sull’asfalto (pedonali ecc.) sembrano sempre appena fatte, non sono mai sbiadite! Usano vernici migliori delle nostre o le riverniciano più spesso??

  2. Tommy says:

    Devo dire però che tutti quei fili e tralicci per le strade la prima volta mi ha sorpreso, esteticamente sono veramente brutti.

  3. GianlucaeKanako says:

    Kizzychan: In giappone, ma in tantissimi paesi europei, le striscie vengo realizzate con un materiale teflonato applicato misto a vernice o stampato sull’asfalto.
    In italia per risparmiare, specie a roma dove vengono appaltati i lavori a ditte terze, quarte ,quinte etc, viene usata solo vernice spray..in più la manutenzione lascia il tempo che trova.

    Tommy:Hai ragione esteticamente sono veramente discutibili, ma avendo molti terremoti, al momento non ci sono altre soluzioni tecniche per una pronta manutenzione.

  4. bunny chan says:

    Mi unisco anche io allappello! E speriamo che l strade di Roma migliorino…anche se sembra sempre più un’utopia!

    Baci,
    B.

  5. Kizzychan says:

    Ah non sapevo di questo materiale che usano all’estero… ma alla lunga dove sta il risparmio se bisogna spesso riverniciarle ’ste strisce?? Possibile che non impariamo dai paesi più civili di noi? Bah…

  6. GianlucaeKanako says:

    La solita storia
    …faccio male cosi ..rifaccio..e via un nuovo appalto!

  7. Miky says:

    Vero.. ci sono cose veramente tremende.. si apre il tombino, si chiude, e ci si mette una toppa sopra. Due anni dopo lo si riapre, si spacca la prima toppa, si lavora, e se ne mette una seconda. Risultato: bozzo della prima apertura, della prima toppa e della seconda. Olè!
    Terribile…
    Però spezzo una piccola lancia in favore di alcune strade di Roma: non c’è l’asfalto, ci sono i sanpietrini.. come si può avere una strada di sanpietrini liscia?
    E di levarli non mi sembra proprio il caso ;)

  8. GianlucaeKanako says:

    Miky ,
    ne è esempio Parigi di come si possono manutenere i sampietrini, che usa un macchinario gratta e rovella i sampietrini/porfido.

    I sampietrini tra l’altro sono solo un 5% delle strade della capitale, e che a nostro giudizio vanno mantenuti come caratteristica del centro cittadino.

    Ma la manutenzione ordinaria della strada asfaltata, è tutta un’altra storia.

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